
Tutti sapete come funzionano alcuni servizi web o qualsiasi sistema di protezione: si tenta di effettuare il login su qualche servizio online e spesso e volentieri ci viene chiesto di inserire la nostra password. Ma non solo online, anche durante l’accesso ad un sistema operativo ci potrebbe essere richiesto l’inserimento di una password. Il problema fondamentale è che per creare password sicure, ovvero difficilmente decifrabili da malintenzionati, bisognerebbe ottenerle attraverso un dizionario alfanumerico: numeri, lettere e simboli devono mischiarsi tra di loro per ottenere una sicurezza sempre maggiore.
Alcuni portatili, inoltre, forniscono come alternativa uno scanner di impronte digitali che però non sempre funziona bene. Il più grande produttore al mondo di chip, Intel, ha pensato di aver trovato la soluzione a tutti questi problemi: agitare le mani. Si, avete capito bene: i ricercatori Intel hanno sviluppato un tablet con software personalizzato e un sensore biometrico che analizza i modelli delle vene del palmo della mano, che è unico per persona proprio come le impronte digitali. Semplicemente agitando le mani davanti allo schermo, senza toccarlo, è possibile comunicare la propria identità a un servizio online. Secondo il direttore della ricerca sulla sicurezza presso i laboratori Intel, Sridhar Iyengar, la biometria è uno dei modi per risolvere il problema delle password:
Il problema delle password è che ne usiamo troppe, le loro regole sono complesse e si differenziano per diversi siti web.
Il sistema di identificazione Intel è un po’ diverso dagli altri già esistenti: una volta che l’utente è identificato, il sistema connette automaticamente il software e l’hardware integrato con tutti i servizi protetti. In altre parole, lo smartphone, tablet o portatile è responsabile di identificare gli utenti invece che il servizio. Un’altra caratteristica è che il sistema blocca automaticamente l’accesso ai servizi connessi e all’hardware quando gli utenti capovolgono il tablet verso il basso oppure quando il sistema rileva, sempre tramite sensori, che l’utente si è allontanato oppure è andato via.
La nuova idea di Intel relativa alla “lettura della mano” è ancora in fase di sviluppo ma non richiede nessun nuovo tipo di chip. Il futuro è appena cominciato.





Pingback: Intel: il futuro non è nelle password ma nella venatura delle mani - Tecnologie - Segnala Feed