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FBI: monitorare i Social Network per la prevenzione dei crimini non lede la Privacy

Scritto in Facebook, Internet, News, People, Sicurezza, Social Network, Twitter - Da Antonio Coppola - giovedì 16 febbraio 2012 - 4 Commenti

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FBI ha oggi reso noto che il progetto di un software in grado di monitorare i social network di ogni genere, come parte di una strategia per la prevenzione dei crimini in tempo reale, è stato ampliamente esaminato dalla agenzia Privacy and Civil Liberties Unit.

Questo organismo stenderà un rapporto sulle implicazioni legai legati all’attività di monitoring applicata ai social network, per essere certo che l’uso di questo nuovo strumento non leda la privacy ed i diritti civili degli utenti. Prima, quindi, che il software sia posto in modalità operativa, si dovrà essere certi che lo strumento sia conforme alla libertà civili, anche a discapito della necessità del FBI di adeguare la propria tecnologia riferita al mondo del web e delle informazioni che fluttuano in esso.

La risposta da parte del FBI non si è fatta attendere, con particolare riferimento all’uso che vorrebbe fare di un’applicazione in grado di raccogliere ed analizzare rapidamente le informazioni da portali quali Facebook, Twitter e blogs vari, semplicemente immettendo delle keywords singole o delle frasi come chiavi di ricerca. L’impiego di queste informazioni, sempre secondo l’FBI, sarebbe dedicato alla individuazione e prevenzioni di minacce accreditate, localizzando le organizzazioni dietro esse e preparandosi a queste eventualità.

Viene sottolineato, inoltre, che i social network sono degli ottimi mezzi di comunicazione per fare circolare velocemente notizie legate anche alla sicurezza dei cittadini, instaurando un passaparola con indubbie finalità civili. Uno strumento simile a quello richiesto dalla FBI è già stato usato dal Department of Homeland Security, ed anche questo ha alzato questioni molto serie riguardo la privacy degli utenti. Per rendere leggermente più trasparente la faccenda, l’FBI ha affermato che le chiavi di ricerca possibili potrebbero essere “lockdown”, “bomb”, “suspicious package”, “white powder”, “active shoot”, “school lock down”.

Il governo federale usa attualmente le informazioni pubbliche per presagire delle situazioni di emergenza, ma l’FBI vuole spingersi sulle scritture private, sebbene affermi che non ci sia differenza tra il loro utilizzo e quello delle altre organizzazioni governative.