Chimera Revo - News, guide e recensioni sul Mondo della tecnologia http://www.chimerarevo.com Il sito di tecnologia senza peli sulla lingua: recensioni, guide, news e approfondimenti dal Mondo della tecnologia. Fri, 29 May 2015 14:01:40 +0000 it-IT hourly 1 Xiaomi Mi4 abbraccia Windows 10 Mobile dal 1 Giugno! http://www.chimerarevo.com/smartphone/xiaomi-mi4-windows-10-mobile-1-giugno-188330/ http://www.chimerarevo.com/smartphone/xiaomi-mi4-windows-10-mobile-1-giugno-188330/#comments Fri, 29 May 2015 13:54:29 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188330 Una delle novità più inaspettate della “nuova Microsoft” è stata di certo l’apertura – mai vista prima – sia verso i suoi utenti che verso i concorrenti: se Windows 10 e Windows 10 mobile sono stati resi disponibili al pubblico in … Continua

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Una delle novità più inaspettate della “nuova Microsoft” è stata di certo l’apertura – mai vista prima – sia verso i suoi utenti che verso i concorrenti: se Windows 10 e Windows 10 mobile sono stati resi disponibili al pubblico in anteprima con mezzi assolutamente ufficiali, la sorpresa ancor più grande è stata quando il colosso di Redmond – in collaborazione con l’azienda cinese Xiaomi – ha annunciato di voler testare un’anteprima di Windows 10 Mobile sullo Xiaomi Mi4, uno smarphone nativamente Android.

LEGGI ANCHE | Windows 10 su Xiaomi Mi4: le foto e il video

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Se fino ad ora il tutto è stato ufficiale ma aleatorio, a partire dal prossimo primo Giugno diverrà più materiale: Microsoft ha infatti aperto ufficialmente ai possessori dello Xiaomi Mi4 la possibilità di avanzare richiesta per entrare a far parte del programma di testing di Windows 10 Mobile. Per farlo è sufficiente compilare il form (rigorosamente in cinese) linkato in basso, ma…

LINK |  Xiaomi Mi4 & Windows 10 Mobile subscription

…ma una precisa clausola presente tra i termini necessari per poter entrare a far parte del programma recita palesemente che i futuri tester dovranno essere in grado di recarsi fisicamente presso il quartier generale di Microsoft in Asia, al fine di

comunicare direttamente col team di sviluppo di Microsoft Windows 10.

In altre parole, è assolutamente necessario essere residenti a Pechino per poter entrare a far parte del programma di testing! Non sono stati dati ulteriori dettagli sulle modalità di sviluppo e selezione né sulla build che sarà distribuita, si sa tuttavia che Windows 10 preview per Xiaomi Mi4 sarà rilasciato sotto forma di ROM installabile (il dispositivo è già sbloccato di fabbrica) e che i beta tester scelti riceveranno uno speciale souvenir Windows 10.

Che dire, quindi? Se avete un Mi4 ed abitate a Pechino… correte ad iscrivervi!

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Google annuncia Android M: tante le novità http://www.chimerarevo.com/android/android-m-novita-188319/ http://www.chimerarevo.com/android/android-m-novita-188319/#comments Fri, 29 May 2015 13:20:30 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188319 Uno dei primissimi annunci del Google I/O 2015 è stata la disponibilità al download della Developer Preview di Android M, una notizia che renderà felici gli sviluppatori che potranno così iniziare a ottimizzare le loro applicazioni per renderle completamente pronte per il … Continua

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Uno dei primissimi annunci del Google I/O 2015 è stata la disponibilità al download della Developer Preview di Android M, una notizia che renderà felici gli sviluppatori che potranno così iniziare a ottimizzare le loro applicazioni per renderle completamente pronte per il lancio, quando Android M sarà ufficialmente reso disponibile alla fine del Q3 2015.

Download | Android M Developer Preview

Sono sei i principali miglioramenti in Android M: gestione dei permessi e autorizzazioni delle app, Web Experience, App Link, pagamenti mobili, supporto nativo ai sensori delle impronte digitali e una migliore durata della batteria grazie alla più intelligente gestione dello standby. Non è tutto: ci sono un sacco di cose interessanti che Google non poteva mostrare alla manifestazione altrimenti avrebbe dovuto richiedere una maratona di pazienza agli spettatori, e noi siamo pronti a riportarvele di seguito.

  1. Gestione permessi: la nuova versione di Android introduce un gestore dei permessi che permetterà agli utenti di selezionare quali di essi possono essere accettati o meno:Android M - gestione permessi
  2. Nuova gestione degli appunti: Android M migliora la selezione di una parola e porta una nuova barra degli strumenti Appunti: icone chiare, popup che appare accanto alla selezione e possibilità di selezionare parola per parola o carattere per carattere.
  3. Impronte digitali: Google metterà a disposizioni API standard per il supporto nativo alle impronte digitali, anche per poter sfruttare Android Pay con l’NFC.
  4. Migliore condivisione: La condivisione su Android è di gran lunga la migliore di qualsiasi sistema operativo mobile, ma è ancora ben lungi dall’essere perfetta. Quando si hanno un sacco di applicazioni installate, si finisce con ritrovarsi una lista enorme di opzioni di condivisione che è estremamente frustrante da gestire operare. La condivisione in Android M stabilisce le priorità e andrà a far comparire prima le applicazioni che si utilizzano di più.
  5. Doze: è il nuovo sistema della gestione della batteria che andrà a porre le applicazioni non necessarie in uno stato di consumo bassissimo, impedendo così il dispendio di energia soprattutto per quelle che restano attive in background. Secondo i test effettuati da Google su un Nexus 9, si estende fino a due volte la durata della batteria.
  6. Controlli volume: la gestione dei volumi di Lollipop non è piaciuta agli utenti e Google ha dunque effettuato un passo indietro. I controlli del volume sono ora di nuovo granulari, con controllo separato per il volume della suoneria, volume della sveglia e il volume dei media. Finalmente!
  7. Google Now “On Tap”: ne abbiamo già parlato in questo articolo.
  8. Backup automatico delle apps: Android M effettuerà automaticamente un backup completo dei dati e il ripristino delle applicazioni. Naturalmente questo è dedicato alle applicazioni di Android M destinate ad avere una impostazione predefinita, senza la necessità per gli sviluppatori di codificare nulla. Se gli utenti eliminano i loro account Google, i loro dati di backup vengono cancellati ma con i backup automatici – che avvengono ogni 24 ore quando il dispositivo è inattivo, sotto carica e collegato a una rete Wi-Fi –  quando si passa a un nuovo dispositivo, o si resetta quello corrente, è possibile ripristinare facilmente il tutto e senza dolori. per maggiori informazioni consultate questo link.
  9. Tema scuro: è finalmente possibile abilitare un tema scuro o ripristinare quello chiaro, a seconda della tipologia di display che si utilizza (AMOLED o LCD).Android M - tema scuro
  10. Drawer verticale: il drawer delle applicazioni è ora verticale e mostre le applicazioni organizzate diversamente e in ordine alfabetico: Android M - drawer verticale
  11. Modificare i Quick Settings: sarà finalmente possibile eliminare e organizzare i Quick Settings, a nostro piacere!
  12. Supporto UBS-OTG nativo
  13. Supporto nativo USB Type-C
  14. Possibilità di disinstallare le apps direttamente dal Google Launcher
  15. Grafici e maggiori informazioni per l’utente per quanto riguarda la RAM
  16. Possibilità di utilizzare la microSD come memoria internaAndroid M - Sandisk SD memoria interna
  17. Possibilità di abilitare il DND dai Quick Settings
  18. Hotspot Wi-Fi con supporto alla banda 5 GHz
  19. Web Experience: possibilità, per gli sviluppatori, di sfruttare Chrome all’interno delle app Android
  20. App Link: sarà possibile passare un link direttamente a una app o browser web senza dover passare più dal classico popup di selezione.
  21. Data Usage API per i vari profili
  22. Bluetooth SAP
  23. Contatti di lavoro in contesti personali
  24. Hotspot 2.0
  25. App VPN nelle impostazioni
  26. Supporto alla stampa duplex
  27. Testo annulla/indietro dalla tastiera
  28. Android Pay
  29. Supporto al Bluetooth 4.2
  30. Migliorata la scansione bluetooth a basso consumo energetico
  31. Migliorata la sillabazione e giustificazione del testo
  32. Schede personalizzate in Chrome
  33. Protezione Enterprise per il ripristino dei dati di fabbrica
  34. Miglioramento della predizione del testo
  35. Supporto MIDI
  36. Miglioramenti alla potenza della scansione Wi-Fi

Non appena emergeranno nuove informazioni o dettagli meritevoli di essere segnalati, modificheremo l’articolo in modo da poter avere sempre a disposizione un post aggiornato con le ultime novità!

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Nasce il nuovo Google Foto: backup illimitato e nuova organizzazione http://www.chimerarevo.com/internet/nasce-il-nuovo-google-foto-backup-illimitato-e-nuova-organizzazione-188314/ http://www.chimerarevo.com/internet/nasce-il-nuovo-google-foto-backup-illimitato-e-nuova-organizzazione-188314/#comments Fri, 29 May 2015 11:39:36 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188314 La notizia era già nell’aria ma durante il Google I/O 2015 è arrivata anche l’ufficialità e l’annuncio tanto atteso: Google Foto si separa da Google+ e diventa un servizio indipendente. Con alcune interessanti novità accessibili sia da mobile che desktop! Oggi … Continua

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La notizia era già nell’aria ma durante il Google I/O 2015 è arrivata anche l’ufficialità e l’annuncio tanto atteso: Google Foto si separa da Google+ e diventa un servizio indipendente. Con alcune interessanti novità accessibili sia da mobile che desktop!

Oggi vi presentiamo Google Foto, un nuovo prodotto in grado di ospitare tutte le vostre foto e video e di aiutarvi a organizzare e a rivivere i vostri ricordi, per condividere e salvare quelli per voi più importanti.

Tra le novità più meritevoli spicca sicuramente il nuovo backup: con Google Foto è ora possibile effettuare il backup e archiviare un numero illimitato di foto e video di alta qualità (però date prima una occhiata a queste informazioni), gratuitamente. Verrà mantenuta la risoluzione originale fino a 16 MP per le foto e l’alta definizione a 1080p per i video, in più sarà conservata una versione compressa di foto e video con una risoluzione di qualità pari a quella per la stampa.

 Google foto - qualità immaginiAnche l’organizzazione delle foto è stata migliorata: Google Foto organizza automaticamente le immagini in temi, come persone, luoghi e cose a cui tenete di più, e sarà possibile utilizzare la ricerca intelligente per trovare qualche foto particolare che avete salvato. Non avrete bisogno di applicare etichette né di complicarvi la vita con la creazione di album: q Quando volete trovare una foto in particolare, basta una semplice ricerca per individuarla: ad esempio, scrivendo “cane” verranno mostrate tutte le foto che conterranno un cane!

Google foto - ricerca immagini

Naturalmente potrete condividere i vostri scatti e accedere ad essi da qualsiasi dispositivo, sia mobile che desktop.

Link | Homepage di Google Foto

Download | Google Foto dal Google Play Store

Download | Google Foto dall’Apple App Store

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Il futuro di Chromecast: autoplay, multiplayer e tanto altro! http://www.chimerarevo.com/hardware/google-io-chromecast-autoplay-multiplayer-188310/ http://www.chimerarevo.com/hardware/google-io-chromecast-autoplay-multiplayer-188310/#comments Fri, 29 May 2015 11:02:02 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188310 Quando Google annunciò al mondo il suo piccolo Chromecast, erano in pochi ad aver intravisto le potenzialità e la comodità di questo strumento: partito un po’ in sordina, col passar del tempo sempre più utenti si sono affidati al dongle … Continua

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Quando Google annunciò al mondo il suo piccolo Chromecast, erano in pochi ad aver intravisto le potenzialità e la comodità di questo strumento: partito un po’ in sordina, col passar del tempo sempre più utenti si sono affidati al dongle di Google fino a non potervi più rinunciare. Anche all’interno del nostro staff il Chromecast ha un bel po’ di successo, testimoniato anche dalle numerose guide in proposito presenti sul nostro sito:

LEGGI ANCHE | Guida a Chromecast: i consigli sul dongle HDMI

Tornando a noi, è proprio al Chromecast che Google – come ci si aspettava – ha dedicato un keynote durante la conferenza Google I/O: tutti coloro che ne possiedono uno (e tutti coloro che possiedono un dispositivo Cast, come il Nexus Player o NVIDIA Shield) possono aspettarsi gustose sorprese in futuro, grazie alle nuove tecnologie che Google ha studiato e messo a punto per il piccolo dongle.

c_chromecast

Riproduzione automatica e coda

Di certo non è un segreto che il miglior streaming è quello che non si ferma mai, ed in un futuro molto prossimo Chromecast sarà tranquillamente in grado di gestire questo tipo di funzionalità: già presente in YouTube, la funzionalità di riproduzione automatica permetterà agli utenti di godersi i propri contenuti preferiti senza mai fermarsi, un po’ come è possibile fare su YouTube e su alcuni client ad esso dedicato (ad esempio Minitube).

Le API non saranno tuttavia dedicate soltanto a YouTube ma a qualsiasi applicazione Cast-compatibile che uno sviluppatore intende creare: questi saranno quindi in grado di aggiungere alla loro app la possibilità di aggiungere al buffer un secondo video durante la riproduzione di quello corrente, oltre che dare agli utenti la possibilità di creare vere e proprie code di riproduzione in modo da offrire un’esperienza continua e senza interruzione.

Gli utenti, dalla loro parte, saranno in grado di gestire le code create tramite dei controlli che gli permetteranno di ri-ordinare i contenuti o aggiungerne dei nuovi, cosa che altre piattaforme di streaming continuo – come Netflix – non possono al momento fare.

E’ possibile assaporare le nuove API di Google utilizzando i servizi NBA Game Time o Red Bull TV.

Game Manager API (Multiplayer)

multiplayer

Google ci aveva già provato offrendo agli sviluppatori di creare giochi Cast-compatibili con funzionalità di multiplayer (usare lo stesso televisore con più dispositivi “controller”), tuttavia in pochi hanno effettivamente adottato questo meccanismo a causa della complessità di implementazione.

Le nuove API Game Manager semplificano questo processo per gli sviluppatori, mettendoli in condizione di creare app Android ed iOS che, tramite un dispositivo Cast-compatibile (Chromecast, Nexus Player o NVIDIA Shield) possano offrire esperienza di gioco multiplayer in maniera estremamente più semplice. Un esempio di utilizzo di queste API è il gioco Catch Phrase.

Non ci resta che attendere!

Remote Display

second-screen

Se prima abbiamo parlato di API per il multiplayer, questo è un discorso piuttosto complementare: le API Remote Display, infatti, permettono agli sviluppatori di creare app Android ed iOS – interfacciabili con i dispositivi Cast – in grado di usare contemporaneamente entrambi i display. Ad esempio, è possibile mostrare un volante virtuale sullo smartphone mentre si guarda la strada sul televisore, o ancora utilizzare applicazioni di editing grafico sul tablet mentre si guarda l’anteprima del risultato, a risoluzione migliore, sul televisore.

Uno dei servizi web ad adottare una delle prime versioni delle API Remote Display è Autodesk Pixlr, di cui vi abbiamo parlato in un nostro precedente articolo.

LEGGI ANCHE | Editing foto online: i migliori servizi gratis

In conclusione…

Le nuove (ed interessanti) API di Google possono rendere il Chromecast (e tutti i dispositivi Cast compatibili) ancor più appetitosi sia per gli utenti che per gli sviluppatori, mettendo in condizione il piccolo dongle HDMI ed i suoi derivati di sostituirsi, almeno nel futuro più prossimo, a strumenti per la gestione dell’Home Theater semplicemente “occupando” una porta HDMI.

Sarà interessante guardare cosa gli sviluppatori, con tutte queste nuove API tra le mani, sapranno creare per deliziare gli utenti possessori di un dispositivo Cast!

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Bug degli SMS su iPhone: la soluzione provvisoria http://www.chimerarevo.com/apple/bug-degli-sms-su-iphone-la-soluzione-provvisoria-188307/ http://www.chimerarevo.com/apple/bug-degli-sms-su-iphone-la-soluzione-provvisoria-188307/#comments Fri, 29 May 2015 10:17:10 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188307 Quando Apple si “impegna” (senza volerlo, non c’è ombra di dubbio)… può rendere le cose complicate, molto complicate per i suoi utenti! Vi abbiamo detto qualche giorno fa che un fastidioso bug di iOS 8.3 e inferiori, provocato da un SMS … Continua

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Quando Apple si “impegna” (senza volerlo, non c’è ombra di dubbio)… può rendere le cose complicate, molto complicate per i suoi utenti! Vi abbiamo detto qualche giorno fa che un fastidioso bug di iOS 8.3 e inferiori, provocato da un SMS con caratteri arabi, poteva mandare in crash l’app Messaggi, iMessage o addirittura l’intero dispositivo e che Apple era già al corrente del problema.

LEGGI ANCHE | Un nuovo bug negli SMS può bloccare l’iPhone

Ed è stata proprio Apple a scendere questa volta in prima linea, rassicurando i suoi utenti: il team di sviluppo sarebbe al lavoro su una soluzione definitiva, tuttavia esiste un workaround che permette di aggirare il problema generato del messaggio (in Arabo), evitando il blocco dell’iPhone (o dell’iPad) e permettendo il normale utilizzo dell’app Messaggi.

imessagebug

Strano ma vero, il segreto è usare l’assistente vocale Siri per evitare che sia l’API compromessa ad interpretare l’SMS malandrino! Ecco le istruzioni di Apple in merito:

  1. Chiedere a Siri di leggere i messaggi non letti (anziché farlo con l’intervento manuale);
  2. rispondere, sempre tramite Siri, all’SMS incriminato; fatto ciò sarà possibile riutilizzare l’app Messaggi;
  3. una volta aperta l’app Messaggi, si potrà sia cancellare l’intera conversazione spostandola a sinistra sia selezionare soltanto l’SMS in arabo ed eliminarlo dal thread.

Dunque Apple consiglia ai suoi utenti di utilizzare l’assistente vocale per leggere gli SMS ed evitare il bug, tuttavia – sebbene questa soluzione sia assolutamente funzionante – si spera che il fix definitivo arrivi presto. Chissà, magari proprio al prossimo WWDC dell’8 Giugno.

