
Era un po’ che mi frullava l’idea di scrivere qualcosa riguardo Internet, questo meccanismo che in pochissimi anni è entrato a far parte della quotidianità di ognuno di noi. Beh… io non credo che, quarant’anni fa, si sarebbero mai aspettati che quella rete di computers collegati per condividere dati scottanti sarebbe divenuta, poi, un fenomeno a livello più che planetario.
E, visto lo spazio di indirizzamento del protocollo IPV4, credo non se lo sarebbero aspettati neppure dieci anni fa. Eppure… eppure, un altro poco, anche le lavatrici vanno su Internet per scegliere i programmi di lavaggio ottimali. Perfetto, fin qui sembrerebbe tutto bello e tutto tranquillo ma… ma sono veramente pochi che pensano all’altra faccia della moneta. Ragazzi miei il mondo è bello perchè è vario, ognuno di noi ha un modo di vivere, pensare ed agire diverso da tutti gli altri e questa, per carità, è cosa buona e giusta.
Ma voglio porvi un quesito: una persona particolare, con un profilo caratteriale complicato, come potrebbe gestire lo strapotere che LA RETE, potenzialmente, potrebbe donargli? Ora mi spiego meglio, vi faccio un esempio concreto.
Ponete il caso che io, persona paranoica e suscettibile (le persone così sono molte piu’ di quante voi stessi possiate immaginare..) un bel giorno mi accosti al computer e decida di scrivere tutto ciò che mi passa per la testa su un qualsiasi blog: io posso farlo, e chiunque altro può venire a leggere. Supponiamo che quel chiunque altro sia una persona ancor più spostata di me, e che questa persona inizi a fingersi “salvatore della patria” ed a dispensarmi “buoni consigli”: io, che ho premesso essere abbastanza suscettibile, inizio a fidarmi ed a seguire questi “buoni consigli” dettati dall’altra mente malsana, finendo così a far male a me stessa probabilmente senza rendermene conto. Cosa ho concluso?
Voglio farvi un altro esempio reale, cosa che ho visto con i miei occhi: aprite Google.it, scrivete “come fare per” nel campo di ricerca, e date un occhio ai suggerimenti e alle ricerche correlate. A voi sembra normale? Tenete sempre a mente che Google ci ha messo l’algoritmo, ma i suggerimenti, l’ordine dei risultati, le ricerche correlate… si basano proprio su ciò che la popolazione cerca più spesso: in questo caso importanza diventa sinonimo di notorietà. Non vi fa un po’ strano pensare a tutto ciò?
Quello che sto cercando di dirvi è che Internet, della quale sicuramente nessuno di noi potrebbe riuscire a fare a meno, visti i tempi che corrono… è potenzialmente anche uno strumento che può coinvolgere, ed anche in maniera forte, la psiche di ognuno di noi. La cosa viene ulteriormente peggiorata dal fatto che è accessibile a chiunque, e chiunque potrebbe improvvisarsi… non so, medico: se io scrivessi su questo blog “Se vi siete buscati la congiuntivite ad un occhio, premeteci dentro un limone e nel giro di mezza giornata vi passerà tutto” state pur certi che qualcuno, se non fa caso al fatto che questo è un blog a sfondo informatico (ad esempio seguendo un link diretto all’articolo da un qualsiasi motore di ricerca), lo farà, eccome se lo farà!
E poi, voglio chiedervi, non avete mai visto siti e pagine web che miticizzano i peggiori disturbi mentali (celebri sono quelli dedicati all’anoressia - in rete ana – ed alla bulimia - in rete mia? Bene, io si, ci sono stata e ho letto ogni virgola di quella roba… posso garantirvi che, con un minimo di insicurezza alla base, quelle puttanate (e scusate il francesismo, ma a me fa tanta rabbia) potrebbero convincere tanta ma tanta gente.
Il guaio è che Internet, al giorno d’oggi, è fatta da tutti e destinata a tutti…ma non tutti hanno il buonsenso necessario a gestire uno strumento così potente: resto sconvolta ogni volta che ci penso, eppure sono cosciente del fatto che la triste realtà è proprio questa. Il problema reale non è Internet, ma è come la generazione odierna lo usa.
Perchè, i bimbi che si iscrivono a Facebook (e parlo di età media 9 anni)?
Le porno-bimbe che, alla veneranda età di 12 anni (incapaci totalmente, quindi, di intendere e volere), mettono in vendita il loro corpo? Di queste cose ci si dimentica presto?!?!
Non fraintendetemi: io non sono assolutamente pro censura, non sono per la chiusura di internet, e non sono contro la condivisione di conoscenze ed esperienze. Semplicemente, il messaggio che sto cercando di darvi è che anche Internet è pericolosa, e pertanto va usata con cautela: prima della rete viene sempre la persona, e mai e poi mai ci si dovrebbe sognare di mettere a rischio la propria salute fisica e mentale affidandosi ciecamente alla rete.
Lettori, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate. In realtà la domanda che voglio porvi è questa: secondo voi, Internet potrà mai un giorno smettere di avere il “risvolto della moneta” e diventare uno strumento potente e davvero sicuro?
