Google punisce le Content Farms (finalmente)

Non c’è nulla di più odioso di una Content Farm: sono inutili, fuorvianti, fastidiose. Cosa sono le Content Farms? Avete presente quando cercate un’informazione qualsiasi (sia essa una notizia, un parere o una definizione, ecc…) e i primi duecentocinquanta link che aprite nelle prime pagine dei risultati di ricerca vi portano a contenuti striminziti e poveri di un qualsivoglia spessore?
Ecco, questi contenuti sono messi online dalle Content Farms, aziende che pubblicano (spammano) migliaia di notiziole ogni giorno (DemandMedia.com per esempio ne pubblica 4.000 al giorno) solo per il gusto di scalare il pagerank di Google diventando primi in classifica a fini di lucro.
Il problema è che le notizie vengono scritte da persone assolutamente incompetenti, che si limitano a lavorare sulla quantità piuttosto che sulla qualità.
Un qualsiasi imprenditore si lecca i baffi al solo pensiero del guadagno finale, ma mettiamoci nei panni dell’utente! Il web si sta riempendo di spazzatura, questi aggregatori di contenuti non sono utili a nessuno. Al che la Google ha preso la saggia decisione di rimettere mano al prestigioso Algoritmo per implementare sostanziali modifiche che promettono di tagliare letteralmente le gambe a tutti quelli che stanno lucrando alle spalle degli ignari navigatori.
Gli esempi peggiori del momento sono costituiti da tellmehowto.net, ehow.com e instructables.com che ultimamente stanno veramente eccedendo riempendo la rete con contenuti automatici di pessima qualità. Provate voi stessi a visitarli. Il primo sembra un portalaccio dei primi anni ’90, gli altri due fanno venire il mal di testa da quanti contenuti ci sono in homepage.
QUI l’articolo del blog ufficiale di Google.
Disgustorama, disgustomatico, direbbe il Professor Fontecedro. E voi cosa dite a proposito?






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