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Google Now è ancora più intelligente e inizia a lavorare all'interno delle app http://www.chimerarevo.com/android/google-now-e-ancora-piu-intelligente-e-inizia-a-lavorare-allinterno-delle-app-188302/ http://www.chimerarevo.com/android/google-now-e-ancora-piu-intelligente-e-inizia-a-lavorare-allinterno-delle-app-188302/#comments Thu, 28 May 2015 20:46:05 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188302 Il Keynote del Google I/O tenutosi questo pomeriggio ha riservato, tra le diverse tematiche trattate, uno spazio anche per Google Now, l’assistente di Big G che, alla luce di quanto visto quest’oggi, sembra integrarsi sempre più all’interno del sistema Android e … Continua

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Il Keynote del Google I/O tenutosi questo pomeriggio ha riservato, tra le diverse tematiche trattate, uno spazio anche per Google Now, l’assistente di Big G che, alla luce di quanto visto quest’oggi, sembra integrarsi sempre più all’interno del sistema Android e dell’esperienza utente. Gli esempi di utilizzo mostrati durante la presentazione, infatti, hanno messo in luce una caratteristica che rende Google Now ancor più efficiente e completo nell’accorrere in aiuto dell’utente, agevolando svariate operazioni e fornendo le giuste informazioni in pochi e semplici passi. In che modo? Semplice, lavorando letteralmente fianco a fianco con le applicazioni in esecuzione.

A dimostrazione di ciò è stato mostrato come, durante l’ascolto di un brano su Spotify, basterà chiedere al nostro assistente, dopo averlo richiamato tramite l’ormai celebre “Ok Google”, chi sia il cantante del brano in esecuzione per ottenere rapidamente il responso.

Le novità relative a Google Now, però, non si limitano alla sola interrogazione vocale. In applicazioni di messaggistica e in Gmail, nel momento in cui ci troveremo davanti a una frase in cui è contenuto il nome di un locale oppure di un film, per avere informazioni in merito al termine in questione sarà sufficiente tenere premuto il tasto centrale per richiamare il nostro fidato assistente che spunterà fuori sottoforma di scheda contenente tutti i dati reperiti dal database di Big G.

Google Now on Tap

Una feature altrettanto utile legata alla medesima funzionalità è stata mostrata durante la navigazione in internet tramite Chrome dove, evidenziando una parola contenuta in una pagina web, con una pressione prolungata del tasto home avremo, anche in questo caso, una scheda ancor più dettagliata riguardo proprio ciò che quel termine rappresenta. Nel caso preso in esame, evidenziando il nome di un attore viene fornita una scheda dettagliata in grado di fornire informazioni relative a film, notizie, immagini e tanto altro.

Sembrerebbe insomma che, alla luce delle strategie adoperate dalla concorrenza proprio in merito al campo degli assistenti vocali, Google non voglia farsi cogliere impreparata, cercando di far si che l’utente, nel pieno dell’esperienza utente fornita da Android, si ritrovi con naturalezza a poter usufruire, qualora lo voglia, dell’aiuto del noto assistente in modo rapido e diretto da qualsiasi applicazione.

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FIFA 16, arrivano le squadre... femminili! http://www.chimerarevo.com/game/fifa-16-arrivano-le-squadre-femminili-188299/ http://www.chimerarevo.com/game/fifa-16-arrivano-le-squadre-femminili-188299/#comments Thu, 28 May 2015 14:39:12 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188299 La posizione delle donne nel mondo dei giochi è sempre stata alquanto controversa, esattamente come succede nel mondo reale per alcuni sport definiti “maschili”: mettete insieme questi due particolari frangenti e chiedetevi perché, nei più famosi giochi di calcio, difficilmente appaiono … Continua

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La posizione delle donne nel mondo dei giochi è sempre stata alquanto controversa, esattamente come succede nel mondo reale per alcuni sport definiti “maschili”: mettete insieme questi due particolari frangenti e chiedetevi perché, nei più famosi giochi di calcio, difficilmente appaiono squadre composte da donne nonostante nel mondo reale questa sia una realtà.

Sydney Leroux - Rendering in FIFA 16

Sydney Leroux – Rendering in FIFA 16

Mera discriminazione sessuale? No, almeno non secondo Electronic Arts, nota software house alle spalle di un colosso del gaming come FIFA: il problema “limitante” era ridefinire completamente la struttura dello scheletro del giocatore a bassissimo livello, per fare in modo che le dinamiche del movimento del corpo femminile – profondamente differenti da quelle del corpo maschile – riuscissero di ottima qualità.

Il grosso cambiamento che dovevamo mettere in atto era ricostruire la struttura delle animazioni, affinché lo scheletro sotto ogni giocatore potesse funzionare anche con proporzioni differenti. Il nostro sistema era basato universalmente sull’altezza e sulla costituzione. Anziché manipolare le proporzioni tra ossa e articolazioni, era come deformare una banda elastica.

Spiega David Rutter, General Manager di EA, confermando come finalmente questi limiti siano stati superati dopo un duro lavoro sia nel mondo reale che in quello virtuale.

Avevamo bisogno di risorse per girare il mondo e scansionare visi e teste […] dovevamo implementare un nuovo sistema che permettesse di muovere i fianchi, di muovere le spalle in verticale e che tenesse conto delle proporzioni tra ossa ed articolazioni. 

Queste risorse e questa tecnologia sono finalmente arrivate, poiché EA ha ufficialmente dichiarato che il prossimo FIFA 16 introdurrà le giocatrici femminili: le 12 squadre di calcio in rosa che arriveranno nel gioco arriveranno da diverse parti del mondo (come Italia, Francia, Cina, Australia, USA, Svezia, Messico, Canada, Inghilterra, Brasile, Germania e Spagna), ed 11 di queste parteciperanno alle finali della Coppa del Mondo femminile che si terranno (nel mondo reale) il prossimo mese.

Il lavoro per adattare le dinamiche anche al corpo femminile, spiega Rutter, andrà a giovare anche sull’universo dei giocatori virtuali maschili:

Come effetto volontario [del nuovo meccanismo]  ora disponiamo di scheletri scalabili, per cui possiamo supportare anche corporature differenti nella parte maschile del gioco.

Ed ora qualche dettaglio più vicino al gioco: il motore di gioco è esattamente lo stesso rispetto a quello maschile, tuttavia gli attributi ed i tratti distintivi delle giocatrici sono stati ridefiniti per meglio rispondere alle caratteristiche dell’altro sesso; le 12 squadre potranno essere usate sia in modalità online che offline, non sarà possibile far scontrare squadre maschili e squadre femminili (come succede anche nella vita reale, d’altra parte) e non ci sarà un Ultimate Team composta da sole donne.

Abbiamo 12 squadre internazionali. Ciò non ci dà una popolazione abbastanza grande da creare qualcosa che si avvicini ad una buona modalità Ultimate Team. Avremmo potuto creare league domestiche, tuttavia non saremmo probabilmente stati capaci di spingere le nostre risorse tanto lontano, almeno in questo anno, da offrire un insieme di giocatrici ampio e credibile.

Questa è un’ottima notizia per l’intero mondo dei giocatori virtuali, che finalmente potranno dilettarsi anche con squadre di calcio di sesso femminile – soprattutto in un periodo in cui il gentil sesso si impegna così tanto ad accentuare la sua presenza nel mondo tecnologico; vi ricordiamo che FIFA 16 sarà rilasciato il prossimo anno per PC e console.

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[Editoriale] Tux scompare da Steam: SteamOS rimarrà l'unica distro supportata? http://www.chimerarevo.com/linux/tux-scompare-steam-steamos-188287/ http://www.chimerarevo.com/linux/tux-scompare-steam-steamos-188287/#comments Thu, 28 May 2015 11:40:37 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188287 Navigando l’altro giorno sullo store Steam per controllare le nuove uscite mi sono imbattuto in un particolare che mi è subito risaltato agli occhi: su ogni pagina dello store, dove prima era presente il simbolino di Tux per simboleggiare la … Continua

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Navigando l’altro giorno sullo store Steam per controllare le nuove uscite mi sono imbattuto in un particolare che mi è subito risaltato agli occhi: su ogni pagina dello store, dove prima era presente il simbolino di Tux per simboleggiare la compatibilità dei giochi con Linux, ora era apparso il logo di SteamOS, distribuzione made in Valve che sbarcherà sulle Steam Machines quest’autunno.

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Spulciando nelle schede dei vari giochi, e guardando anche nelle varie voci di menù, la nomenclatura del sistema operativo è rimasta comunque “SteamOS+Linux”, come in precedenza, ma subito tale notizia ha provocato un piccolo terremoto nel mondo dei gamer Linuxari.

Su vari siti specializzati, tra cui l’autorevole GamingOnLinux.com (uno dei portali più importanti in ambito gaming su Linux assieme a Phoronix.com), la novità è stata recepita con un certo pessimismo, e si è parlato anche della possibilità che in un prossimo futuro Valve rimuova il supporto ufficiale alle distribuzioni Linux, rendendo SteamOS l’unico OS ufficialmente supportato dalla casa americana (in ambito Linux ovvio). Nello specifico si è parlato di un possibile atteggiamento sullo stile di quanto fece Microsoft negli anni 90 ed inizio anni 2000, il famoso “embrace extend extinguish” (letteralmente abbraccia, estendi ed estingui) scoperto grazie agli Halloween Documents.

Secondo queste teorie Valve avrebbe inizialmente supportato Linux per sfruttare tutto ciò che la comunità open source poteva offrigli (supporto sia tecnico che “morale”, la base Debian di SteamOS, ecc.), per poi gradualmente rimuovere tale supporto in modo da rendere SteamOS l’unica distribuzione Linux in grado di eseguire i giochi disponibili per tale piattaforma.

Tutto ciò sarebbe secondo coloro che sostengono questa teoria avvalorata dalle ultime mosse della casa di Belleuve, tra cui anche l’arretratezza dello Steam Runtime (ancora basato su Ubuntu 12.04 e con supporto ufficiale unicamente alla 14.04 LTS), che causa diversi problemi sulle distro alternative ad Ubuntu (e non solo, anche le ultime release dell’OS di casa Canonical successive alla 14.04 LTS hanno sofferto di problemi dovuti al Runtime).

Bene, personalmente credo che tutta questa ondata di pessimismo sia quanto meno esagerata. Vi spiego il perchè.

Partiamo dal fatto che Valve ha una necessità enorme che il progetto Steam Machines/SteamOS vada a gonfie vele fin dall’inizio. La casa di Belleuve ha infatti investito un sacco di tempo e soprattutto denaro su questa scommessa, ha stretto accordi importantissimi con le varie case produttrici ed è cruciale che tutto fili liscio e che le macchine inizino a vendere fin da subito.

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Questo spiega il perchè si sia deciso di sostituire il logo di Tux con quello di SteamOS nello store: in questo modo agli utenti pare subito chiaro quali sono i giochi che potranno essere eseguiti sulle nuove macchine nativamente, senza la confusione che poteva creare un logo anonimo come quello del Pinguino di Linux, che poteva non essere identificato in maniera chiara dagli utenti meno smaliziati.

A dimostrazione che si tratta di un fatto meramente estetico e di “marketing”, se ci si prova a collegare allo store Steam tramite il client ufficiale per Linux, ritroveremo di nuovo l’icona di Tux e non quella di SteamOS, proprio perchè ci si sta collegando da una distribuzione esterna a SteamOS.

Schermata del 2015-05-28 12-53-18

Abbandonare all’improvviso il mondo Linux subito dopo il rilascio di SteamOS creerebbe un diffuso malcontento proprio in quella parte di utenza che ha sostenuto il proseguio di Steam Linux e SteamOS fin’ora, mettendo in moto un sentimento di astio decisamente controproducente per un progetto come quello delle Steam Machines. Il che non è ovviamente quello che Valve desidera.

Tralasciando il discorso marketing, tutte le case produttrici di giochi per Linux supportano nel 99% dei casi sia SteamOS che Ubuntu, proprio perchè la distro made in Canonical rimane l’ambiente di testing ideale per ogni nuovo gioco per il Pinguino. Per Valve e per i suoi partner infatti SteamOS non è un ambiente di testing ideale in quanto non possiede tutte quelle caratteristiche desktop che solo Ubuntu&co. posseggono. Idem per quanto riguarda i motori CRYENGINE, Unity ed Unreal Engine 4, che supportano specificamente sia Linux che SteamOS.

NVIDIA, AMD ed Intel continuano ad ampliare il loro supporto a tutte le distribuzioni Linux, senza basarsi unicamente su SteamOS, ed anzi i nuovi server grafici Wayland e Mir, che difficilmente vedremo a breve operativi su SteamOS per una questione di stabilità, verranno supportati ufficialmente da tutte e tre le case.

Inoltre, il rapporto che c’è fra la community Linux, Steam e le case produttrici è fondamentale per il successo di SteamOS. Il supporto che la comunità da agli sviluppatori è stato spesso e volentieri cruciale nello sviluppo dei giochi, e case come Feral Interactive ed Aspyr Media, responsabili di porting d’eccellenza come Civilization V, Empire: Total War, XCOM: Enemy Uknown ed altri, basano molto del loro successo sul rapporto con il mondo Linux.

A Valve non conviene minimamente abbandonare il resto del mondo Linux, proprio perchè rimane un enorme bacino d’utenza di base pronto a fornire supporto tecnico e non. SteamOS non dobbiamo dimenticare che si basa su Debian, e da esso prende aggiornamenti, bugfix e tanto altro che consentono alla distribuzione di rimanere aggiornata e sicura. Sono sicuro inoltre che col rilascio di Ubuntu 16.04 LTS l’anno prossimo lo Steam Runtime verrà aggiornato come col rilascio 14.04 LTS aggiungendone la compatibilità ufficiale, anche perchè bene o male prima o poi SteamOS dovrà essere aggiornato alla nuova release stabile di Debian, la 8 rilasciata qualche mese fa.

Non vedo personalmente alcun ostacolo all’orizzonte per quanto riguarda il gaming su Linux, che anzi grazie proprio a SteamOS ed alle Steam Machines potrà avere un futuro davvero importante. In attesa ovviamente che nuovi miglioramenti software sistemino tutti i problemi che affliggono le distribuzioni (driver AMD, server grafico, ecc.).

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I Ransomware: tutto ciò che c'è da sapere in una infografica http://www.chimerarevo.com/internet/tutto-sui-ransomware-infografica-188284/ http://www.chimerarevo.com/internet/tutto-sui-ransomware-infografica-188284/#comments Thu, 28 May 2015 11:36:36 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188284 Era il 2013 quando il mondo venne a sapere di CryptoLocker, uno dei ransomware più dannosi e tutt’oggi temuti della scena tecnologica: come ogni minaccia sui generis, il suo obiettivo era (ed è) quello di rendere i dati illeggibili all’utente cifrandoli, e … Continua

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Era il 2013 quando il mondo venne a sapere di CryptoLocker, uno dei ransomware più dannosi e tutt’oggi temuti della scena tecnologica: come ogni minaccia sui generis, il suo obiettivo era (ed è) quello di rendere i dati illeggibili all’utente cifrandoli, e di cedere l’antidoto per ri-ottenere l’accesso ai dati (la chiave di decifratura, in questo caso) all’utente stesso dietro pagamento di una cospicua somma di denaro. 

LEGGI ANCHE | Guida pratica ai malware

Un ricatto in piena regola il cui mancato pagamento, in parecchi casi, è sfociato con la perdita irreversibile della chiave di cifratura – la quale, scaduto il termine imposto dai malintenzionati, viene distrutta. Alla luce di alcune indagini oggi la situazione è migliorata notevolmente poiché, grazie alle operazioni delle forze di sicurezza informatiche, sono state smantellate alcune reti ransomware rese disponibili le chiavi di decifratura, il che alza la possibilità di recuperare i dati senza il pagamento del “riscatto”.

Il concetto di ransomware, però, trova origine ben prima del 2013 e può materializzarsi in varie forme: un’interessante infografica pubblicata da WhoIsHostingThis fa luce sull’intera questione e, con termini e concetti estremamente semplici da comprendere, si prefigge di spiegare anche ai meno esperti cosa è un ransomware, come può essere riconosciuto e, soprattutto, come può essere evitato. Sfortunatamente l’infografica che potrete trovare qui in basso è disponibile soltanto in lingua inglese; se proprio non masticate la lingua, potrete trovare in fondo all’articolo una trascrizione testuale in italiano.

Buona lettura!

ransomware

Trascrizione in italiano: L’implacabile ascesa del Ransomware (e come batterlo)

Nota della redazione: il termine hacker presente nell’infografica originale è stato volontariamente sostituito con il termine “malintenzionato”. L’hacker non sempre sta dalla parte dei cattivi: basti sapere che i maggiori esponenti ed esperti di sicurezza IT sono a loro volta hacker.

CryptoLocker ha fatto parlare di sé verso la fine del 2013, quando infettando centinaia di migliaia di computer soltanto in pochi mesi, ma il ransomware è diffuso – in una forma o nell’altra – da decenni. Cos’è esattamente il ransomware? Come entra nei nostri computer? E come puoi proteggerti?

Cosa è il ransomware?

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Il ransomware è un tipo di malware o virus che fa due cose:

  1. Blocca o cifra tutto o parte del computer dell’utente;
  2. Chiede qualcosa in cambio (di solito soldi) per riportare il computer allo stato funzionante.

Ci sono differenti varianti di ransomware che usano differenti strategie di estorsione:

  • cifrando alcuni file;
  • dichiarando di aver cifrato alcuni file;
  • cifrando alcuni file e minacciando di distruggerli dopo un tot di tempo;
  • bloccando l’intero computer;
  • creando una finestra popup che non può essere chiusa;
  • impedendo al computer di avviarsi:
  • mostrando un messaggio che si spaccia come proveniente da una forza legale
    • Questa tipologia di messaggio fa passare l’estorsione come una “multa” per aver guardato o possedere contenuti illegali;
    • i malintenzionati sono in grado di modificare il messaggio a seconda della posizione GPS dell’utente:
      • un computer Americano infetto mostrerà un messaggio proveniente dall’FBI;
      • un computer Francese infetto mostrerà un messaggio proveniente dalla Gendarmerie Nationale.

La prima forma di ransomware è stata il PC Cyborg Trojan, altresì conosciuto come AIDS Info Disk, nel 1989.

  • L’inventore del trojan, il dottor Joseph Popp, lo diffuse tramite 20000 dischi floppy;
  • il file di Popp sostituiva un file sulla macchina infetta;
  • dopo il 90° avvio della macchina, il ransomware rendeva il sistema inutilizzabile
    • cambiando il nome di tutti i file sul disco C:\;
    • nascondendo le cartelle.
  • Il trojan proclamava di poter restituire l’accesso ai file soltanto dopo aver inviato centinaia di dollari presso un ufficio postale del Panama;
  • Popp è stato catturato ed infine estradato nella prigione di Brixton, in Inghilterra.

Le prime grandi diffusioni di ransomware su larga scala sono avvenute in Russia e nell’Europa occidentale negli anni 2005-2006:

  • Questi programmi comprimevano alcuni file e li rendevano inaccessibili proteggendoli con una password;
  • i criminali chiedevano 300$ per ciascuna di queste password.

Come arriva sul mio computer?