Così come la tv dovrebbe essere osservata con distacco anche tutti gli internettiani dovrebbero attenersi ugualmente alla medesima regola. Purtroppo spesso non accade in quanto nell’era moderna la spazzatura è ovunque. Noi stessi dovremmo imparare a tenere pulito il web. Ma come fare se c’è sempre chi continua a buttare le cicche accese sull’erba secca? Non rimarrebbe che censire globalmente tutto ciò che inquina anche se ciò andrebbe in contrasto con la libertà insita nel mondo virtuale che purtroppo viene scambiato per reale ed oggettivo senza alcuna norma che ne regoli una ottimale permanenza a chi è più suscettibile rispetto ad altri. A mio avviso Facebook è il più recente esempio concreto in cui questo “buon senso” sta diseducando tutti progressivamente…………come smaltire tutto quanto?
Mistero dell’umanità!
il mio ex blog, tra le altre cose, si occupava del tema di cui parlate voi.
è vero lo strumento è potente e non sarà mai sicuro.
bisogna avere anticorpi belli forti per reggere al marasma che è oggi internet.
vi lascio un link se vi va di approfondire…
ciao
Chissà cosa vuol dire davvero una rete Internet "sicura"… che non si possa utilizzarla per "fare o farsi del male"?
Se è questo il senso da dare alla domanda, allora la risposta è un secco NO.
No, Internet non diventerà mai uno strumento sicuro (potente lo è già) per lo stesso motivo per cui non lo diventeranno mai le automobili, i coltelli, i libri.
L'ha spiegato la stessa Jessica: perché tutto dipende da come lo strumento viene usato.
L'auto è un mezzo di trasporto come tanti altri ma se l'autista è ubriaco e non vi vede vi può investire, oltre a volerlo fare volontariamente da sobrio se gli state particolarmente sulle balle e lui è particolarmente vendicativo.
I coltelli sono utilissimi strumenti per tagliare ogni genere di alimenti, oppure una persona se questa è sulle balle al "tagliatore".
I libri hanno portato le persone ad accrescere la propria conoscenza, ma scagliatovi in piena faccia dalla persona a cui state sulle balle vi può far male sul serio, per non parlare di quanti modi diversi di far male ad una persona o intere comunità si possono imparare da un libro.
Erano gli anni '80-'90 quando tutti si preoccupavano della televisione. "Questi spettacoli fatti di sparatorie, sangue, violenza gratuita porteranno i nostri bambini alla rovina, saranno tutti degli assassini a sangue freddo, dei lobotomizzati, degli drogati di quella pubblicità che intervalla gli spettacoli."
Eppure quella generazione è cresciuta e l'umanità non si è estinta per colpa loro, anzi, hanno avuto a loro volta dei figli che ora sono di nuovo a risentire gli stessi allarmismi; cambia solo il soggetto, ora è Internet la fonte di tutti i mali.
Ma come allora ci hanno spiegato che era meglio non accettare caramelle dagli sconosciuti perché ci poteva essere della droga, e di non credere a tutto ciò che la Televisione diceva "perché è solo pubblicità", ora è tempo che la nuova generazione di genitori dica ai propri figli di non credere a tutto ciò che leggono su Internet "perché è solo quello che ha scritto qualcuno", e di continuare a non accettare caramelle dagli sconosciuti che oggi come allora la droga continua a girare. ;)
Credo che la pericolosità di Internet (si, anche io credo che lo sia…) non risieda nella cosa in sè e nelle informazioni che mette a disposizione, ma nel modo in cui l'utente può farne uso, o meglio nel livello di intelligenza di chi accede a quelle informazioni. Se c'è una cosa che ho imparato (anche a mie spese) è che bisogna sapere distinguere e tenere ben distanti vita vera e realtà virtuale, sotto tutti i punti di vista. L'evoluzione di Internet da rete militare a come la si conosce oggi è qualcosa di sacro per i neofiti ma chi si affaccia oggi al mondo del grande WEB vede solo un paio di cose, tra cui predomina il "social networking" il cui unico scopo è permettere alla gente di farsi i ca**i degli altri. Ormai, anche grazie a questo tipo di uso della rete, circolano talmente tante informazioni su di essa che con un qualsiasi motore di ricerca ed un po' di ingegno è possibile ricavare molte più informazioni su di una persona di quanto ci si possa aspettare. Purtroppo la marea di informazioni sguinzagliate sulla rete non si limita solo ai dati personali e sensibili ma anche a scritti, opinioni e consigli che molte volte (come hai detto te Jè) provocano più danni che altro. In conclusione (e non so nemmeno se ce n'è una…) sarebbe opportuno limitare, arginare e magari rivedere anche un po' le regole che determinano questo fiume di informazioni che scorre a gran velocità passando anche per il nostre PC, un fiume di acqua limpida e cristallina che ci permette si di vedere attraverso ma che può nascondere insidie di cui non si sospetta nemmeno l'esistenza.
PS: complimenti per l'articolo carissima amica mia, hai riacceso in me dei pensieri che mi frullavano da tempo nel cervellino e che ho potuto mettere (seppur in modo conciso) per iscritto qui sul vostro blog. Un abbraccio forte forte! =)
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Sono sostanzialmente d'accordo: Internet è uno strumento potente e allo stesso tempo accessbile a tutti (o quasi), ma ciò non significa che non debbano esserci regole o che si possa continuare, generazione su generazione, a usarlo senza un minimo di senso etico, senza porsi domande sul suo impatto sulle persone e su quale direzione stia evolvendo o si debba evolvere.
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