
Ieri è stato “presentato” uno dei più potenti computer al mondo: il Tesla-rific GPU Supercomputer, denominato Emerald. Costruito dalla università di Oxford, il supercomputer è basato sulle più potenti GPU costruite con schede grafiche 372 Tesla M2090 di Nvidia. Il suo costo è stato di circa 5.8 milioni di dollari (in parte finanziato dallo stato), costituito da 84 nodi-cluster e sviluppa una performance di 114 teraflops – 114.000 miliardi di flops (1.000.000.000.000 floating point operations per second) ed è stato costruito al “Center for Innovation in High Performance Computing (HPC)” dell’Oxford’s STFC Rutherford Appleton Laboratory nel Didcot, Oxfordshire.
Lo scopo primario di questo supercomputer è quello di sviluppare alcune teorie dell’astrofisica, bioinformatica, chimica, ingengneria, genomica, nanotecnologia, fisica e altri campi. Le GPU di Emerald nascono dal progetto Fermi di Nvidia che possono essere “upgradate” al progetto Kepler, per essere in linea con la nuova tecnologia tesla che sarà presentata da Nvidia nei prossimi mesi.
Se facciamo un paragone in termini di “potenza” con il Cray-1 (basato sulla tecnologia CDC 8600) presentato la prima volta nel 1968 e sviluppato nel 1976, che aveva quattro schede elettroniche sovrapposte di 8 x 6 pollici, lo spessore era paragonabile a quello di un libro grande e consumava circa 3 Kwatt.

La CPU centrale del sistema era basata su tecnologia ECL per migliorarne la velocità che, infatti, passava dai 27.5 ns del 7600 a 8ns (125 MHz), un quadruplicamento della frequenza. La memoria principale era anch’essa migrata alla tecnologia ECL e il sistema veniva progettato con 256000 parole (“megabyte”) come configurazione di fabbrica.
La memoria era suddivisa in 64 banchi che memorizzavano 1 singolo bit per banco in modo da avere un tempo di accesso di circa 8ns pur essendo il tempo di ciclo di circa 250ns. Un nucleo di memoria ad alta velocità (20ns) era prevista e questa memoria avrebbe dovuto memorizzare una copia dei dati più utilizzati.
Era dotato, inoltre, di quattro CPU complete che condividevano la memoria principale. Per migliorare le prestazioni del sistema, la macchina poteva utilizzare una particolare modalità di funzionamento che faceva eseguire ai processori le stesse istruzioni con dati diversi. Questa tecnica attualmente è nota come SIMD e riduce il numero totale di accessi alla memoria, dato che una sola istruzione comanda quattro processori.
Ogni processore era circa 2.5 volte più rapido del 7600 e dunque, quando tutti e quattro i processori funzionavano in parallelo, erano circa 10 volte più rapidi di una macchina 7600 e sviluppavano circa 100 megaflops.
Sicuramente Emerald entrerà nella competizione dei supercomputer, per ora vinta dal TITAN:
un nuovo e rivoluzionario supercomputer Cray XK6 che sarebbe oltre due volte più veloce e tre volte più efficiente dal punto di vista energetico dell’attuale primatista tra i supercomputer, il K Computer, che si trova in Giappone.
“Il nuovo mostro di potenza sarà basato su GPU NVIDIA Tesla che, grazie allo possibilità di calcolo in parallelo, potrà offrire oltre 20 petaflop (1 petaflop=un migliaio di miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo) di prestazioni di picco.”
La cosa che trovo meravigliosa in questo supercomputer è che sarà un Linux Based, quindi sfrutterà appieno le potenzialità di questo sistema operativo tanto discusso dai “maghi” informatici del mondo.
via | pcmag





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