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Il ransomware, come qualsiasi altro malware, può essere installato sul computer con diverse modalità, tra cui:

  • Download sconosciuti o accidentali:
    • visitando un sito web compromesso;
    • cliccando su un link o un annuncio maligno;
    • aprendo un allegato mail compromesso.
  • Vulnerabilità dei programmi
    • alcune di esse includono:
      • le vulnerabilità causate da altre forme di malware già attive sulla macchina;
      • browser o sistemi operativi non aggiornati.
  • Dispositivi rimovibili infetti:
    • che includono chiavette USB o hard disk portatili;
    • il malware può diffondersi attraverso il dispositivo rimovibile se un utente lo utilizza su più computer.
  • Software infetto
    • alcuni malware sono inclusi nelle applicazioni, tra cui:
      • le toolbar dei browser;
      • i keygen;
      • le applicazioni di messaggistica istantanea;
      • gli eseguibili di terze parti (.exe), in particolari quelli provenienti da fonti non fidate;
      • file condivisi tramite siti di file sharing peer-to-peer come BitSnop o BTScene.

La diffusione del ransomware

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Trattandosi di una forma di malware, anche il ransomware rappresenta una minaccia per i computer di tutti. E’ allarmante constatare che gli attacchi ransomware potrebbero essere in aumento.

AVAST ha dichiarato che, nel giro di sei settimane, i propri utenti si siano imbattuti in siti infetti da ransomware 18 milioni di volte.

Gli esperti hanno studiato per un mese consecutivo uno specifico tipo di attacco, scoprendo che:

  • I programmi chiedevano dai 60 ai 200 dollari per ridare l’accesso ai file;
  • il malware ha infettato 5700 computer al giorno
    • 68000 in un mese;
  • il 9% delle vittime ha pagato il riscatto (168 al giorno circa);
  • i criminali alle spalle del malware sono riusciti a guadagnare fino a 394000 dollari.

Nel primo trimestre del 2013, i Russi sono caduti vittime di 250000 istanze del ransomware.

  • Un aumento del 100% rispetto al primo trimestre del 2012.

US Homeland Security ha dichiarato che il ransomware CryptoLocker e le sue varianti hanno estorto 100 milioni di dollari dalle vittime nel giro di 10 mesi.

CryptoLocker è costato al Dipartimento di Polizia del Massachussets 750 dollari per ottenere di nuovo l’accesso ai file, nel 2013.

Le statistiche di infezione di CryptoLocker nel 2014:

  • Stati Uniti: 336856;
  • Regno Unito: 4593;
  • Canada: 25841;
  • Australia: 15427;
  • India: 1832;
  • Altri Paesi combinati: 100448.
    • CryptoLocker ha raggiunto un picco di infezioni pari a 50000 computer al mese.

CryptoLocker richiedeva pagamenti in:

  • BitCoin;
  • Green Dot MoneyPaks
    • Questo tipo di carte prepagate sono in vendita in oltre 50000 store, per cui sono estremamente difficili da tracciare.

CryptoWall, una variante di CryptoLocker, ha infettato con successo oltre 625000 computer.

  • CryptoWall, nonostante fosse un programma più semplice, ha estorto circa 1 milione di dollari.

Cosa fare se sei infetto?

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La cosa principale da ricordare sui ransomware è: mai pagare il riscatto.

  • Chi paga non ha garanzia di ri-ottenere l’accesso al proprio sistema.
    • In alcuni casi, il pagamento induce soltanto i malintenzionati ad estorcere ancor più soldi dalle vittime.

Coloro che credono di essere stati infettati da un ransomware dovrebbero:

  • Evitare di collegare al computer dischi rimovibili, poiché anche questi possono essere infetti;
  • disconnettere gli altri dispositivi dalla rete per evitare di infettarli;
  • usare antivirus o antimalware per rimuovere il ransomware.
    • Se non dovessero avere effetto, è consigliabile ripristinare il computer allo stato di fabbrica usando un CD/DVD/USB di recovery;
    • chi non lo ha, dovrebbe seguire la procedura di ripristino del sistema operativo o chiedere l’aiuto di un professionista.

Che tu abbia o non abbia pagato il riscatto, se sei stato vittima di ransomware, dovresti contattare l’Internet Crime Complaint Center alla pagina http://www.ic3.gov.

Come tenerti al sicuro

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Anche se a volte è possibile ripristinare o riguadagnare l’accesso ai dati in possesso del ransomware, è sempre meglio evitarlo del tutto, se è possibile.

  • Usa un filtro spam per le email;
  • stai attento ai link su cui clicchi nelle email
    • alcune forme di malware sono in grado di inviare i virus alla lista contatti dei computer infetti;
    • alcune forme di malware si presentano in maniera fraudolenta come fonti sicure (banche, giurisdizione, amici e via dicendo);
  • usa un antivirus ed aggiornalo regolarmente;
  • aggiorna regolarmente i sistemi operativi;
  • usa il blocco pop-up;
  • crea spesso copie di backup dei file importanti.

Il ransomware si è evoluto notevolmente ed è diventato molto più sofisticato rispetto a quando si diffondeva tramite floppy disk infetti. Per evitare di esserne contagiati, dovresti sempre trattare con sospetto i file scaricabili ed usare l’ultima versione del software antivirus. Ricorda: il modo migliore per tenere al sicuro i file importanti – dai malintenzionati o semplicemente dagli incidenti di percorso – è crearne copie di backup frequenti.

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Chip in legno e computer bio-degradabili: è questo il futuro? http://www.chimerarevo.com/hardware/chip-legno-e-computer-bio-degradabili-e-questo-il-futuro-188264/ http://www.chimerarevo.com/hardware/chip-legno-e-computer-bio-degradabili-e-questo-il-futuro-188264/#comments Thu, 28 May 2015 09:37:28 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188264 Tutto il mondo – specialmente nell’ultimo decennio –  si è particolarmente sensibilizzato al problema dell’inquinamento ambientale studiando, e brevettando, sempre nuovi modi per ovviare a questo problema e magari trovare soluzioni anche più funzionali oltre che “rispettose verso l’ambiente“. E’ … Continua

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Tutto il mondo – specialmente nell’ultimo decennio –  si è particolarmente sensibilizzato al problema dell’inquinamento ambientale studiando, e brevettando, sempre nuovi modi per ovviare a questo problema e magari trovare soluzioni anche più funzionali oltre che “rispettose verso l’ambiente“. E’ questo il caso dello studio portato avanti dagli scenziati dell’Universaità del Wisconsin-Madison, negli Stati Uniti, che sono riusciti a brevettare uno speciale processore fatto….di legno! Mi spiego meglio. L’idea nasce dalla semplice intuizione di Zhenquiang Ma, professore di ingegneria elettrica ed informatica della UW-Madison:

“La maggior parte del materiale in un chip è il supporto, utilizziamo meno di un paio di micrometri per tutto il resto. […] Adesso i chip sono così sicuri che potresti lasciarli nella foresta e i funghi li degraderebbero. Sono diventati sicuri quanto il fertilizzante.”

il-chip-biodegradabile-nanofibrilla-di-cellulosaCiò di cui c’era bisogno era un materiale facilmente modellabile ma che rispondesse in maniera opportuna alle sollecitazioni di un normale chip (temperature, umidità, deformazioni). La risposta fu proprio il legno e, in particolar modo, un suo derivato, la nanofibrilla di cellulosa. Con un rivestimento in resina epossidica, inoltre, è stato possibili realizzare un chip con una superficie abbastanza levigata (da non interferire fisicamente con altre componenti o non aderire perfettamente ad una superficie) ed ovviare al problema dell’umidità – legato alla proprietà del legno di far espandere l’umidità dell’aria circostante – senza parlare dell’utilità di un componente così flessibile e le sue potenziali applicazioni.

La tecnologia odierna è ricca di componenti costosi da riciclare o addirittura tossici e difficilmente smaltibili. Una soluzione del genere – se si pensa poi all’applicazione su larga scala, e su altre componenti – apre le porte ad un futuro migliore e più rispoettoso dell’ambiente, un futuro che non sembra essere nenche troppo lontano.

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Lenovo ThinkPad 10 (2015) http://www.chimerarevo.com/schede-tecniche/lenovo-thinkpad-10-2015-188280/ http://www.chimerarevo.com/schede-tecniche/lenovo-thinkpad-10-2015-188280/#comments Thu, 28 May 2015 09:30:07 +0000 http://www.chimerarevo.com/?post_type=prodotti&p=188280 Lenovo ThinkPad 10 (2015) è un tablet con display da 10.1” e risoluzione WUXGA 1920 x 1200 pixel, dotato di sistema operativo Windows 10. E’ dotato di processore Intel Cherry Trail (a scelta tra Atom x5-Z8500 o Atom x7-Z8700), affiancato … Continua

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Lenovo ThinkPad 10 (2015) è un tablet con display da 10.1” e risoluzione WUXGA 1920 x 1200 pixel, dotato di sistema operativo Windows 10. E’ dotato di processore Intel Cherry Trail (a scelta tra Atom x5-Z8500 o Atom x7-Z8700), affiancato da 2 o 4 GB di RAM e memoria interna pari a 64 o 128 GB. La batteria ha una capacità di 32 Wh.

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Presentate le microSD Samsung EVO Plus e PRO Plus http://www.chimerarevo.com/smartphone/nuove-microsd-samsung-evo-e-pro-188278/ http://www.chimerarevo.com/smartphone/nuove-microsd-samsung-evo-e-pro-188278/#comments Thu, 28 May 2015 09:26:38 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188278 Dopo varie linee di SD e microSD, Samsung Electronics lancia una nuova serie di memorie per i palati più esigenti in termini di spazio e di velocità di lettura e scrittura. La memoria PRO Plus (sia in versione SD card … Continua

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Dopo varie linee di SD e microSD, Samsung Electronics lancia una nuova serie di memorie per i palati più esigenti in termini di spazio e di velocità di lettura e scrittura.

microSD Samsung
La memoria PRO Plus (sia in versione SD card che in versione microSD) è l’ideale per lavoro professionale su reflex e videocamere 4K, ma adatta anche ai possessori di smartphone, tablet con supporto alla registrazione 4K UHD. La velocità di scrittura e di lettura di questo modello è pari a 90MB/s e 95MB/s, valori in molti casi superiori alle velocità delle memorie interne integrare negli smartphone (il che risolleva i dubbi sulle posizioni di molti fan accaniti di Android che odiano le microSD perché lente, ndr). Questo modello di scheda è possibile trovarlo in due differenti capacità di memoria: 32 GB e 64 GB con classe di velocità 10/UHS-I U3.

La memoria EVO Plus (sia in versione SD card che in versione microSD) invece è pensate per la creazione di foto o video per fotocamere compatte, smartphone, videocamere Full HD e tablet. Anch’essa presenta una maggiore velocità di lettura e scrittura rispetto ai precedenti modelli EVO, segnando come velocità massima rispettivamente 80MB/s (scrittura) e 20MB/s (lettura). E’ possibile trovare le EVO Plus in tre differenti capacità di memoria: 32 GB, 64 GB e da 128 GB con classe di velocità 10/UHS-I U1.

Potete trovare le microSD di questi nuovi modelli nei link in basso, con i migliori prezzi offerti da Amazon.it.

LINK ACQUISTO | Samsung microSD EVO Plus 32 GB (circa 20€, Amazon UK)

LINK ACQUISTO | Samsung microSD EVO Plus 64 GB (circa 35€, Amazon UK)

LINK ACQUISTO | Samsung microSD EVO Plus 128 GB (85€, Amazon IT)

LINK ACQUISTO | Samsung  microSD PRO Plus 32 GB (circa 55€, Amazon UK)

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Google, presto il tasto 'Acquista' direttamente negli annunci http://www.chimerarevo.com/internet/google-tasto-acquista-annunci-188276/ http://www.chimerarevo.com/internet/google-tasto-acquista-annunci-188276/#comments Thu, 28 May 2015 08:36:45 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188276 Che Google fosse praticamente un servizio ubiquo lo sapevamo tutti, come abbiamo certezza del fatto che il big di Mountain View si applichi ogni giorno al fine di competere in qualche modo con i suoi servizi con concorrenti operanti in molteplici settori. Si vociferava che, in base a questo … Continua

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Che Google fosse praticamente un servizio ubiquo lo sapevamo tutti, come abbiamo certezza del fatto che il big di Mountain View si applichi ogni giorno al fine di competere in qualche modo con i suoi servizi con concorrenti operanti in molteplici settori. Si vociferava che, in base a questo criterio, Google volesse mettersi in diretta competizione con Amazon e Facebook per quanto riguarda la semplificazione degli acquisti online tramite piattaforma mobile.

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Ed oggi questa voce diventa realtà.

Ci sarà un bottone acquista. E’ imminente

Ha dichiarato Omid Kordestani – Chief Business Office di Google – durante la Code Conference svoltasi ieri, aggiungendo che il nuovo prodotto di Google sarà un modo per semplificare le procedure di acquisto per gli utenti, inducendoli così a comprare di più online.

Sono ancora pochi i dettagli su questo tasto “Acquista”, tuttavia è semplice intuire che comparirà in corrispondenza degli annunci che sponsorizzano beni acquistabili: coloro che cliccheranno sul tasto da piattaforma mobile, saranno diretti ad una pagina Google che gli permetterà di completare la transazione in maniera semplice e rapida.

Con questa mossa Google si augura (oltre che di espandere il suo già enorme potere nel campo dell’advertising online) di colmare il divario tra la pubblicizzazione di un bene ed il suo effettivo acquisto, un problema che i commercianti che si affidano ai meccanismi pubblicitari hanno da sempre: l’obiettivo di Google è, appunto, quello di minimizzare il numero di operazioni da svolgere tra la visualizzazione e l’acquisto, “accompagnando” gentilmente l’utente a completare la transazione.

Sarà interessante constatare quali saranno i primi partner di questa nuova ed ambiziosa funzionalità che, se ben sviluppata, potrebbe seriamente aiutare i partner stessi oltre che consolidare la posizione dei servizi Google nell’ambito della rete, offrendo su un piatto d’argento una bella gatta da pelare ai  concorrenti.

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Lenovo svela il suo anti Chromecast: costerà 49 dollari http://www.chimerarevo.com/hardware/lenovo-svela-anti-chromecast-49-dollari-188271/ http://www.chimerarevo.com/hardware/lenovo-svela-anti-chromecast-49-dollari-188271/#comments Thu, 28 May 2015 08:16:09 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188271 Approfittare dell’ampiezza del proprio monitor per riprodurre contenuti da smartphone, tablet, PC, laptop o quant’altro è un’attitudine che sempre più utenti hanno abbracciato e fatto propria, complice anche la diffusione del piccolo dongle HDMI di Google, il Chromecast. Dopo questo … Continua

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Approfittare dell’ampiezza del proprio monitor per riprodurre contenuti da smartphone, tablet, PC, laptop o quant’altro è un’attitudine che sempre più utenti hanno abbracciato e fatto propria, complice anche la diffusione del piccolo dongle HDMI di Google, il Chromecast.

Dopo questo sono stati diversi i produttori ad adottare soluzioni del genere: alcuni esempi sono Roku (con il suo Streaming Stick), Amazon (con il suo FireTV stick) e Mozilla (con il suo Matchstick, che però arriverà sul mercato in un periodo ancora non definito). A partire dalla prossima estate un altro concorrente entrerà a far parte della grande famiglia dei dongle HDMI: si tratta di Lenovo.

Il Lenovo Cast, così si chiamerà il dispositivo, è estremamente differente dal Chromecast e lo si comprende già dalla forma, circolare ed appiattita simile ad un disco, pur trattandosi comunque di un dongle HDMI (compatibile con HDMI 1.3).

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Il gran punto di “distacco” è tuttavia la modalità con cui il dongle si interfaccia ai dispositivi esterni: una volta collegato al televisore e sincronizzato con la rete WiFi, è in grado di interagire nativamente con uno smartphone (o un qualsiasi altro dispositivo wireless) compatibile con DNLA o Miracast per la riproduzione di video a 1080p, senza affidarsi ad un ambiente software proprietario – come il Chromecast invece fa utilizzando il suo browser. Il punto di forza è proprio questo tipo di approccio, che rende il Lenovo Cast compatibile con la maggior parte dei formati audio, video ed immagini presenti in circolazione.

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Per quel che riguarda la potenza di trasmissione, il Lenovo Cast è dotato di WiFi a doppia frequenza (2.4 e 5 GHz) in gado di riprodurre contenuti fino ad una distanza di 20 metri, anche qualora i dispositivi siano separati da pareti. Il dispositivo abbraccerà il mercato ad Agosto e costerà 49 dollari. 

Darete fiducia a questo dispositivo o farete affidamento su altre soluzioni (in qualche caso anche più economiche)?

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Google, arrivano gli adesivi anche per la chat web di Hangouts http://www.chimerarevo.com/internet/adesivi-sticker-chat-hangouts-188265/ http://www.chimerarevo.com/internet/adesivi-sticker-chat-hangouts-188265/#comments Thu, 28 May 2015 07:39:26 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188265 Se piace, funzionerà. Se funziona, va fatto. E presto. Null’altro che la verità del mercato: se qualcosa adottata da un concorrente piace, c’è bisogno di “adottarla” ed implementarla a propria volta affinché non si resti mai inferiori al concorrente stesso. Certo non siamo … Continua

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Se piace, funzionerà. Se funziona, va fatto. E presto. Null’altro che la verità del mercato: se qualcosa adottata da un concorrente piace, c’è bisogno di “adottarla” ed implementarla a propria volta affinché non si resti mai inferiori al concorrente stesso. Certo non siamo ancora riusciti a capire se Google abbia fatto meglio o peggio di Facebook ma il dato di fatto è uno: a partire da oggi anche la chat di Google Hangouts, il servizio di messaggistica proprietario di Google, ha a disposizione i suoi “adesivi”.

Il tutto funziona esattamente come succede con Facebook (sia web che messenger) e i suoi sticker, soltanto che gli adesivi sono un pochettino più “nascosti”: su Hangouts web, ad esempio, per inserire un adesivo in una conversazione è necessario selezionare l’icona dedicata agli smiley, scegliere la categoria di adesivi tramite la barra in alto e… aggiungere il proprio adesivo preferito!

Selezione_015

Il meccanismo è del tutto simile anche per l’app standalone desktop (l’estensione per Chrome) di Hangouts:

hangouts-sticker-1

Cosa un pochetto diversa sull’app Hangouts per Android, in cui gli adesivi sono presenti già da tempo: per inserire uno sticker bisogna fare tap sul tasto “Allegato” (quello con la graffetta orizzontale) e, di là, mettere selezionare “Invia Adesivo”. 

hangouts2

Voi cosa pensate dell’ultima trovata di Google? La ritenete un modo per dare un po’ più di pepe e personalità alle proprie conversazioni o un banale modo per attrarre utenti rendendo il servizio più simile a quello di Facebook? Fatecelo sapere con un commento!

