Adobe interrompe il supporto ad Adobe Air per Linux

Utilizzavate Adobe AIR su Linux? Scrivevate anche applicazioni utilizzando il framework AIR orientate a girare anche sul sistema operativo di casa Torvalds? Bene, allora questo è esattamente il post che NON vorreste leggere. Il titolo parla chiaro, e si intende esattamente ciò che c’è scritto: immediatamente dopo il rilascio della versione 2.7 di Air sarà interrotto il suo supporto per Linux.
Una scelta decisamente oculata se guardiamo al lato marketing: secondo quanto scritto sul blog di Adobe, infatti, le prime previsioni di utilizzo – risalenti al 1999 – dei sistemi operativi di casa Torvalds promettevano piuttosto bene. Effettivamente l’incremento d’uso, di fatto, c’è stato, ma prevalentemente su piattaforme server, e non su piattaforme desktop. E, si sa, le software houses come Adobe puntano prevalentemente sulla seconda cerchia di utenza. O, almeno, puntavano lì fino a poco tempo fa.
Infatti altro punto decisamente a sfavore del nostro pinguino è la costante crescita d’utilizzo delle piattaforme mobile, in particolare di iOS: sempre secondo Adobe saranno proprio le periferiche mobile di casa Apple (e non solo) la nuova punta di diamante dell’azienda, che si occuperà prevalentemente di sviluppare software per le suddette “macchine”.
E il rapporto AIR/Linux? Esattamente come vi dicevo prima già dalla versione 2.7 di Adobe AIR sarà interrotto il supporto per i programmi – e anche per il framework di sviluppo – per Linux: ci assicurano che, però, un porting delle applicazioni web scritte in AIR sarà disponibile con l’ausilio del progetto OSP – Open Screen Project. Per addolcire l’amaro boccone, oltretutto, Adobe ci assicura che gli sviluppatori torneranno ad occuparsi di Linux nel momento in cui questo sarà diffuso anche sulle periferiche mobile: non un problema di sistema operativo, quindi, ma una semplice operazione di mercato causata dall’evolversi della tecnologia. Non si dimenticheranno di noi. O, almeno, così vogliono farci credere.
E’ un discorso abbastanza giusto, se guardato con gli occhi di un manager, quello che Adobe ha fatto (e continua a fare), ma permettetemi di dissentire rispetto a questa scelta: in realtà non è stata mai posta particolare attenzione sui sistemi Linux (si veda la fine che ha fatto Adobe Reader, e si noti il fatto che flash viene ufficialmente diffuso SOLTANTO per Linux a 32 bit), e nessuno ai vertici delle varie distribuzioni di Linux si è mai azzardato, che io sappia, ad esprimere pareri del tipo “l’inutile flash, non ne abbiamo bisogno, svilupperemo applicazioni nostre che lo sostituiranno facendocene altamente beffa”, cosa che invece Apple ha fatto. Eppure iOS è diventata una priorità.
Sarà il fascino del proibito…






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