• Diventa Fan!
  • Seguici Twitter
  • Seguici su Google+

[Editoriale] Pirateria: il vero killer degli sviluppatori di oggi e domani

Scritto in Programmazione, Software - Da Roberto De Santis - venerdì 2 dicembre 2011 - 1 Commento

Questo editoriale nasce dalle riflessioni su un altro articolo che ho pubblicato in contemporanea, nel quale recensisco un tweak, xCon, che impedisce alle applicazioni di rilevare il jailbreak nei dispositivi mobili Apple. La creazione di questo piccolo software risponde alle esigenze di non vedere bloccate alcune app che un utente ha acquistato dall’App Store e che, senza xCon, non potrebbe usare per un semplice motivo: lo sviluppatore dell’app in questione non vuole che iPhone, iPod Touch ed iPad siano jailbroken. In sintesi, lo sviluppatore ci dice: “Hai fatto il jailbreak, quindi ora non utilizzi la mia applicazione”.

C’è da dire che il jailbreak permette di allargare, se vogliamo, i confini dell’offerta del software permettendo lo sviluppo verso tutte le direzioni, comprese quelle che Apple ritiene “dannose” per discutibili motivi. Dunque, la domanda che sorge spontanea è: “Perché mai un piccolo sviluppatore o una grande software house dovrebbero avvertire l’esigenza di combattere il jailbreak?”. La conclusione che se ne può ricavare è soltanto una: per i developers il jailbreak è sinonimo di pirateria. E purtroppo tutto questo corrisponde alla triste realtà.

Se si facesse un’indagine sugli utenti finali, scommetto che scopriremmo che più della metà dei “jailbreakers” applica questa sorta di sblocco principalmente non per usufruire di una serie di benefici che derivano dalla “comunità”, ma per installare applicazioni crackate. Vorrei soltanto sapere quanti utenti che hanno fatto il jailbreak non hanno provveduto a scaricare il famoso Install0us. Considerando che nell’Agosto del 2010 un’indagine evidenziò che il 40% degli utenti con un dispositivo jailbroken aveva scaricato un’app crackata (considerando però un solo sito come fonte di app pirata), io sono certo che, attualmente, non abbiamo meno del 50% di “jailbreakers” che attingono applicazioni dalla pirateria.

Un dato empirico decisamente allarmante e che, purtroppo, fa capire quanto la pirateria “tagli le gambe” a nuove risorse che cercano di affacciarsi allo sviluppo di applicazioni, come in questo caso, l’App Store. Grazie alle basi di programmazione che ho avuto a scuola e che ho perfezionato in questi ultimi anni all’Università degli Studi di Salerno, avrei potuto iniziare a programmare senza problemi per i dispositivi Apple. Avrei dovuto comprare un Mac, oppure avrei dovuto acquistare una licenza per qualche ambiente di sviluppo per altri sistemi operativi. Insomma, stiamo parlando di una spesa – per alcuni è un grosso sacrificio – che si aggira attorno ai 1000 €.

Ottimista quale potrei essere, direi: “Mille euro sono tanti. Però si tratta di un investimento. D’altronde senza spirito di iniziativa non si va da nessuna parte. Va bene, ci provo!“. E così avrei potuto decidere di imbarcarmi verso il mondo dello sviluppatore per iDevices. Poi, però, pensi a cosa succede ai tanti validi software che vengono prodotti. Dopo pochissimo tempo li vedi pubblicare su siti pirata e tante e tante persone lo installano senza pagare nemmeno un centesimo di quei, seppur minimi, 79.

Allora quell’ottimismo si trasforma in senso di rassegnazione. Pensi a quanto successo potranno riscuotere le tue applicazioni tra le mura virtuali dell’App Store. E ti accorgi che la breccia che i pirati hanno praticato in quelle mura è più trafficata che mai. E quello che più ti blocca dal programmare è che ti toglierebbe tanto: guadagno e soddisfazione. Probabilmente è la reazione più sbagliata quella di rassegnarsi, ma fidatevi: è così per tantissimi potenziali sviluppatori che avrebbero potuto creare software per iPhone e iPad.

Mi rivolgo a tutti quegli informatici come me, con la passione della programmazione: non rassegnatevi sul nascere delle vostre idee! Mai. Se volete diventare sviluppatori e crearvi una sorta di lavoro, fatelo e basta. Guardandomi intorno in questi ultimi anni ho capito una cosa: tante persone oggi si sono realizzate soltanto perché hanno avuto un’idea. Mettetele in pratica prima che qualcun altro lo faccia al posto vostro. Mentre voi state pensando alla pirateria che ruberà i vostri soldi e la vostra crescita professionale come sviluppatori, un ragazzino di appena 12 anni ha fondato una software house. Se le vostre creazioni saranno gradite, quella fetta degli utenti onesti, che probabilmente si quantifica come meno del 50%, vi daranno quello che cercate: guadagno e tanta soddisfazione. Riassumendo tutto in una sola parola: credeteci.

Fonte Immagine | AppAdvice

  • Pingback: [Editoriale] Pirateria: il vero killer degli sviluppatori di oggi e domani - Kimblo Scienze