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Fedora 22 è ufficiale: ecco le novità http://www.chimerarevo.com/linux/fedora-22-ufficiale-novita-188262/ http://www.chimerarevo.com/linux/fedora-22-ufficiale-novita-188262/#comments Wed, 27 May 2015 16:06:20 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188262 Dopo qualche ritardo e tanta, tanta attesa, ecco finalmente arrivare in via ufficiale la nuova versione del più celebre sistema operativo Red Hat-based, Fedora 22: un rilascio particolarmente importante a causa delle numerosissime novità introdotte, che spaziano dal nuovo gestore pacchetti ad una migliorata compatibilità … Continua

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Dopo qualche ritardo e tanta, tanta attesa, ecco finalmente arrivare in via ufficiale la nuova versione del più celebre sistema operativo Red Hat-based, Fedora 22: un rilascio particolarmente importante a causa delle numerosissime novità introdotte, che spaziano dal nuovo gestore pacchetti ad una migliorata compatibilità con Wayland (per il desktop GNOME), passando per tanti altri dettagli che fanno tanta gola a curiosi ed entusiasti.

Vediamo insieme le novità più importanti di Fedora 22!

Fedora 22

 

Diamo innanzitutto un’occhiata ai pacchetti core, aggiornati alle versioni più recenti:

  • Kernel Linux 4.0.4;
  • gestore d’avvio systemd 209;
  • framework Mesa 10.5.4;
  • server Xorg 1.17.1;
  • GCC 5 (ma non tutti i pacchetti dei repository sono stati ricostruiti usando il nuovo compilatore);
  • Python 3.

A dare ancor più gusto a questo nuovo rilascio di Fedora arrivano le versioni più recenti delle applicazioni preinstallate (e dei desktop disponibili), tra cui:

  • GNOME 3.16 (GNOME Shell 3.16.2, GTK+ 3.16.3); in particolare, nonostante la sessione GNOME sia ancora basata su X, il gestore GDM utilizza ora Wayland;
  • KDE Plasma 5 (e KDE Framework 5).
  • Rhythmbox 3.2.1;
  • Firefox 38;
  • LibreOffice 4.4.3.

Parlando di applicazioni, una delle novità più importanti di Fedora 22 è senza dubbio l’introduzione di DNF, il nuovo gestore pacchetti che va ufficialmente a sostituirsi a Yum: oltre che a migliori prestazioni, DNF introduce una migliore gestione delle dipendenze, delle operazioni sui repository e sui metapacchetti; per rendere meno “dolorosa” la transizione, basti sapere che i comandi di DNF sono del tutto simili a quelli di Yum e che l’eseguibile di DNF è stato “duplicato” come collegamento simbolico a /usr/bin/yum.

Quindi, se scriverete ad esempio

yum install nomepacchetto

il comando farà automaticamente riferimento a DNF e verrà eseguito, tuttavia riceverete una notifica che vi ricorderà l’obsolescenza di Yum e vi inviterà ad usare direttamente il nuovo gestore. I repository restano comunque gli stessi. Oltre a quanto detto fino ad ora, ecco qualche altro vantaggio di DNF (rispetto al vecchio gestore):

  • all’atto della rimozione di un pacchetto, verranno rimosse anche le sue dipendenze (a meno che non siano state esplicitamente installate dall’utente);
  • le dipendenze non vengono aggiornate all’installazione di un pacchetto;
  • gli aggiornamenti non funzionanti (broken) vengono automaticamente saltati generando warning ma non errori;
  • i repository non funzionanti vengono saltati generando warning ma non errori.

Infine, e personalmente non so quanto questo possa essere un vantaggio, DNF permette di rimuovere tutti i kernel incluso quello in esecuzione (andateci piano, mi raccomando).

Altri miglioramenti riguardano diversi aspetti del sistema: ad esempio è ora possibile effettuare ricerche di pacchetti tramite i gestori di sistema anche nei repository disabilitati, libinput è ora il driver unico per gestire le periferiche di input (andando a sostituire, ad esempio, synaptic) ed offre un miglior supporto alle periferiche multi-touch e all’emulazione software di tasti fisici.

Inoltre, è possibile installare dai repository di Fedora 22 lo “Assistente pre-aggiornamento”, un’utility di diagnostica che permette di analizzare il sistema e mostrare all’utente eventuali problemi e limitazioni riguardanti un potenziale aggiornamento in-place.

Quelle elencate fino ad ora sono soltanto le novità più importanti, potrete trovare la lista estesa – oltre che tutti i bugfix e gli altri miglioramenti sparsi nel sistema – direttamente nella pagina changeset di Fedora 22.

Anche questa volta il sistema operativo è stato reso disponibile nelle varianti Server, Workstation (consigliata per i PC casalinghi) e Cloud, che potrete scaricare direttamente dal link in basso:

DOWNLOAD | Fedora 22 (pagina ufficiale)

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Le universal app di Windows 10 si creano online! http://www.chimerarevo.com/windows/universal-app-windows-10-online-188260/ http://www.chimerarevo.com/windows/universal-app-windows-10-online-188260/#comments Wed, 27 May 2015 15:09:22 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188260 Era il lontano 2013 quando Microsoft ha deciso di abbracciare anche gli sviluppatori meno esperti – o, meglio ancora, gli aspiranti sviluppatori – rilasciando un tool online che permettesse di creare un’app per Windows Phone quasi senza conoscere codice: all’epoca questo strumento fu … Continua

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Era il lontano 2013 quando Microsoft ha deciso di abbracciare anche gli sviluppatori meno esperti – o, meglio ancora, gli aspiranti sviluppatori – rilasciando un tool online che permettesse di creare un’app per Windows Phone quasi senza conoscere codice: all’epoca questo strumento fu chiamato Windows Phone App Studio Beta e, sebbene dopo 2 anni sia ancora in versione beta, in nome della “universalità” della piattaforma il nome ha ormai perso la parola “phone”.

Per farla breve, Windows App Studio Beta permetteva di creare un’app per Windows Phone quasi senza toccare il codice, con un meccanismo punta-e-clicca WYSIWYG (what you see is what you get, “ciò che vedi è ciò che ottieni”) che permette di definire le funzionalità dell’app, i pulsanti, le eventuali pagine web, il tema, le meccaniche e tanto altro, oltre che provarla in un ambiente virtuale.

appstudio

Permetteva, perché con un recente aggiornamento Microsoft ha fatto in modo che Windows App Studio Beta diventasse compatibile con Windows 10 e permettesse di creare anche app universali – o “Universal Apps” – in grado di adattarsi e funzionare sia sul sistema operativo desktop/tablet che su Windows 10 mobile. Il procedimento resta comunque lo stesso: basta recarsi sul sito App Studio (linkato in basso), inserire le proprie credenziali e… iniziare a creare seguendo le istruzioni offerte!

LINK | Windows App Studio Beta (Microsoft)

Insomma, un valore aggiunto ad uno strumento già utilissimo e che ha permesso a tanti di avvicinarsi al mondo dello sviluppo su Windows Phone anche senza avere particolare dimestichezza o esperienza con il codice. Bisogna comunque sottolineare che Windows App Studio Beta permette agli sviluppatori (o aspiranti tali) di scaricare un file .xap della propria applicazione da testare direttamente sul proprio dispositivo (fondamentale poiché al momento non esiste ancora uno store dedicato a Windows 10, quindi niente app beta), di scaricare il codice sorgente dell’app per procedere ad una modifica successiva tramite VisualStudio o di fare entrambe le cose.

Pollice in su per Microsoft che, oltre ad aggiornare i propri sistemi operativi, aggiorna anche i meccanismi che permettono agli entusiasti di avvicinarsi ancor di più!

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iOS: un nuovo bug negli SMS può bloccare l'iPhone http://www.chimerarevo.com/apple/bug-sms-arabo-blocca-iphone-188257/ http://www.chimerarevo.com/apple/bug-sms-arabo-blocca-iphone-188257/#comments Wed, 27 May 2015 14:45:49 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188257 AGGIORNAMENTO: fix provvisorio in fondo all’articolo Durante gli ultimi periodi le ciambelle iOS di riuscire col buco proprio non vogliono saperne: è così che tra un problema e l’altro Apple va avanti a suon di aggiornamenti per rendere sempre migliore e più sicuro … Continua

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AGGIORNAMENTO: fix provvisorio in fondo all’articolo

Durante gli ultimi periodi le ciambelle iOS di riuscire col buco proprio non vogliono saperne: è così che tra un problema e l’altro Apple va avanti a suon di aggiornamenti per rendere sempre migliore e più sicuro il suo (comunque ottimo) sistema operativo. Tuttavia un problema è sfuggito agli sviluppatori, problema che oggi sta causando un bel po’ di chiacchiericcio e di grane ai possessori di iPhone.

imessagebug

Un bug grave scoperto nella più recente di iOS – la 8.3, tuttavia il problema si presenta anche nelle versioni precedenti di iOS 8.x e iOS 7.x – può far crashare l’app Messaggi se viene ricevuto un particolare SMS con caratteri arabi; peggio ancora, se il messaggio appare in una notifica sulla lockscreen può bloccare completamente l’iPhone, costringendolo al riavvio.

Il messaggio in questione sarebbe il seguente:

لُلُصّبُلُلصّبُررً ॣ ॣh ॣ ॣ 冗

Purtroppo non è la prima volta che Apple si ritrova faccia a faccia con problemi nella gestione degli SMS, la colpa in questo caso sarebbe da ricondursi a come iOS gestisce il testo in Unicode tramite l’API CoreText. Bisogna comunque sottolineare che qualora il destinatario avesse già aperta la conversazione del mittente nel momento in cui questi invia il messaggio, il problema non si presenterà. Sembra inoltre che, nei dispositivi jailbroken, alla ricezione del messaggio si venga catapultati nella modalità Substrate Safe Mode.

Apple è comunque al corrente del problema e ha dichiarato di essere al lavoro per rilasciare un fix. E’ proprio il caso di dirlo: galeotto fu quel messaggio…

AGGIORNAMENTO x1: Apple ha suggerito un workaround per eludere provvisoriamente il problema in attesa della correzione definitiva. Potrete trovarlo nel nostro articolo dedicato.

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Android e il problema del ripristino dati di fabbrica http://www.chimerarevo.com/android/android-e-il-problema-del-ripristino-dati-di-fabbrica-188246/ http://www.chimerarevo.com/android/android-e-il-problema-del-ripristino-dati-di-fabbrica-188246/#comments Wed, 27 May 2015 14:37:02 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188246 Quando ci si trova a dover vendere un proprio smartphone solitamente la cosa più importante da fare prima di consegnare il device al nuovo proprietario è sicuramente effettuare un ripristino ai dati di fabbrica in modo da eliminare foto, video, … Continua

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Quando ci si trova a dover vendere un proprio smartphone solitamente la cosa più importante da fare prima di consegnare il device al nuovo proprietario è sicuramente effettuare un ripristino ai dati di fabbrica in modo da eliminare foto, video, documenti e, cosa più importante, dati sensibili come eventuali credenziali di accesso ai servizi più disparati. Così, qualsiasi sia la versione di Android presente sul dispositivo in questione, recandoci nelle impostazioni troveremo sicuramente la voce atta ad eseguire tale operazione. A quanto pare, però, questo non eliminerebbe ogni traccia del nostro utilizzo lasciando in memoria informazioni relative anche ai nostri dati sensibili, come le password e credenziali di accesso.

Recentemente uno studio ha dimostrato come, dopo aver eseguito un factory reset, è ancora possibile recuperare le credenziali immesse in login a servizi importanti tra i quali proprio quelli di Big G. Le analisi effettuate rivelano che il problema risiede nella memoria flash che, come sappiamo, concede un limite massimo di scritture eseguibili. Così, per allungare la vita dell’hard drive, il factory reset fa sì che questo genere di dati venga segnato come eliminato a livello logico, rendendoli quindi sovrascrivibili, senza però eliminarli effettivamente. Proprio per questo motivo due ricercatori dell’Università di Cambridge sono riusciti a recuperare, da diversi terminali Android riportati alle condizioni di fabbrica, dati sensibili come password, foto e conversazioni di Whatsapp e simili. La soluzione a questo problema su Android, almeno parziale, esiste ed è molto semplice: a partire dalla versione 3.0, infatti, basta recarsi a Impostazioni > Sicurezza > Esegui Crittografia Telefono così da criptare tutti i dati presenti sul dispositivo tramite un apposito PIN da noi scelto.

cifratura android

Perché la soluzione risulta comunque parziale? Vista e considerata la difficoltà del recupero di dati criptati questo scoraggerebbe la maggior parte di eventuali malintenzionati nel tentativo di estrapolare le credenziali di accesso, ma di certo non è impossibile dal momento che si può usare una tecnica brute force per scovare le più semplici password per la decrittografia del disco. Naturalmente più una password è complessa e più difficile e costoso sarà per gli attaccanti riuscire nel loro intento. Se avete dunque intenzione di rivendere un dispositivo, crittografatelo prima di effettuare un ripristino ai dati di fabbrica.

E gli iPhone? Loro sono già protetti. Gli iPhone usano la stessa memoria a stato solido, come i telefoni Android, ma i dispositivi iOS dispongono di una crittografia completa del disco dal 2009, quando iOS 3.0 venne al Mondo. Ancora più importante, la crittografia è supportata proprio dall’hardware di Apple: Google ha costruito protezioni simili nel Nexus 6 e Nexus 9 ma il livello di sicurezza di Android effettua una crittografia all’intero file system e ciò significa che il telefono è dotato di un meccanismo di decifratura attivo su tutti i dati che si vuole utilizzare, portando ad una diminuzione delle prestazioni se il telefono non ha abbastanza potenza di elaborazione. Inizialmente Google aveva previsto di abilitare la cifratura completa del disco come impostazione predefinita di Lollipop, per poi fare marcia indietro quando i problemi di prestazioni si sono dimostrati troppo difficili da superare.

C’è però anche una buona notizia: raccogliere i dati da un dispositivo resettato è un processo lento e la maggior parte di ciò che è recuperato sono dati di basso valore come testi ed elenchi di contatti. Insomma, potrebbe non valerne la pena anche se siamo certi che Google sta già pensando a come tappare i buchi di sicurezza di cui Android soffre attualmente.

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Addio a Mandriva, ma il sistema operativo non morirà http://www.chimerarevo.com/linux/addio-a-mandriva-sistema-operativo-non-morira-188254/ http://www.chimerarevo.com/linux/addio-a-mandriva-sistema-operativo-non-morira-188254/#comments Wed, 27 May 2015 14:24:06 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188254 Aziende che vanno, aziende che vengono, aziende che… chiudono: a meno che non ci siano enormi capitali alle spalle, attraversare il periodo di crisi che in modo più o meno lieve stiamo vivendo a livello globale è estremamente complicato soprattutto per le … Continua

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Aziende che vanno, aziende che vengono, aziende che… chiudono: a meno che non ci siano enormi capitali alle spalle, attraversare il periodo di crisi che in modo più o meno lieve stiamo vivendo a livello globale è estremamente complicato soprattutto per le aziende e, fin troppo spesso, queste aziende finiscono per smettere di esistere.

c_mandriva

Ciò può succedere, e questa volta è successo, anche nel mondo GNU/Linux: a dire addio al mondo del business è Mandriva, l’azienda francese responsabile di Mandriva Linux – sistema operativo nato dalle ceneri di Mandrake e di Conectiva Linux – che con il suo ultimo resoconto dichiarato nel 2013 – 553 mila euro  – non è riuscita a sopravvivere.

A darne notizia è Jean-Manuel Croset, amministratore delegato dell’azienda ormai in liquidazione, tramite l’aggiunta di alcune informazioni sul portale francese societe.com. Sfortunatamente questa notizia non giunge come una novità poiché, come già accennato in precedenza, la società Mandriva era in difficoltà finanziarie già da diverso tempo e più volte aveva già minacciato la chiusura.

Selezione_013

Ed è così che questa volta l’azienda ci abbandona in via definitiva, tuttavia bisogna sottolineare che questo non sancisce la fine del sistema operativo Mandriva Linux, che continua (e si spera continuerà per lungo tempo) a vivere nelle due distribuzioni fork OpenMandriva e Mageia, quest’ultima frutto degli sforzi di alcuni ex impiegati della stessa Mandriva.

So long, and thanks for all the fish.

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Office, OneDrive e Skype saranno preinstallate su alcuni tablet Android http://www.chimerarevo.com/tablet/microsoft-app-android-sony-lg-188251/ http://www.chimerarevo.com/tablet/microsoft-app-android-sony-lg-188251/#comments Wed, 27 May 2015 14:00:43 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188251 Quando si parla di tablet Android si pensa immediatamente a dispositivi con pre-installate le applicazioni Google, come quando si pensa ad esempio ad un Surface è palese collegare ad esso applicazioni quali Office, Skype e OneDrive. Tuttavia Microsoft già da … Continua

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Quando si parla di tablet Android si pensa immediatamente a dispositivi con pre-installate le applicazioni Google, come quando si pensa ad esempio ad un Surface è palese collegare ad esso applicazioni quali Office, Skype e OneDrive. Tuttavia Microsoft già da qualche tempo ha iniziato a cambiare le carte in tavola, stringendo partnership con produttori come Samsung, Dell e Pegatron affinché preinstallassero le app proprietarie del big di Redmond sui loro tablet.

c_microsoft-android-tablet

E’ recente la notizia che questo accordo sia fase di espansione e coinvolgerà ufficialmente altri 18 produttori, misti tra piccoli concorrenti del settore e big quali Sony ed LG. In parole povere, a breve Sony ed LG inizieranno a pre-installare le applicazioni Microsoft – Office (Word, Excel, PowerPoint), Skype, OneNote e OneDrive – sui propri tablet Android.

I nostri accordi strategici con questi partner dimostrano come Microsoft stia puntando a scalare l’ecosistema hardware, e stia lavorando con i partner in modalità del tutto nuove per offrire esperienze ricche ai nostri utenti.

Non sono noti ulteriori dettagli sull’accordo stretto tra i produttori, tuttavia bisogna ammettere che questo tipo di iniziativa aiuterà Microsoft affinché le sue applicazioni prendano ulteriormente piede anche tra gli utenti che si affidano – in qualche modo – alla concorrenza.

Si presume che LG inizi ad introdurre le app Microsoft a partire dal prossimo nuovo tablet, mentre Sony potrebbe includerle già sul suo tablet Z4 nei mesi a venire. Insomma una notizia che, visto il nuovo approccio strategico di Microsoft di non combattere la concorrenza ma cercare collaborazioni, ormai non suona più come una rivoluzione!

L’importante è che a beneficiarne, come sempre, siano gli utenti.

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Il font Roboto di Google è ora Open Source http://www.chimerarevo.com/internet/il-font-roboto-di-google-e-ora-open-source-188248/ http://www.chimerarevo.com/internet/il-font-roboto-di-google-e-ora-open-source-188248/#comments Wed, 27 May 2015 13:46:09 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188248 Nel corso degli ultimi quattro anni, il font Roboto di Google ha ricoperto un ruolo importante nell’identità dell’azienda. La famiglia di font Roboto, firma di Google e creato da Christian Robertson, è il carattere predefinito utilizzato in Android e Chrome OS ed … Continua

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Nel corso degli ultimi quattro anni, il font Roboto di Google ha ricoperto un ruolo importante nell’identità dell’azienda. La famiglia di font Roboto, firma di Google e creato da Christian Robertson, è il carattere predefinito utilizzato in Android e Chrome OS ed è il tipo di carattere consigliato per il linguaggio visivo di Google, Materiale Design. La notizia di oggi è che finalmente Google ha deciso di rendere Roboto un font Open Source. I file per la famiglia di fonts Roboto sono stati rilasciati sotto la licenza Apache come parte di Android 4.0 (Ice Cream Sandwich) nel 2011: un miglioramento fondamentale nella famiglia di font Roboto è stata la grande espansione che ha poi incluso tutti i caratteri latino, cirillico e caratteri greci in Unicode 7.0 , così come il simbolo di valuta per il lari georgiano, che sarà pubblicato con Unicode 8.0.

roboto font

Il numero dei glifi forniti nei caratteri è più che triplicato come numero, passando da circa 13.000 (1.071 per font) a più di 40.000 (3350 per carattere). Questo progetto, dichiara Google, ha coinvolto una stretta collaborazione tra i vari gruppi: Material Design, Internationalization Engineering, Google Fonts e Android.

