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Bio pendrive: La prima chiavetta USB… biodegradabile!

Scritto in HiTech - Da Tanino Rulez - lunedì 10 gennaio 2011 - 1 Commento

Ok, non a tutti interessa l’impatto ambientale della tecnologia, anzi diciamo che l’impatto ambientale è di certo l’ultimo dei nostri problemi quando acquistiamo un dispositivo elettronico. Però resta il fatto che lo smaltimento dei rifiuti tecnologici sta diventando un serio problema, questo a causa specialmente di alcuni materiali che compongono i circuiti integrati, i vecchi monitor a tubo catodico, ecc…

In discarica non possono più essere gettati e come potete immaginare ben pochi si preoccupano di smontare pezzo per pezzo cellulari o vecchi pc nel sano intento di smaltire plastica e metallo negli appositi bidoni per la raccolta differenziata.

Possiamo però investire 18 euro in una chiavetta USB biodegradabile, che una volta inutilizzata non andrà quindi a gravare sull’ecosistema già abbondantemente danneggiato. L’idea è della ditta QuiBio che si diletta nella creazione svariate tipologie di oggetti di largo consumo (stoviglie, tessili, cancelleria, giochi, ecc…) ad impatto zero.

Questa simpatica pannocchia-pendrive è disponibile nei formati 2, 4, 8, 16 e 32 gigabyte, è compatibile con tutti i principali sistemi operativi e vanta una velocità di lettura pari a 15Mbps e di scrittura 8Mbps. E’ utilizzabile con porte USB 1.1 e 2.0. Non è menzionato il fornitore della memoria.

La chiavetta è realizzata in un materiale che deriva dalla fermentazione dell’amido del granoturco, sviluppato dalla NatureWorks. Cito dal sito internet dell’azienda il procedimento di creazione del polimero:

“Le molecole di glucosio presenti nelle fibre vegetali o nell’amido fermentano diventando acido lattico che successivamente, dopo un processo di polimerizzazione si trasforma in PLA (il polimero che ha il doppio vantaggio di essere biodegradabile ma anche resistente quanto la plastica). Dopo l’utilizzo, il PLA viene sintetizzato dai microorganismi presenti in natura per essere poi trasformato in anidride carbonica e acqua.”

Quindi niente paura, la pendrive non vi si distruggerà tra le mani durante la calura di Agosto, e nel caso sia ora di sostituirla con un modello più performante non dovrete rodervi dai sensi di colpa per il tasso di inquinamento che comporta la sua eliminazione.