Il progetto open source Roboto è disponibile su https://github.com/google/roboto.

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Ripartono i pre-ordini di Stonex One http://www.chimerarevo.com/smartphone/ripartono-i-pre-ordini-di-stonex-one-188243/ http://www.chimerarevo.com/smartphone/ripartono-i-pre-ordini-di-stonex-one-188243/#comments Wed, 27 May 2015 10:25:09 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188243 I pre-ordini dello Stonex One, come promesso, sono stati ripristinati a partire da oggi. Dopo i problemi avuti dal server, che non ha retto ai migliaia di collegamenti fatti registrare durante l’apertura delle vendite in pre-ordine dello Stonex One #Galileo, … Continua

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I pre-ordini dello Stonex One, come promesso, sono stati ripristinati a partire da oggi. Dopo i problemi avuti dal server, che non ha retto ai migliaia di collegamenti fatti registrare durante l’apertura delle vendite in pre-ordine dello Stonex One #Galileo, l’azienda ha ufficializzato che gli utenti possono nuovamente aggiudicarsi lo smartphone che rompe le regole. Sono più di 100 mila le persone che stanno seguendo l’avventura di Stonex One e che si sono iscritte al sito ufficiale del progetto www.stonexone.com. Da oggi, dopo un blocco di una settimana, è possibile tornare a preordinare la prima edizione limitata del nuovo Stonex One, #Galileo, disponibile in 10.000 pezzi.

Stonex One

“Quando si compie un viaggio e si cerca di raggiungere una certa meta, è possibile che il percorso si svolga con qualche intoppo, ma cosa dobbiamo fare, dobbiamo mollare? No, dobbiamo saper aspettare e tenerci pronti a ripartire. Questo è quello che è successo ai nostri server settimana scorsa, quando migliaia e migliaia di persone hanno tentato, contemporaneamente, di preordinare la prima edizione limitata di Stonex One e ovviamente il nostro sito è andato in crash”.

commenta Francesco Facchinetti, Creative Director di Stonex.

Davide Erba, CEO di Stonex, ha aggiunto:

“Sappiamo bene che i server si possono sistemare in poche ore, ma abbiamo preferito fare tutti i test del caso e abbiamo addirittura deciso di prenderci altri 7 giorni di tempo. Nelle ultime settimane, infatti, il nostro sito ha subito attacchi da hacker o da presunti tali e quindi per il preordine di Stonex One abbiamo voluto fare le cose per bene e preparare un’infrastruttura che potesse reggere ogni tipo di traffico”.

Come già chiarito altre volte, il preordine è completamente gratuito e non vincolante, quindi al momento della prenotazione non è previsto nessun acconto e l’acquisto non è obbligatorio. Inoltre, per chi fosse riuscito ad effettuare il preordine prima del blocco dei server non dovrà ripetere la prenotazione. Il team di Stonex One, tuttavia, non si ferma qui e rinnova ancora una volta la sua intenzione di voler investire mezzo milione di euro in progetti e start-up per giovani, e invita tutti coloro che abbiano un progetto, un’idea, un’iniziativa da proporre o che abbiano già avviato una start-up di segnalare la propria storia all’indirizzo e-mail francesco@stonexone.com. Dalla prossima settimana verrà dato ampio spazio a tutte queste idee all’interno dei video sui social di Facchinetti.

Per preordinare la prima edizione limitata di Stonex One, disponibile in 10 mila pezzi, basta collegarsi al sito ufficiale www.stonexone.com.

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Twitter porta Periscope su Android http://www.chimerarevo.com/android/twitter-porta-periscope-su-android-188238/ http://www.chimerarevo.com/android/twitter-porta-periscope-su-android-188238/#comments Tue, 26 May 2015 13:59:02 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188238 Periscope, la promettente app per il live-streaming di proprietà di Twitter, arriva oggi su Android. Come su iOS, piattaforma su cui ha debuttato due mesi fa, Periscope per Android consente di guardare e registrare le trasmissioni broadcast dal proprio dispositivo mobile. Con 1 … Continua

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Periscope, la promettente app per il live-streaming di proprietà di Twitter, arriva oggi su Android. Come su iOS, piattaforma su cui ha debuttato due mesi fa, Periscope per Android consente di guardare e registrare le trasmissioni broadcast dal proprio dispositivo mobile. Con 1 milione di utenti registrati nei primi 10 giorni dal lancio, Periscope si è finora dimostrata un successo spopolando fra celebrità e personaggi mediatici, ma viene anche utilizzato per gli atti di citizen journalism.

Leggi anche | Periscope: è davvero una rivoluzione?

Periscope per Android apre ad una lista di contenuti broadcast attuali e recenti delle persone seguite; infatti, all’avvio compare un suggerimento che consiglia di seguire tutti i propri contatti su Twitter. Se al momento, dalle proprie liste, non ci sono aggiornamenti è possibile recarsi alla schermata successiva che mostra contenuti dal resto del mondo.periscope-intro-in-post1La terza schermata mostra gli utenti più popolari, giudicati in base al numero di “cuori” inviati dagli utenti. Inoltre è anche possibile eseguire ricerche per nome degli utenti su Periscope. La più grande differenza tra la versione per iOS e quella per Android è il modo in cui si avvia un broadcast. Su iOS è la scheda centrale mentre su Android, è un grosso pulsante rosso in puro stile material design di Google. Periscope sarà disponibile a breve sul Play Store al seguente link:

Download | Periscope dal Google Play Store

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Come effettuare il root senza usare il PC [Aggiornato] http://www.chimerarevo.com/android/root-senza-usare-il-pc-186541/ http://www.chimerarevo.com/android/root-senza-usare-il-pc-186541/#comments Tue, 26 May 2015 11:09:45 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=186541 I più navigati di Android sapranno già cosa è il root: con una particolare procedura è possibile sbloccare i permessi di superutente (root appunto) sul proprio dispositivo Android per effettuare operazioni normalmente non consentite dal sistema (per citarne una: modificare … Continua

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I più navigati di Android sapranno già cosa è il root: con una particolare procedura è possibile sbloccare i permessi di superutente (root appunto) sul proprio dispositivo Android per effettuare operazioni normalmente non consentite dal sistema (per citarne una: modificare il file hosts del sistema per bloccare la pubblicità). Tale procedura è possibile grazie alla parentela stretta con le distribuzioni GNU/Linux, visto che Android stesso utilizza il kernel Linux in tutti i suoi rilasci.

La maggior parte delle procedure reperibili sul Web partono dal presupposto di dover usare un PC per completare la procedura di abilitazione dei permessi di root; in questa guida vi mostreremo invece le migliori app Android per effettuare il root senza usare il PC, gestendo tutta la procedura con alcune app in grado di sfruttare note vulnerabilità del codice di Android (exploit).

Se conoscete altre app dedicate allo sblocco dei permessi di root non esitate a segnarle nei commenti.

NOTA BENE: sbloccare i permessi di root invalida la garanzia su quasi tutti i device in commercio; agite con prudenza e cognizione di causa. Chimera Revo declina ogni responsabilità per danni a cose e persone derivare dall’uso improprio del materiale di seguito trattato.

Come effettuare il root senza usare il PC: le migliori app

Framaroot

root senza usare il pc

Tra le migliori per ottenere facilmente i permessi di root, basta davvero un tap sulla scherma dell’app per sbloccare i permessi di superutente su un grande numero di dispositivi. Nella finestra a tendina è sufficiente selezionare Install SuperSU per eseguire l’abilitazione.

Di seguito possiamo trovare sia la lista di compatibilità sia il link per il download.

LINK | Dispositivi compatibili

DOWNLOAD | Framaroot (ultima versione 1.9.3)

Towelroot

one-click-android

Altra famosa app dedicata allo sblocco dei permessi di root; sblocca il superutente sfruttando un bug del kernel Linux (CVE-2014-3153), che porta ad un escalation dei privilegi e abilita root sul sistema su cui viene lanciato. Dovrebbe funzionare con tutti i device che non hanno ricevuto aggiornamenti fino a luglio 2014, oltre questa data il bug del kernel è stato corretto e inserito in tutti i rilasci Kitkat e Lollipop.

Per usarlo basta cliccare su make it ra1n.

DOWNLOAD | Towelroot

ROOT Master

root senza usare il pc

Tra le migliori per ottenere facilmente i permessi di root, basta davvero un tap e otterremo i permessi di superutente su molti dispositivi recenti con aggiornamenti successivi a luglio 2014.

DOWNLOAD | ROOT Master

KingRoot

KingRoot

 

KingRoot è un programma realizzato da sviluppatori cinesi in grado di ottenere i permessi di root su un numero enorme di smartphone semplicemente installando l’app sul proprio dispositivo Android. Un software che viene spesso definito come il sistema più efficace per ottenere l’accesso da amministratore anche su telefoni molti difficili da “rootare” come i Samsung, gli ultimi LG e i Sony. Pienamente compatibile con Android Lollipop.

In caso d’errore con l’app si può provare la versione desktop per attivare il root, ancora più efficace.

DOWNLOAD | KingRoot (APK, inglese)

LINK VERSIONE DESKTOP | KingRoot

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Dividere, unire, convertire PDF e tanto altro senza installare programmi http://www.chimerarevo.com/internet/dividere-unire-convertire-pdf-online-188223/ http://www.chimerarevo.com/internet/dividere-unire-convertire-pdf-online-188223/#comments Tue, 26 May 2015 10:53:34 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188223 Operare sui file PDF è sempre stata un’operazione abbastanza complessa: la portabilità e la flessibilità di questo formato, come succede spesso nel mondo dell’informatica, sono inversamente proporzionale all’attitudine di modificare documenti creati seguendo il formato stesso. E’ questo il motivo … Continua

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Operare sui file PDF è sempre stata un’operazione abbastanza complessa: la portabilità e la flessibilità di questo formato, come succede spesso nel mondo dell’informatica, sono inversamente proporzionale all’attitudine di modificare documenti creati seguendo il formato stesso.

E’ questo il motivo per cui, a meno di non usare strumenti potenti e con costi di licenza tutt’altro che abbordabili, modificare la struttura di un PDF in qualsiasi modo ed ottenere un risultato quantomeno decente è affar complesso anche per i più esperti.

A porre un rimedio (almeno in parte) a questo problema ci pensa ILovePDF, un progetto nato nel 2010 (ve ne parlammo già quando era in fase embrionale) ma cresciuto davvero tantissimo, in grado non soltanto di semplificare le operazioni di modifica ma di farlo senza il bisogno di nessun programma né estensione per il browser, con la possibilità di importare i file sia da locale che da cloud!

ilovepdf-1

ILovePDF permette davvero di effettuare in maniera del tutto gratuita le operazioni promesse, senza installare programmi né add-on per il browser: tramite il semplice menu a pulsantoni presente nella home è possibile, in pochi minuti:

  • unire PDF;
  • dividere PDF;
  • creare PDF da immagini JPG;
  • estrarre immagini da PDF e convertirle in JPG;
  • convertire documenti Word, PowerPoint ed Excel in JPG;
  • reimpaginare PDF così da ridurre il numero di pagine;
  • ruotare PDF;
  • applicare filigrane e watermark a PDF;
  • sbloccare (ove possibile) PDF ed eliminarne la password.

Tutto ciò che bisognerà fare sarà selezionare l’operazione desiderata dalla pagina principale del sito (linkata in basso) e… seguire le istruzioni per procedere! ILovePDF permette, oltre che di caricare file dal computer, di importare ed esportare file da e per il cloud (OneDrive e Dropbox), garantendo all’utente di non memorizzare in modo alcuno la password d’accesso.

Chiaramente, oltre che disporre in maniera del tutto gratuita del servizio, è possibile anche iscriversi per godere di alcuni benefici (la cronologia dei file, ad esempio) ed eludere alcuni limiti espressamente illustrati in questa pagina: l’iscrizione stessa può essere gratuita o a pagamento, con un costo di circa 4€ al mese. 

ilovepdf2

E’ interessante come, almeno al momento della scrittura dell’articolo, lo sviluppatore abbia deciso di non “obbligare” i suoi utenti a registrarsi apponendo dei watermark automatici o segni di riconoscimento simili sui file risultanti; inoltre le limitazioni imposte per l’utilizzo gratuito e senza registrazione permettono di utilizzare comunque tutte le funzionalità disponibili, cosa che in altri portali simili succede molto di rado.

In definitiva ILovePDF è un sito degno di nota che può aiutare, e tanto, tutti coloro che intendono affidarsi ad un servizio online per la gestione e la manipolazione dei propri documenti. Assolutamente consigliato!

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I migliori icon pack per Android http://www.chimerarevo.com/android/migliori-icon-pack-178042/ http://www.chimerarevo.com/android/migliori-icon-pack-178042/#comments Tue, 26 May 2015 09:52:09 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=178042 Voglia di personalizzare il proprio device Android, magari per adattarlo il più possibile allo stile Material? Possiamo cambiare launcher, ma per ottenere il massimo dell’effetto nella personalizzazione dobbiamo necessariamente scegliere un pacchetto di icone (icon pack) adatto ampio, bello da vedere e in … Continua

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Voglia di personalizzare il proprio device Android, magari per adattarlo il più possibile allo stile Material? Possiamo cambiare launcher, ma per ottenere il massimo dell’effetto nella personalizzazione dobbiamo necessariamente scegliere un pacchetto di icone (icon pack) adatto ampio, bello da vedere e in stile Material Design, così da adattarsi perfettamente a qualsiasi launcher o ROM.

Vedremo insieme in questo articolo i migliori icon pack da abbinare ad Android 5.x o launcher inspirati a quest’ultimo.

I migliori icon pack per Android

Primo Flat

Primo Flat - Icon Pack

Un bravo sviluppatore italiano ha realizzato questo icon pack con oltre 700 icone (in costante aggiornamento) in HD, con icone in stile cerchio ed effetti di luce su ognuna di essa. Interessante pack, che con il nostro sostegno potrà solo crescere!

DOWNLOAD | Primo Flat

Moonshinemigliori icon pack

Questo bravo sviluppatore ha voluto fare un pacchetto completo seguendo le nuove linee guida di Google. Con la nuova apparente riprogettazione delle principali applicazioni Android in stile Material Design si è deciso di seguire alla lettera le nuove linee guida.

Senza ombra di dubbio uno dei migliori icon pack per chi ama Android.

DOWNLOAD | Moonshine

Numix Circle

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Icone molto famose e sempre molto apprezzate. Forme circolari e stile minimal accompagnano questo icon pack molto versatile, in grado di dare un tocco di classe sia ai vecchi Android sia su Lollipop.

Uno dei più interessanti per numero di icone disponibili.

DOWNLOAD | Numix Circle

 

FLAT

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Per chi ama lo stile Flat questo è il pacchetto migliore, con icone molto dettagliate e subito riconoscibili. La perfetta fusione tra stile classico e nuovo stile Material Design.

DOWNLOAD | FLAT

Kinux

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Un icon pack alternativo, con icone classiche riviste in chiave Material, con un tocco di ombre e dettagli in HD. Piacevolissimo da vedere.

DOWNLOAD | Kinux

Belle UI

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Altro pack molto famoso, è uno dei più apprezzati per l’elevato numero di icone disponibili: difficilissimo che la vostra app preferita non ci sia. Ottimo stile e “belle” da vedere su qualsiasi tema o launcher.

DOWNLOAD | Belle UI

UP icons

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Una delle più nuove e promettenti; reinventa lo stile flat con un gioco di ombre e rilievi che fa la gioia di chi ama le icone di questo tipo. Oltre 1000 icone disponibili, per il massimo della personalizzazione.

DOWNLOAD | UP icons

Peek

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Altre icone flat molto apprezzate per l’elevato livello di dettaglio, anche per lo sfondo icona (con colori e rilievi colorati in base al tipo di icona). La novità che non guasta.

DOWNLOAD | Peek

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Sony Xperia Z3+ http://www.chimerarevo.com/schede-tecniche/sony-xperia-z3-2-188224/ http://www.chimerarevo.com/schede-tecniche/sony-xperia-z3-2-188224/#comments Tue, 26 May 2015 09:47:32 +0000 http://www.chimerarevo.com/?post_type=prodotti&p=188224 Sony Xperia Z3+ è uno smartphone con display da 5.2” e risoluzione 1920 x 1080 pixel, dotato di sistema operativo Android 5.0 Lollipop. Il processore è un Qualcomm MSM8994 Snapdragon 810 Quad-Core a 1.5 GHz Cortex-A53 + Quad-Core a 2.0 Cortex-A57 … Continua

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Sony Xperia Z3+ è uno smartphone con display da 5.2” e risoluzione 1920 x 1080 pixel, dotato di sistema operativo Android 5.0 Lollipop. Il processore è un Qualcomm MSM8994 Snapdragon 810 Quad-Core a 1.5 GHz Cortex-A53 + Quad-Core a 2.0 Cortex-A57 affiancato da 3 GB di RAM e memoria interna pari a 32 GB, espandibile tramite microSD fino a 128 GB. Sony Xperia Z3+ dispone di fotocamera frontale da 5.1 MP e posteriore da 20.7 MP; la batteria ha una capacità di 2930 mAh.

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Landit: atterriamo su altri pianeti e comete con Android http://www.chimerarevo.com/android/landit-gioco-spaziale-188218/ http://www.chimerarevo.com/android/landit-gioco-spaziale-188218/#comments Tue, 26 May 2015 09:31:01 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188218 Non sono molti i giochi spaziali in grado di coinvolgere il sottoscritto, ancor di più se tali giochi sono disponibili su mobile dove il gameplay inevitabilmente è spesso una limitata copia del buon caro Space Invaders. Ma un gruppo di … Continua

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Non sono molti i giochi spaziali in grado di coinvolgere il sottoscritto, ancor di più se tali giochi sono disponibili su mobile dove il gameplay inevitabilmente è spesso una limitata copia del buon caro Space Invaders.

Ma un gruppo di volenterosi sviluppatori italiani sono riusciti a sorprendermi in meglio, realizzando un gioco completo gratis (e senza alcun tipo di pubblicità!) per i nostri dispositivi Android.

Landit – Space Lander

Landit è un gioco bidimensionale in cui dovremo effettuare degli atterraggi (il più possibile accurati) su svariati tipi di pianeti, asteroidi, comete, evitando durante la discesa di cadere in altri punti della superficie o evitando ostacoli in volo. Per muovere la navicella useremo l’accelerometro dello smartphone (inclinandolo inclineremo il lander) mentre con il tap sullo schermo rallenteremo la discesa libera attivando i booster (possiamo tenerlo premuto per una spinta maggiore).

Ogni corpo celeste dispone di diversi punti di atterraggio, alcuni più semplici altri più difficili da raggiungere: atterrare su tutti è una sfida per qualsiasi vero astronauta.

Prima di ogni missione avremo un pannello informativo con gravità (importante per capire la velocità di discesa) più un quadro dei punti d’atterraggio possibili.

Al momento sono disponibili solo 5 livelli, ma il gioco presto riceverà nuovi livelli per un’esperienza di gioco ancora più ampia.

Landit

Il gioco dispone anche di un’interessante sfida a tempo: atterrando nel punto indicato in meno del tempo segnalato in tutti i livelli riceveremo una ricompensa, un livello bonus segreto (e sono onesto, ancora non sono riuscito a sbloccarlo).

Un gioco piacevole e divertente, adatto sia ai casual gamer sia agli utenti desiderosi di battere ogni record. Da ammirare l’assenza di qualsiasi banner pubblicitario: il gioco è gratis per davvero! Solo per questo io vi consiglierei di scaricarlo per supportare questi bravi sviluppatori italiani (il gioco è solo in inglese ma è talmente facile da gestire da non necessitare di alcuna traduzione).

DOWNLOAD | Landit – Space Lander

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Attivare il Bloc Num all'avvio in Ubuntu http://www.chimerarevo.com/linux/attivare-bloc-num-avvio-ubuntu-188215/ http://www.chimerarevo.com/linux/attivare-bloc-num-avvio-ubuntu-188215/#comments Tue, 26 May 2015 09:15:46 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188215 Avere a disposizione un tastierino numerico incorporato nella tastiera standard, soprattutto quando si parla di notebook, è molto spesso cosa buona e giusta specie quando si usano applicazioni per cui c’è bisogno di inserire numerosi valori numerici. Il problema si … Continua

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Avere a disposizione un tastierino numerico incorporato nella tastiera standard, soprattutto quando si parla di notebook, è molto spesso cosa buona e giusta specie quando si usano applicazioni per cui c’è bisogno di inserire numerosi valori numerici.

Il problema si pone, invece, quando famigerato tasto Bloc Num – che va di fatto a rendere operativo tale tastierino – non viene attivato all’avvio, la situazione peggiora ancor di più quando è il sistema operativo a non rilevare il tasto hardware per l’attivazione di esso, con il risultato che il tastierino è presente ma non funzionante. 

c_bloc-num

Risolvere entrambi i problemi è semplicissimo su Ubuntu, in quanto – grazie ad un piccolo tool – è possibile attivare il Bloc Num anche all’avvio tramite software. Senza dilungarci oltre, vediamo come procedere.

Attivare il bloc num all’avvio in Ubuntu (sessione grafica)

Nota: il procedimento di seguito può essere usato, oltre che su Ubuntu, anche su tutti i flavor e le distribuzioni che utilizzano lightdm come login manager.

Innanzitutto bisognerà installare il pacchetto numlockx che abilita la gestione del bloc num lato software: per farlo è sufficiente aprire un terminale e digitare

sudo apt-get install numlockx

Fatto ciò è necessario impartire al gestore d’avvio la direttiva che attiverà il bloc num fin dalla schermata di login e ciò va fatto tramite un file da inserire nell’apposita cartella di configurazione di lightdm. Procediamo scrivendo, sempre da terminale, il comando

sudo gedit usr/share/lightdm/lightdm.conf.d/50-avvia-blocnum.conf

Nota: potrete sostituire gedit con un qualsiasi editor di testo (ad esempio kwrite, kate, mousepad, leafpad, nano, vi, emacs…).

Scrivete il testo seguente all’interno del file appena creato:

[SeatDefaults]
greeter-setup-script=/usr/bin/numlockx on

Salvate, uscite dall’editor e riavviate il computer: il bloc num sarà magicamente attivo fin dall’inizio per la vostra sessione grafica! Per annullare la modifica e disattivare l’avvio automatico del bloc num, è sufficiente eliminare il file creato in precedenza con il comando

sudo rm usr/share/lightdm/lightdm.conf.d/50-avvia-blocnum.conf

Attivare il bloc num all’avvio in Ubuntu (tty)

Qualora il vostro sistema operativo non sia dotato di interfaccia grafica o se, per qualsiasi motivo, volete attivare il bloc num all’avvio anche in modalità solo testo, dovrete agire sul file di sistema rc.local. Per farlo, sempre da terminale, digitate

sudo xdg-open /etc/rc.local

e, alla fine del file (ma prima della riga “exit 0″) inserite quanto segue:

# Attiva il numlock per i tty con setleds
for tty in /dev/tty[1-6]; do
 /usr/bin/setleds -D +num < $tty
done

# Attiva numlock tramite numlockx in caso setleds fallisse
[ -x /usr/bin/numlockx ] && numlockx on

Qualora il file non termini con exit 0, sarà necessario aggiungerlo in coda a quanto scritto in precedenza. Salvate il file, uscite dall’editor e al prossimo riavvio il bloc num sarà attivo anche da tty. E’ tutto!

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Tutte le bande 4G/LTE degli operatori italiani http://www.chimerarevo.com/smartphone/bande-4g-lte-operatori-italiani-188212/ http://www.chimerarevo.com/smartphone/bande-4g-lte-operatori-italiani-188212/#comments Mon, 25 May 2015 16:33:26 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188212 Quanti di voi avranno pensato, complici i prezzi vantaggiosi o le appetitose caratteristiche, di acquistare uno smartphone all’estero e di portarlo con sé in Italia nella speranza di aver fatto un grosso affare? Si tratta di un modus operandi sempre … Continua

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Quanti di voi avranno pensato, complici i prezzi vantaggiosi o le appetitose caratteristiche, di acquistare uno smartphone all’estero e di portarlo con sé in Italia nella speranza di aver fatto un grosso affare? Si tratta di un modus operandi sempre più diffuso, complici anche gli store intercontinentali – in particolare quelli cinesi – che permettono di acquistare dispositivi di buona qualità a prezzi assolutamente competitivi.

Xiaomi Mi Note

Lingua del sistema operativo a parte, c’è un grossissimo problema che non tutti hanno ben presente e che, nella gran parte dei casi, finisce per lasciare l’amaro in bocca: la compatibilità della banda LTE.

Questo standard che offre connettività dati mobile a velocità elevata è attivo su un certo numero di bande di frequenze, che tuttavia variano da Stato a Stato: per dirla in breve, uno smartphone acquistato (ad esempio) in Cina potrebbe non essere compatibile con la banda di frequenza 1800 MHz né con la 2600 MHz, per cui una sim Wind inserita in quello smartphone non potrebbe usufruire della connettività LTE (che in Italia funziona esclusivamente su queste due bande).

Come ovviare quindi a questo problema? Semplice, la prima cosa da fare è conoscere le bande LTE degli operatori Italiani di telefonia che offrono il servizio. Al momento le bande utilizzate per LTE in Italia sono di frequenza 800 MHz, 1800 MHz e 2600 MHz, ripartite in questo modo:

  • Telecom Italia: 800 MHz, 1800 MHz, 2600 MHz;
  • Vodafone Italia: 800 MHz, 1800 MHz, 2600 MHz;
  • Wind Telecomunicazioni: 800 MHz, 2600 MHz;
  • H3G (3 Italia): 1800 MHz, 2600 MHz.

Annotate la banda del vostro operatore mobile, dopodiché spulciate nella scheda tecnica del dispositivo che intendete acquistare facendo particolare attenzione alla voce “Network”, “LTE”, “LTE Bands” o simili: se tra quelle elencate è presente la frequenza del vostro operatore allora potrete star certi che lo smartphone che intendete acquistare potrà godere della tecnologia LTE anche in Italia (a patto di avere copertura nazionale nella vostra città, ovviamente).

Selezione_011

Insomma non è difficile evitare di ricevere brutte sorprese dal vostro acquisto effettuato all’estero, basta semplicemente un po’ di attenzione in più: uno smartphone (cinese per esempio) deve essere in grado di supportare la connettività 3G e 4G su rete WCDMA 900/2100 MHz e FDD-LTE 800MHz/1800MHz/2600MHz

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I migliori store cinesi sicuri ed affidabili per lo shopping online http://www.chimerarevo.com/internet/migliori-store-cinesi-sicuri-affidabili-188200/ http://www.chimerarevo.com/internet/migliori-store-cinesi-sicuri-affidabili-188200/#comments Mon, 25 May 2015 15:41:18 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188200 I cinesi stanno lentamente conquistando il mondo: ogni giorno nuovi e-shop spuntano online promettendo prezzi da capogiro e consegne rapide anche in Italia. Se vogliamo comprare dell’estremo oriente in sicurezza dobbiamo affidarci però solo ai migliori store cinesi: sono pochi … Continua

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I cinesi stanno lentamente conquistando il mondo: ogni giorno nuovi e-shop spuntano online promettendo prezzi da capogiro e consegne rapide anche in Italia.

Se vogliamo comprare dell’estremo oriente in sicurezza dobbiamo affidarci però solo ai migliori store cinesi: sono pochi in effetti quelli in grado di offrire un elevato livello di sicurezza nella compravendita, anche grazie ai numerosi feedback degli utenti italiani che già effettuano acquisti su tali siti. Molti siti operano direttamente sul territorio italiano con un loro magazzino, quindi in assoluta sicurezza riguardo le tasse e i tempi di spedizione.

La guida che vi proponiamo oggi vi offrirà una panoramica dei siti migliori siti cinesi sia operanti dal territorio cinese sia operanti in italia come aziende di import/export, con particolare riguardo verso quelli che offrono la spedizione rapida e quelli che supportano PayPal tra i loro sistemi di pagamento online.

NOTA BENE: molti store dispongono di ingrossi e magazzini in Europa o in Italia da dove far arrivare la merce, altri invece fanno arrivare i prodotti direttamente dalla Cina, con possibile addebito del dazio doganale e IVA. Il prezzo finale potrebbe lievitare sensibilmente rispetto al prezzo d’acquisto presso uno di questi siti. Informarsi in anticipo presso il venditore e il corriere sui possibili costi aggiuntivi.

I migliori store cinesi

Grossoshop

Grossoshop

Grossoshop, numeri alla mano, è forse lo store leader in Italia nel settore della telefonia. I suoi punti di forza? Oltre ad essere Italiani che vivono in Cina, e che dunque possono aiutarvi in caso di problemi parlando la vostra stessa lingua, lo store di Grossoshop dispone di:

  • spedizioni dalla Cina senza dogana entro 24/48 ore dal pagamento a differenza di altri che mettono in stock prodotti che non hanno.
  • magazzino in Italia con ampia disponibilita con consegna in 24h con SDA
  • garanzia in Italia per 2 anni.
  • Prezzi concorrenziali con quelli cinesi e staff customer service e assistenza tecnica in lingua italiana.

L’azienda è composta da staff italiano che vive in Cina e staff cinese, con in Italia partner per la logistica e l’assistenza.

LINK | Grossoshop

AliExpress

migliori store cinesi

Sicuramente uno dei siti più famosi in quest’ultimo periodo, la versione internazionale di AliBaba vanta un successo secondo solo a quello di Amazon. Catalogo praticamente infinito (si va dagli smartphone agli accessori, passando per l’abbigliamento e gli elettrodomestici) e prezzi molto bassi, in alcuni casi davvero eccezionali (si può risparmiare fino al 95% sullo stesso prodotto venduto in Italia).

Il sito funziona in maniera simile ad Amazon, con l’aggiunta di un “pizzico” di eBay: sul sito non troviamo solo catene, ingrossi e negozianti, ma anche tanti utenti cinesi interessati a vendere in proprio esattamente come sulla piattaforma di aste online (ma senza aste, solo vendita diretta). Sito completamente tradotto in italiano (anche se ogni tanto c’è qualche défaillance, ma nulla di grave).

Il sito purtroppo non supporta PayPal, ed è forse l’unico vero difetto; in ogni caso i sito offre una protezione acquirente del tutto simile a quella ottenibile su eBay, per un livello di tutela dalle truffe decisamente superiore alla media.

LEGGI ANCHE | Il pacco AliExpress non arriva? Vediamo come intervenire

Da aggiungere senza dubbio alla propria lista di siti preferiti per lo shopping cinese.

LINK | AliExpress

tinydeal

conv_tinydeal

Il concorrente diretto di AliExpress, con cui condivide un aspetto importantissimo: un catalogo di dimensioni galattiche! Si parla di oltre 1 milione di prodotti in vendita, dall’abbigliamento agli ultimi ritrovati tecnologici passando per giocattoli, prodotti per lo sport e componenti per PC. Se non si vende su tinydeal, probabilmente non è stato ancora inventato dall’uomo! Gli acquisti sono sicuri e garantiti anche grazie all’utilizzo di PayPal tra i metodi di pagamento accettati.

Ottimo il servizio di spedizione (DHL o EMS in base alla zona); su quasi tutta la merce c’è la consegna gratuita via espresso in 7-10 giorni. Sito tradotto in italiano.

LINK | tinydeal

Honorbuy

HonorBuy

Tra i siti più apprezzati per l’acquisto di smartphone di origine cinese (Xiaomi, OnePlus, Meizu, Huawei, Letv etc.), di gadget tecnologici (Mi-Band, accessori per Xiaomi) e di pezzi di ricambio.

Possiamo scegliere sia la spedizione classica (di solito in italia arriverà il pacco entro 12-20 giorni lavorativi) oppure pagare  un piccolo sovrapprezzo per scegliere il corriere espresso (3-5 giorni lavorativi).

Garanzia d’affidabilità e sicurezza anche grazie all’impiego di PayPal come principale strumento di pagamento (disponibili anche altri metodi come bonifico bancario e carta di credito standard).

Sito disponibile in inglese, ma con barra di traduzione di Google integrata in ogni pagina per la traduzione in italiano.

LINK | Honorbuy

dx.com

conv_DX.com

Altro sito famoso per l’acquisto di qualsiasi cosa ci venga in mente; il nome è l’acronimo di DealExtreme, quasi a voler rimarcare il risparmio e la grande varietà di materiale acquistabile direttamente dalla Cina.

Il sito supporta PayPal come servizio di pagamento e offre il corriere espresso gratuito su tutti i prodotti, con consegne in circa 7-10 giorni lavorativi (hanno numerosi magazzini in tutto il mondo).

Peccato per la mancanza della lingua italiana, supportata solo tramite barra di traduzione Google (integrata).

LINK | dx.com

GearBest

conv_GearBest

Se amate la tecnologia e l’hi-tech, GearBest è il sito che fa per voi! Il sito si è specializzato nella vendita di materiale elettronico (smartphone, tablet e dintorni), droni, camere sportive e relativi accessori. Ci sono anche altre categorie, ma se puntate su GearBest è per trovare l’occasione del secolo su smartphone et similia.

Il sito supporta PayPal per il pagamento della merce; se siamo interessati a scoprire i tempi di consegna e i corrieri supportati vi rimando alla pagina sulle informazioni di spedizione. Sito in inglese (senza traduzione in italiano).

LINK | GearBest

xiaomishop.it

Xiaomishop

Il sito di riferimento tutto italiano per l’acquisto dei prodotti Xiaomi già importati nel Belpaese, quindi senza dover temere la dogana (hanno un loro magazzino sul territorio nazionale). Se cercate le migliori marche cinesi su smartphone e tablet e relativi accessori, il sito in questione non vi deluderà!

Il sito supporta PayPal per il pagamento della merce e spediscono su tutto il territorio italiano tramite corriere BRT (ex Bartolini) in circa 2-3 giorni lavorativi dall’evasione dell’ordine. Sito completamente in italiano.

LINK | xiaomishop.it

TopResellerStore

topsellerstore

In ultima istanza vi presentiamo questo nuovo sito per la rivendita di prodotti cinesi, da smartphone (compresi Xiaomi, Meizu, Iocean, Jiayu, UMI e Huawei)  a svariati gadget, tutti con interessanti offerte da tenere sicuramente d’occhio. Anche in questo caso i prodotti sono già in Italia, quindi nessun timore riguardo la dogana e l’IVA (già applicata su ogni prodotto).

Il sito supporta PayPal per il pagamento della merce e spediscono su tutto il territorio italiano (con l’aggiunta di 6€ sul prezzo finale) tramite corriere
Bartolini o GLS in circa 3-5 giorni lavorativi. Sito completamente in italiano.

LINK | TopResellerStore

 

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Amazon pagherà regolarmente le tasse al fisco italiano http://www.chimerarevo.com/internet/amazon-tasse-italia-188207/ http://www.chimerarevo.com/internet/amazon-tasse-italia-188207/#comments Mon, 25 May 2015 15:37:23 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188207 Che l’Europa avesse intenzione di impedire l’elusione fiscale ai colossi americani era ormai fin troppo chiaro, e che nel mirino – oltre all’ormai pluri-additata Google – fossero finiti anche colossi del commercio come Amazon non era di certo un segreto: … Continua

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Che l’Europa avesse intenzione di impedire l’elusione fiscale ai colossi americani era ormai fin troppo chiaro, e che nel mirino – oltre all’ormai pluri-additata Google – fossero finiti anche colossi del commercio come Amazon non era di certo un segreto: insieme all’ex Fiat ed alla catena Starbucks, infatti, il tribunale di Bruxelles aveva aperto un’indagine lo scorso Ottobre contro lo stato del Lussemburgo, accusato di aver offerto accordi fiscali fin troppo vantaggiosi per accaparrarsi i ghiotti clienti danneggiando così gli Stati concorrenti.

LEGGI ANCHE | Fisco: anche Amazon nel mirino dell’UE

La grande sorpresa è che Amazon verrà incontro all’Europa ed acconsentirà di pagare le tasse dovute negli stati Europei che godono del servizio, sottostando al regime fiscale di ciascuna nazione, uscendo quindi dal regime agevolato offerto dal Lussemburgo – o meglio, tenendolo soltanto per Amazon Lussemburgo.

Rivediamo regolarmente la nostra struttura di mercato per assicurarci di poter servire al meglio i nostri clienti e fornire prodotti e servizi aggiuntivi. 

ha dichiarato un portavoce di Amazon, dichiarando che la nuova politica sarebbe già entrata in vigore lo scorso 1 Maggio dopo un lungo periodo di “maturazione” e di definizione di strategia: la decisione di introdurre una tassazione senza scappatoie legali, stando alle parole del portavoce, era stata già approvata due anni fa.

Una mossa che lascia sorpresi in molti, soprattutto alla luce del fatto che il capo dell’Antitrust Europea – Margrethe Vestager – aveva dichiarato che la decisione dei regolatori sarebbe stata posticipata (il termine ultimo era il mese di Giugno) a causa della mancanza di dati. Non è comunque chiaro se la decisione di attuare la riforma in questo periodo sia stata presa spontaneamente o sia conseguenza delle pressioni ricevute dall’Europa.

Una cosa è certa: Amazon dovrà rendere conto dei suoi guadagni in ciascuno Stato Europeo per cui offre servizi, Italia compresa, ed il conto da pagare sarà decisamente più alto rispetto a quello che il Lussemburgo e la sua pressione fiscale minima hanno reso possibile fino ad oggi.

Resta da vedere se questa regolamentazione alzerà il prezzo della merce (applicandovi magari una commissione) e soprattutto se, e in che modo, andrà ad influire su eventuali partnership del programma di affiliazione. Ciò che vien naturale pensare è che la decisione di Jeff Bezos rappresenta un precedente molto importante per tutte le altre aziende statunitensi che ad oggi godono di un regime fiscale agevolato, le quali potrebbero presto ritrovarsi – de jure o de facto – a regolamentare la propria posizione esattamente come ha fatto Amazon.

La speranza è che questa decisione non vada ad intaccare il servizio (e per qualità, e per prezzo) offerto all’utente finale, che della pressione fiscale elevata del proprio Stato di appartenenza (Italia inclusa) non ha colpa alcuna.

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Editing foto online: i migliori servizi gratis http://www.chimerarevo.com/internet/editing-foto-online-gratis-188186/ http://www.chimerarevo.com/internet/editing-foto-online-gratis-188186/#comments Mon, 25 May 2015 10:57:47 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188186 L’universo software si sposta lento ma inesorabile sempre più verso le applicazioni online: sono accessibili da qualsiasi dispositivo e in alcuni casi sono in grado di ricordare anche impostazioni e cronologia d’utilizzo. Senza dilungarci oltre riguardo la natura strutturale di … Continua

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L’universo software si sposta lento ma inesorabile sempre più verso le applicazioni online: sono accessibili da qualsiasi dispositivo e in alcuni casi sono in grado di ricordare anche impostazioni e cronologia d’utilizzo.

Senza dilungarci oltre riguardo la natura strutturale di questa tipologia di applicazioni, basti pensare che risultano estremamente utili quando ad esempio non usate il vostro computer e quindi non disponete dei vostri programmi installati, quando utilizzate un sistema operativo web-oriented (un Chromebook dotato di ChromeOS, ad esempio).

Editing foto online

Oggi vogliamo segnalarvi le migliori applicazioni web per l’editing foto online: spazieremo dalle webapp più “elementari” e semplici da usare per ritoccare le proprie immagini a quelle più complesse e che possono, in qualche caso, sostituirsi in parte anche all’editor più conosciuto al mondo, Photoshop. 

Nota: è possibile creare account per ciascuno dei servizi online segnalati al fine di ricordare cronologia, impostazioni ed ottenere altri piccoli vantaggi sull’utilizzo, tuttavia – a meno che non sia specificato esplicitamente – l’iscrizione è facoltativa e i servizi possono essere usati senza limitazioni anche non iscrivendosi.

Editing foto online: migliori servizi gratis

Adobe Photoshop Express Editor

Adobe Photoshop Express

E’ online ed è Adobe, ma nonostante ne condivida il nome ha davvero poco a che fare con la sua controparte desktop: Adobe Photoshop Express Editor è davvero express, dispone di un set limitato di funzionalità ed è estremamente più semplice ed intuitivo da usare rispetto a Photoshop.

Non permette di creare immagini da zero e permette il caricamento esclusivo di immagini in formato JPG; Photoshop Express Editor permette di effettuare operazioni di base di correzione colore, alcune operazioni specifiche per i volti come la correzione degli occhi rossi ed alcuni altri miglioramenti preimpostati, accessibili in pochi click. Può aggiungere testo, (pochi) effetti e degli sticker dedicati sia alle immagini con volti che per abbellire altri soggetti.

Nonostante le funzionalità siano abbastanza limitate, Photoshop Express Editor ha dalla sua l’intuitività dell’interfaccia e la qualità del risultato, sicuramente impeccabile. Lo consigliamo per l’editing di livello medio-basso a chi non ha troppe pretese.

LINK | Adobe Photoshop Express Editor

BeFunky

befunky1

BeFunky si presenta come un editor di foto adatto prevalentemente a chi è poco avvezzo con le impostazioni e le “decisioni” manuali, tuttavia può essere tranquillamente utilizzato da un utente esperto in situazioni di emergenza.

L’interfaccia web di BeFunky – poco intuitiva ma adornata di tutorial (in italiano) che compaiono quando si utilizzano le varie voci, così da offrire una sorta di tour guidato –  sembra piuttosto scarna e povera ma, all’interno dei vari menu e dei pulsanti, sono presenti numerosissime funzionalità che vi faranno apprezzare questo servizio: è possibile applicare trame, filtri, testo, sticker, modificare i colori, applicare correzioni e molto altro, con la possibilità di personalizzare ulteriormente le impostazioni di ciascuna voce.

BeFunky Editor

BeFunky permette l’upload e il download di immagini da e sul computer, oltre che da una selezione di servizi cloud. Oltre ad un servizio di editing, BeFunky offre anche la possibilità di creare veri e propri collage di foto, con tanto di modelli personalizzabili e la possibilità di applicare effetti e trame ad ogni singola foto o al collage nel complesso. Alcuni effetti possono essere sbloccati soltanto previa iscrizione gratuita, altri ancora esclusivamente tramite un account premium (a pagamento).

BeFunky Collage

LINK | BeFunky (Editor)

LINK | BeFunky (Collage)

Fotoflexer

fotoflexer

Anche FotoFlexer è un tool adatto prevalentemente ad utenti alle prime armi, dall’interfaccia abbastanza semplice e basata su schede e pulsanti: non permette la creazione di immagini da zero ma, pensato per le foto, permette di correggere le immagini (occhi rossi, sbilanciamenti di saturazione, correzione dei bianchi e via discorrendo) ed aggiungere cornici e filtri, oltre che delle piccole immagini animate.

Consigliamo FotoFlexer a chi ha bisogno di un editor semplice e prevalentemente orientato alle foto con soggetto umano, che possono essere abbellite notevolmente con il minimo sforzo.

FotoFlexer

L’interfaccia è completamente in inglese ma grazie alle eloquenti immagini ciò non è un limite; il servizio permette il download e l’upload delle immagini tramite PC, gallerie cloud ed account FotoFlexer.

LINK | Fotoflexer

Pixlr Express

pixlr1

Filtri, effetti, sticker (con impostazioni personalizzabili) in sovra-impressione, cornici, testo, miglioramenti e tanto altro: Autodesk (produttore dell’arcinoto AutoCAD) è garanzia di sicurezza, e la sua suite di strumenti di editing online PIxlr non ne smentisce assolutamente la fama.

Pixlr Express è una delle webapp più belle, pulite ed ordinate della sua categoria e, sebbene non permetta il disegno a mano libera o la creazione di immagini da zero, grazie alla sua interfaccia ed alle sue numerosissime funzionalità può trasformare la vostra foto da ordinaria a straordinaria in pochissimi click.

Pixlr Express è ottimo per chi vuole abbellire, correggere e rendere uniche le proprie foto senza avere nessuna dimestichezza con l’argomento. Permette sia l’upload e download delle immagini da PC, oltre che l’upload da sito web, galleria cloud e webcam. E’ inoltre dotato di una funzionalità specifica per i collage.

Pixlr Express

Pixlr Express prevede un’iscrizione gratuita, utile per avere accesso a funzionalità che possono “semplificare” la vita (ad esempio la cronologia delle immagini modificate, le impostazioni per l’interfaccia ed altro).

LINK | Pixlr Express

Pixlr Editor

pixlr-editor1

Come vi raccontavamo poc’anzi Autodesk è sinonimo di qualità e, esattamente come già visto con Pixlr Express, neanche Pixlr Editor delude le aspettative: stavolta le cose sono diverse, poiché Pixlr Editor è l’unica webapp presente in questa guida che “imita” Photoshop e GIMP sia per interfaccia che per funzionalità.

Certamente Pixlr Editor non è potente quanto Photoshop (ad esempio manca l’intera suite di gestione per le immagini raw) ma le funzionalità offerte sono ottime per l’editing e per il disegno di livello medio-alto: supporto ai livelli,  gestione della cronologia, filtri personalizzati, regolazioni, strumenti “di precisione”, supporto alle scorciatoie da tastiera, maschere e molto altro. La webapp permette sia di modificare immagini già esistenti che creare immagini da zero.

Pixlr Editor

Le cose sono ulteriormente semplificate dall’interfaccia completamente tradotta in italiano, che farà sentire a casa chi ha bisogno di qualcosa quanto più simile possibile a Photoshop/GIMP senza però poter installare nulla sul PC. Esattamente come Pixlr Express (e tutte le altre webapp Pixlr) supporta l’upload e il download da PC, oltre che l’upload da URL e gallerie online, e prevede un’iscrizione gratuita che possa aiutare gli utenti “abituali” ad avere sempre con sé la propria cronologia e le impostazioni.

Pixlr Editor è probabilmente la migliore alternativa a Photoshop e GIMP presente online.

LINK | Pixlr Photo Editor

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Aukey Bluetooth Speaker, qualità ad un prezzo contenuto http://www.chimerarevo.com/video/aukey-bluetooth-speaker-qualita-prezzo-contenuto-188198/ http://www.chimerarevo.com/video/aukey-bluetooth-speaker-qualita-prezzo-contenuto-188198/#comments Mon, 25 May 2015 10:25:01 +0000 http://www.chimerarevo.com/?post_type=video&p=188198 Qualche settimana fa ero in cerca di una cassa Bluetooth per il mio smartphone e, forse per via di un segno divino, i ragazzi di Aukey mi hanno proposto di provare il loro speaker Bluetooth da 19.99€, un accessorio dal … Continua

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Qualche settimana fa ero in cerca di una cassa Bluetooth per il mio smartphone e, forse per via di un segno divino, i ragazzi di Aukey mi hanno proposto di provare il loro speaker Bluetooth da 19.99€, un accessorio dal prezzo basso ma dalle tante funzionalità e possibilità.

ACQUISTA | Aukey Bluetooth Speaker con vivavoce

Esteticamente è minimale e, seppur costruita in plastica, all’aspetto il materiale sembrerebbe metallo. L’accessorio è inoltre abbastanza pesante e regala quella sensazione di qualità e robustezza che ci aspetteremmo su prodotti più costosi. Per quanto riguarda la connessione a smartphone, tablet o PC possiamo affidarci a 3 diverse modalità: Bluetooth, NFC o tramite cavo AUX.

Particolarità della cassa è quella di avere un pulsantino in alto che permette di usarla come vivavoce grazie anche al microfono integrato, ottimo per intraprendere una conversazione a mani libere mentre stiamo facendo tutt’altro.

Dico subito che il pairing con qualsiasi dispositivo è sempre stato impeccabile e ho avuto modo di farlo con 4 smartphone diversi senza alcun problema. La qualità sonora è molto buona ma va leggermente scemando se il volume è impostato al massimo, consiglio di porsi come soglia massima l’85-90%. I bassi sono inoltre ben marcati e a volumi elevati sentirete addirittura tremare la superficie su cui la cassa è appoggiata, questo però non comprometterà gli alti che sono equalizzati abbastanza bene. Abbiamo testato vari generi musicali senza rimanere delusi.

Aukey promette una durata della batteria di circa 6 ore che mi sento di confermare dopo un utilizzo continuativo durante una giornata con gli amici. Considerato il prezzo piuttosto basso in riferimento alla qualità del prodotto vi consiglio di tenerla a mente durante l’acquisto di un prodotto di questo tipo.

Vi lascio alla visione del video, alla prossima!

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Migliori smartwatch: guida all'acquisto http://www.chimerarevo.com/android/migliori-smartwatch-guida-acquisto-183650/ http://www.chimerarevo.com/android/migliori-smartwatch-guida-acquisto-183650/#comments Mon, 25 May 2015 09:00:54 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=183650 Qual è il gadget tecnologico più ambito nel 2015? Indubbiamente un indossabile (Wearable), dispositivo intelligente che si interfaccia con il proprio smartphone così da facilitare l’accesso a notifiche, chiamate e altre funzioni di uno smartphone senza tirarlo fuori dalla tasca … Continua

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Qual è il gadget tecnologico più ambito nel 2015? Indubbiamente un indossabile (Wearable), dispositivo intelligente che si interfaccia con il proprio smartphone così da facilitare l’accesso a notifiche, chiamate e altre funzioni di uno smartphone senza tirarlo fuori dalla tasca o dalla borsa.

Tra gli indossabili riemergono senza ombra di dubbio i smartwatch, che come suggerisce il nome stesso sono orologi digitali con funzionalità “smart”, capaci di interfacciarsi con telefoni Android (e non solo).

Magari per ora sono solo uno sfizio per geek, per poter vantarsi di essere all’avanguardia…..comunque la pensiate a riguardo, ecco la nostra guida all’acquisto dedicata agli orologi intelligenti attualmente disponibili sul mercato.

Nella guida verranno suddivisi per fascia di prezzo, dal più economico al più costoso. I modelli Android Wear verranno segnalati con una voce aggiuntiva.

Migliori smartwatch: guida all’acquisto

Sony Smartwatch

Migliori smartwatch

SCHEDA TECNICA | Sony Smartwatch

LINK ACQUISTO | Sony Smartwatch (89€)

LG G Watch (Android Wear)

LG G Watch

SCHEDA TECNICA E RECENSIONE | LG G Watch

LINK ACQUISTO | LG G Watch (96€)

Sony SmartWatch 2

Sony Smartwatch 2SCHEDA TECNICA E RECENSIONE | Sony Smartwatch 2

LINK ACQUISTO | Sony Smartwatch 2 (107€)

Pebble Discover

Pebble Discove

SCHEDA TECNICA | Pebble Discover

LINK ACQUISTO | Pebble Discover (132€)

Sony SmartWatch 3 (Android Wear)

Sony Smartwatch 3

SCHEDA TECNICA | Sony Smartwatch 3

LINK ACQUISTO | Sony Smartwatch 3 (172€)

Motorola Moto 360 (Android Wear)

Motorola Moto 360

SCHEDA TECNICA E RECENSIONE | Motorola Moto 360

LINK ACQUISTO | Motorola Moto 360 (207€)

Samsung Gear 2 Neo

Samsung Gear 2 Neo

SCHEDA TECNICA | Samsung Gear 2 Neo

LINK ACQUISTO | Samsung Gear 2 Neo (210€)

LG G Watch R (Android Wear)

LG G Watch R

SCHEDA TECNICA E RECENSIONE | LG G Watch R

LINK ACQUISTO | LG G Watch R (220€)

LG Watch Urbane (Android Wear)

Migliori smartwatch

SCHEDA TECNICA | LG Watch Urbane

LINK ACQUISTO | LG Watch Urbane (283€)

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Recensione Aukey EP-B8: piccole, leggere e potenti http://www.chimerarevo.com/recensioni/recensione-aukey-ep-b8-piccole-leggere-e-potenti-188161/ http://www.chimerarevo.com/recensioni/recensione-aukey-ep-b8-piccole-leggere-e-potenti-188161/#comments Mon, 25 May 2015 08:00:49 +0000 http://www.chimerarevo.com/?post_type=recensioni&p=188161 Da diverso tempo non recensisco un paio di auricolari, anche perchè è difficile trovarne a basso costo che permettano di avere una qualità discreta di ascolto almeno nella categoria wireless. Nella recensione di oggi andiamo a scoprire un paio di … Continua

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Da diverso tempo non recensisco un paio di auricolari, anche perchè è difficile trovarne a basso costo che permettano di avere una qualità discreta di ascolto almeno nella categoria wireless. Nella recensione di oggi andiamo a scoprire un paio di auricolari Bluetooth del brand cinese Aukey che mi hanno sorpreso positivamente fin dal primo utilizzo al contrario di quanto si possa pensare guardando il loro costo o il loro design esterno, sto parlando delle Aukey EP-B8 che andiamo a scoprire passo passo!

Confezione

Come da tradizione Aukey il confezionamento esterno rimane in cartoncino semplice riciclabile senza fronzoli o scritte superflue (tranne l’errore del modello, segnato B4 quando sono le B8), l’accessoristica interna è completa per un paio di auricolari del tipo in-ear wireless con un piccolo cavetto USB-microUSB per ricaricarle mediante il pc o un caricabatterie standard, 3 misure diverse dei cappucci auricolari per adattarsi al meglio, 3 set di “ancore” per il padiglione che permette di tenerle bloccate all’orecchio ed un blocca-cavo utile a mantenerlo più corto di quanto sia già.

aukeybtauricolari

Design ed Ergonomia

Immaginiamo una semplice auricolare in-ear, aggiungiamoci un paio di pulsanti qua e la, una porta microUSB, un microfono, allarghiamole ed appesantiamole ed ecco fatte le Aukey EP-B8. Il design di queste auricolari è molto semplice ma ben studiato in alcune parti critiche, seppur interamente in plastica essendo tutto compresso sui padiglioni il loro peso di 16 g si fa sentire sulle orecchie e la solidità non è delle migliori nonostante non ci siano scricchiolii nei pochi assemblaggi richiesti.

DSC00756_risultato

Sul canale destro troviamo l’unico pulsante di vera interazione col sistema che funge anche da accensione/spegnimento e attivazione del pairing, il bilanciere del volume hardware delle auricolari stesse ed il microfono per le chiamate che non sono riuscito a far funzionare con l’Honor 4X in test. Il canale sinistro ospita solo la porta micro USB per la ricarica facendo intuire che la batteria si trovi su quel lato e la logica sull’altro. Grave mancanza un bilanciere fisico per cambiare traccia, ma d’altronde lo spazio è poco e sono stati costretti a ridurre i pulsanti a disposizione, potremo comunque usare il pulsante multifunzione come per un auricolare normale col filo.

DSC00757_risultato

A livello ergonomico i cappucci sono in gomma morbida leggermente ruvida all’esterno che li rende comodissimi da utilizzare e morbidi al punto giusto da adattarsi facilmente al nostro orecchio, ovviamente per mantenere il peso delle auricolari sono stati aggiunti degli agganci in gomma semi-rigida di dimensioni diverse che dovremo incastrare all’interno del padiglione rendendo la presa sicura anche durante sessioni di corsa o di movimento in generale. Un problema che non ho potuto far a meno di notare è l’eccessivo movimento durante camminate veloci nonostante sembrino ben salde, che fa sobbalzare anche l’audio con “alti e bassi” durante l’ascolto, davvero un peccato perchè peggiora la qualità dell’ascolto in diversi casi.

Qualità Sonora

Come ho già citato nella recensione delle LG Tone+ sono scettico riguardo la qualità audio via Bluetooth, ma se con le LG ero rimasto sorpreso sulla chiarezza dell’audio e sulla risposta piuttosto flat sulla gamma medio-bassa, con queste Aukey il giudizio si inverte totalmente ma andiamo con calma. Anche in queste Aukey EP-B8 il volume hardware è controllato direttamente dal bilanciere sulle auricolari, quindi attenzione a tenere quel volume sempre all’80% per godere di una amplificazione ottima ma non esagerata che rischierebbe solo di distorcere alcune frequenze e rovinare l’ascolto, inoltre ho potuto constatare che un volume sul telefono circa sul 60-70% le fa rendere al meglio senza affaticare le nostre orecchie anche dopo un paio d’ore di ascolto continuo.

DSC00755_risultato

Come sempre i test vengono effettuati con tracce in MP3 a 320 Kbit/s ed in FLAC (lossless) anche campionate a 192 Khz di vario genere e ritmica, e anche qua la qualità “persa” mediante il codec Apt-X supportato da tali auricolari è accettabile e non spregiudica troppo sul lato dinamica, ma comunque queste EP-B8 spiccano moltissimo sulla gamma bassa creando un suono particolarmente pieno e bouncy mantenendo anche degli alti chiari ma non sibilanti (la cosiddetta risposta a V), mentre i medi non paiono molto distinti e spesso le voci sembrano fondersi tra di loro ma d’altronde è tipico di questa risposta in frequenza.

Features

La tecnologia Bluetooth utilizzata in queste Aukey EP-B8 è addirittura la versione 4.1 con supporto al codec Apt-X per una compressione dell’audio meno lossy come già citato sopra, troviamo inoltre il supporto all’AVRCP per comandare il nostro player musicale direttamente dalle auricolari. Il vantaggio di utilizzare il BT 4.1 al posto di versioni precedenti risiede nella ridotta latenza del flusso audio, sempre utile specialmente per utilizzi diversi dalla musica o dalla conversazione standard, permette inoltre una leggera riduzione dei consumi del device (non versione Low Energy ovviamente).

DSC00758_risultato

I comandi vanno interamente gestiti mediante l’unico pulsante multifunzione, per il pairing basterà premerlo fin quando non lampeggerà di rosso e blu, per accenderle basta tenerlo premuto per 3 secondi e uguale per spegnerle (ma per 5 secondi). Devo ammettere che l’utilizzo del pulsante è comunque piuttosto scomodo essendo che se non premuto con 2 dita (una di supporto dietro l’auricolare) andrà a premere contro l’orecchio rischiando di farci male e di non sentire quasi più l’audio dalla auricolare stessa, avrei preferito un posizionamento diverso.

Autonomia e Prezzo

La batteria interna a queste auricolari è ovviamente limitata dalle dimensioni delle stesse, e i dati dichiarati affermano un totale di 4,5 ore di conversazione continua che può essere quasi eguagliata all’ascolto di musica per un totale di circa 5 ore, dato che confermo in pieno e che trovo discreto per il tipo di auricolare con cui abbiamo a che fare. Il livello di batteria non è rilevabile immediatamente ma solo a livello basso la voce guida ci indicherà che si stanno scaricando e il LED del pulsante multifunzione incomincerà a pulsare di rosso ad indicarci la scarica, avrei preferito sicuramente che la voce mi avesse informato all’accensione delle stesse come fanno le LG Tone+. La ricarica avviene mediante la porta micro USB sul canale sinistro, basterà collegarle al PC ed il gioco è fatto.

DSC00759_risultato

Ed ecco il pezzo forte, le Aukey EP-B8 possono essere acquistate direttamente da Amazon.it come tutti i prodotti del brand cinese, con spedizione gratuita anche senza Prime, alla cifra di 29,99€ che trovo ideale per un prodotto di tale calibro viste tutte le features e la qualità indiscutibile delle stesse, insomma consigliate a questo prezzo se cercare un prodotto di tale genere.

ACQUISTA | Aukey EP-B8 da Amazon.it

Conclusioni

Fin dal titolo si intuisce il pensiero su queste auricolari, le Aukey EP-B8 confermano l’alta qualità dei prodotti del brand cinese mantenendosi su un prezzo di vendita giusto e non elevato. La qualità audio seppur non eccelsa può far felici tutti i fan della risposta in frequenza a “V” dove i bassi fanno da padrone, e l’autonomia seppur ridotta è discreta per un prodotto di tali dimensioni. Forse sul lato ergonomico si poteva lavorare meglio, gestire meglio i pulsanti e i materiali utilizzati, ma la scelta di stare su questi livelli aiuta sicuramente sul prezzo finale di vendita estremamente ridotto.

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Miglior monitor per PC: guida all’acquisto http://www.chimerarevo.com/hardware/miglior-monitor-guida-acquisto-188175/ http://www.chimerarevo.com/hardware/miglior-monitor-guida-acquisto-188175/#comments Sun, 24 May 2015 16:21:37 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188175 Abbiamo atteso tanto per assemblare un nuovo PC fisso con le migliori componenti disponibili sul mercato; l’unico elemento che ora manca è il miglior monitor sul mercato. APPROFONDIMENTO | Acquistare un PC fisso: la guida definitiva Per i PC fissi … Continua

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Abbiamo atteso tanto per assemblare un nuovo PC fisso con le migliori componenti disponibili sul mercato; l’unico elemento che ora manca è il miglior monitor sul mercato.

APPROFONDIMENTO | Acquistare un PC fisso: la guida definitiva

Per i PC fissi c’è una grande varietà di monitor attualmente disponibili e acquistabili anche via Internet, basta solo orientarsi un po’. Acquistare un monitor qualsiasi senza tener conto delle esigenze e del budget è sbagliato, vediamo insieme come procurarci un monitor risparmiando qualcosa su Amazon.it.

La guida offrirà tre categorie: una per i monitor con prezzo inferiore ai 200€ (ottima per utenti che non pretendono la Luna ma vogliono comunque un buon monitor per far tutto su PC), la categoria riservata ai video giocatori e la categoria riservata ai monitor per professionisti.

Prologo: tipologie di monitor e dimensioni

Prima di mostrare la selezione di monitor scelti dall’autore soffermiamoci su una piccola distinzione tecnica, utile per capire quale monitor comprare:

  • monitor TN (Twisted Nematic): sono famosi per i loro eccellenti tempi di risposta (inferiori a 10ms) e di input lag (inferiori a 15ms); sono i migliori se dobbiamo giocare su PC, ma spesso vengono impiegati anche sui monitor professionali di fascia alta;
  • monitor IPS (In Plane Switching): anche se si adattano benissimo a qualsiasi scenario sono monitor pensati per la produttività (CAD, Photoshop, editor video) e per la multimedialità (video, film), in quanto rendono i colori in maniera nettamente migliore rispetto ai TN a svantaggio dei tempi di risposta, decisamente più alti.

Per quanto riguarda la diagonale e  la risoluzione dello schermo, per il gaming sono particolarmente indicati i display con risoluzione FullHD (1920×1080 pixel, ben gestita da tutte le schede video recenti) e dimensioni comprese tra i 21 e i 27 pollici; personalmente consiglio di giocare su monitor da 23-24 pollici.

Per chi deve lavorare su PC i 24 pollici sono il minimo sindacale: più si sale più aumenta la produttività visto il numero di finestre maggiori che l’utente esperto può gestire. Consiglio almeno 25 pollici di diagonale.

Miglior monitor: modelli economici (meno di 200€)

Hanns.G HE225DPB 22″ (107€)

Caratteristiche: FullHD LED, tempo di risposta 5ms,VGA, DVI-D, Speaker

LINK ACQUISTO | Hanns.G HE225DPB 22″

Asus VX238H 23″ (146€) – Prodotto consigliato

Caratteristiche: FullHD LED, tempo di risposta 1ms, 2 Porte HDMI, speaker

LINK ACQUISTO | Asus VX238H

Asus MX239H 23″ (194€)

Caratteristiche: FullHD IPS, tempo risposta 5ms, ingresso VGA, HDMI, Speaker

LINK ACQUISTO | Asus MX239H

Miglior monitor: modelli per giocare sul PC

LG 24GM77 24″ (261€)

Caratteristiche: FullHD WLED, refresh 144 Hz, tempo di risposta 1ms, input lag 7ms, Dynamic Action Sync Mode, 2 HDMI, 1 DVI, speaker

LINK ACQUISTO | LG 24GM77

AOC g2460Pqu 24″ (366€) – Prodotto consigliato

Caratteristiche: FullHD 3D LED, refresh 144 Hz, tempo di risposta 1ms, input lag 5ms, VGA, DVI, HDMI, DisplayPort, Speaker

LINK ACQUISTO | AOC g2460Pqu

BenQ XL2720Z 27″ (461€)

Caratteristiche: FullHD 3D LED, 144 Hz, Eye-Care, HDMI, Display Port 1.2, DVI, VGA, 4 porte USB, tempo di risposta: 1ms, input lag: 2ms, speaker

LINK ACQUISTO | BenQ XL2720Z

Acer XB280HK 28″ (588€)

Caratteristiche: LED Ultra HD 4K (3840 x 2160), DisplayPort, USB3.0 Hub, Vesa Mount, tempo di risposta: 1ms, input lag: 5ms, speaker, supporto NVIDIA G-Sync

LINK ACQUISTO | Acer XB280HK

Miglior monitor: modelli dedicati ai professionisti

Dell U2414H 24″ (245€)

Caratteristiche: LED FullHD a 60 Hz, tecnologia IPS, antiriflesso con hard coating 3H, 96% sRGB, tempo di risposta: 8ms,  2 HDMI(MHL), 1 Mini DisplayPort, 1 DisplayPort, 1 DisplayPort out (MST), 4 USB 3.0 High power, speaker

LINK ACQUISTO | Dell U2414H

Dell Ultrasharp U2515H 25″ (326€) – Prodotto consigliato

Caratteristiche: LED 2K (2.560 x 1.440) a 60 Hz, tecnologia IPS, antiriflesso con hard coating 3H, 99% sRGB (tra i migliori sul mercato), tempo di risposta: 6ms, 2 connettori HDMI (MHL), 1 porta Mini DisplayPort, 1 porta DisplayPort (versione 1.2), 1 uscita DisplayPort (MST), 1 uscita linea audio, 5 porte downstream USB 3.0 (4 sul retro, 1 con ricarica della batteria), 1 porta upstream USB 3.0

LINK ACQUISTO | Dell Ultrasharp U2515H

Samsung U28D590 28″ (389€)

Caratteristiche: LED UHD 4K (3840×2160), tecnologia TN, 90% sRGB, tempo di risposta: 1ms, input lag: 8ms, speaker, 2 HDMI, Display Port

LINK ACQUISTO | Samsung U28D590

Asus PB287Q 28″ (445€)

Caratteristiche: WLED UHD 4K (3840×2160), tecnologia TN, 90% sRGB, tempo di risposta: 1ms, DisplayPort 1.2, HDMI

LINK ACQUISTO | Asus PB287Q

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Controllare online se un file è sicuro http://www.chimerarevo.com/internet/controllare-se-un-file-sicuro-kaspersky-140233/ http://www.chimerarevo.com/internet/controllare-se-un-file-sicuro-kaspersky-140233/#comments Sun, 24 May 2015 14:35:55 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=138164 Quante volte avreste voluto ottenere informazioni dettagliate su un file ritenuto sospetto ma vi siete persi nella miriade di siti e portali sparsi per la rete? La soluzione a questo problema è offerta dai russi di Kaspersky con un utilissimo tool utilizzabile … Continua

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Quante volte avreste voluto ottenere informazioni dettagliate su un file ritenuto sospetto ma vi siete persi nella miriade di siti e portali sparsi per la rete? La soluzione a questo problema è offerta dai russi di Kaspersky con un utilissimo tool utilizzabile gratuitamente online per il controllo dei file e la consultazione delle informazioni su di essi.

Kaspersky Application Advisor, è così che si chiama il servizio, permette a tutti gli utenti di consultare le informazioni relative a tutti i files presenti nell’immenso database della security firm, prevalentemente per conoscere l’attendibilità ed il grado di sicurezza del file in questione.

Selezione_007

Attraverso questo praticissimo servizio online è possibile conoscere informazioni quali:

  • grado di sicurezza generale;
  • giudizio degli utenti (applicazione trusted, con restrizioni o do not trust) basato sui prodotti Kaspersky;
  • informazioni sul file quali dimensione, versione, data di aggiunta e checksum;
  • numero di utilizzatori del file (basato sulle statistiche dei prodotti Kaspersky);
  • informazioni sul certificato.

E’ possibile inserire su Kaspersky Application Advisor il nome del file, il checksum in MD5 o SHA1, caricare un file (di dimensione non superiore a 5MB) per ottenerne il checksum oppure consultare la lista dei file più controllati. Ecco un esempio:

Selezione_006

Da notare che, affinché il controllo vada a buon fine, il file deve essere presente nel database di Kaspersky.

Controllare se un file è sicuro con Kaspersky Application Advisor

Il modo più semplice di utilizzare il servizio è inserire il nome del file da controllare nell’apposita casella di testo, tuttavia potrebbe capitare che il file sia stato rinominato e che quindi non venga trovato all’interno del database.

LINK | Kaspersky Application Advisor

Al posto del nome del file è consigliabile, a scanso di equivoci, utilizzare la somma hash (hashsum) che potrete calcolare sia usando un programma esterno che caricando il file in questione direttamente sul sito, nella voce appropriata, se il file stesso ha dimensione inferiore a 5 MB.

Selezione_008

Per file più grandi, invece, gli utenti Windows potranno utilizzare MD5 Checksum Tool (disponibile sia in versione installabile che portable) per generare l’hash SHA1 o MD5 da inserire sul sito; tutti gli utenti Linux, invece, potranno di utilizzare il tool preinstallato md5sum per generare tale hash; è sufficiente aprire un terminale, dirigersi nella cartella in cui è presente il file da analizzare e digitare

md5sum nome_del_file

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Proporzioni dello schermo: cosa significano 16:9, 4:3 e 21:9? http://www.chimerarevo.com/hardware/proporzioni-dello-schermo-guida-188162/ http://www.chimerarevo.com/hardware/proporzioni-dello-schermo-guida-188162/#comments Sun, 24 May 2015 14:03:51 +0000 http://www.chimerarevo.com/?p=188162 Quando acquistiamo un nuovo monitor o un nuovo TV tra le tante sigle compaiono anche 16:9 o (su alcuni) 21:9, ma cosa significano? Quale dobbiamo scegliere per godere del FullHD o del 4K? Scopriamolo insieme in questa guida sui rapporti d’aspetto. Cosa … Continua

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Quando acquistiamo un nuovo monitor o un nuovo TV tra le tante sigle compaiono anche 16:9 o (su alcuni) 21:9, ma cosa significano? Quale dobbiamo scegliere per godere del FullHD o del 4K? Scopriamolo insieme in questa guida sui rapporti d’aspetto.

Cosa è il rapporto d’aspetto?

Il rapporto di aspetto è il rapporto tra la lunghezza e l’altezza di un’immagine, sia essa una foto o un video. Ad esempio, un rapporto di 16:9 indica la lunghezza di 16 unità, mentre l’altezza è di 9 unità.

4:3, 16:9 e 21:9: confronto tra rapporti

I vecchi TV a tubo catodico mostravano un rapporto d’aspetto di 4:3; ora invece la maggior parte dei televisori disponibili sul mercato hanno un rapporto di 16:9, il rapporto perfetto per spettacoli televisivi in FullHD e UHD/4K (quest’ultimo mantiene il formato 16:9, almeno per le immagini televisive).

Tuttavia, i film disponibili su DVD e Blu-ray (sia HD sia 4K) mostrano comunque le “barre nere” sopra e sotto l’immagine sui TV a 16:9, poiché vengono solitamente girati (per il cinema) con un rapporto di 21:9. Per risolvere questo problema, alcuni produttori hanno tentato (timidamente, come Philips) di introdurre sul mercato TV con il rapporto da cinema 21:9. La tabella in basso mostra le proporzioni più comuni.

Rapporti d'aspetto

I rapporti “strani”: 16:10, 5:4, 15:10 e 15:9

Oltre ai rapporti canonici sono presenti altri rapporti che, anche se poco conosciuti, sono riscontrabili su molti dispositivi.

  • Il rapporto 16:10 è molto usato sui notebook, sui tablet e su dispositivi compatti: esso rappresenta la risoluzione PC Widescreen;
  • il rapporto 5:4 era il più usato sui vecchi monitor per PC, che arrivavano alla risoluzione massima di 1280×1024; ora è caduto in disuso;
  • il rapporto 15:10 è raro, ma è il rapporto usato su dispositivi recenti come il Chromebook Pixel e il Microsoft Surface Pro 3;
  • il rapporto 15:9 è molto raro, ma è il rapporto usato sulla console Nintendo 3DS.

Rapporto d’aspetto in fotografia

Il rapporto d’aspetto più comune in fotografia è il 3:2 (o 1,5:1), usato anche dalla maggior parte delle reflex digitali. Un altro formato molto comune è il 4:3 (1,33), utilizzato dalla quasi totalità delle fotocamere digitali compatte.

Le macchine a medio e grande formato offrono una certa varietà di rapporti, di solito indicati con le dimensioni in centimetri: 6×6, 6×7, 6×9 e 9×12 sono tra i più usati.

Questo spiega anche perché molti puristi della fotografia “odiano” i formati panoramici in 16:9, preferendo se possibile ritoccare e modificare le foto sui vecchi tubi catodici: questi ultimi mantengono ottimamente le proporzioni sugli scatti effettuati con reflex e macchine digitali, mentre su schermi panoramici le foto perdono facilmente proporzioni.

Bande nere sul TV: non è un difetto!

La posizione e la dimensione delle barre nere sul televisore dipendono da due fattori: le proporzioni dello stesso e il rapporto d’aspetto del video che si sta guardando. Qualsiasi discrepanza tra i due porterà alla comparsa del letterbox, le classiche bande nere.

L’immagine seguente mostra le barre nere per vari televisori e formati (4:3, 16:9 e 21:9). Tutti i televisori hanno la stessa diagonale (55″).

proporzioni in base al video

La prima riga trasmette sui tre TV in prova un video in 21:9 (lo stesso di un DVD o di un Blu-Ray); la seconda riga trasmette un video in 16:9; la terza riga trasmette un video in 4:3. Se odiate le barre nere, l’unico modo per rimuoverle è deformare l’immagine tramite ritaglio o stretching (molti TV offrono queste impostazioni).

Quale rapporto scegliere per la nuova TV o il nuovo monitor del PC?

Partendo dal presupposto che ormai i 16:9 sono presenti su qualsiasi modello di TV o di monitor e difficilmente troverete sul mercato altri rapporti d’aspetto, per ottenere il massimo senza dover deformare le immagini i migliori in base alle necessità sono:

  • se guardiamo moltissimi film su Blu-Ray e DVD, il formato migliore è il 21:9;
  • se guardiamo la TV in HD, usiamo console e guardiamo video in generale il 16:9 è l’ideale;
  • se guardiamo foto, amiamo operare con Photoshop o con altri programmi di modifica immagine, il formato migliore resta 4:3 (non è un caso che sia ancora usato tra i fotografi professionisti).

APPROFONDIMENTO | Guida acquisto TV: scegliere il modello giusto

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