Flash VS HTML5: la battaglia web del 2014

Ecco perché l'adozione di smartphone e tablet ucciderà lentamente il linguaggio di Adobe

Flash vs HTML5: la silenziosa (ma al contempo rumorosissima) lotta che sta attanagliando gli sviluppatori da diversi mesi.

Il primo, basato un consolidato ed utilizzatissimo linguaggio di scripting distribuito da Adobe (tutti i contenuti renderizzati in Flash vengono sviluppati in ActionScript) in grado di creare animazioni, convertire video in un formato web-like, gestire la visualizzazione di annunci pubblicitari e molto altro.

Il secondo, un linguaggio di markup diffusosi negli ultimi due anni in grado di emulare visivamente molte delle funzionalità di Flash ma che, in più, si integra in maniera oltremodo naturale con quella che è la struttura delle pagine web, essendone il linguaggio principale.

Flash VS HTML5

I contenuti Flash, per essere visualizzati correttamente, hanno bisogno di almeno un componente aggiuntivo (o di una libreria, nel caso di Chrome/Chromium) installato nel browser e soffrono di un forte handicap, almeno per ciò che riguarda i giorni nostri: non sono supportati dalle piattaforme mobile più usate. I contenuti HTML5, invece, vengono correttamente interpretati dai più moderni ed utilizzati browser in maniera nativa.

Cosa sta succedendo?

Semplice: il Flash è nelle prime fasi di un lento, inesorabile declino. E ci sono alcuni fatti che lo dimostrano.

Un esempio è la lettera aperta firmata dalla IAB - l’Interactive Advertising Bureau – ed indirizzata a tutti gli advertiser; la lettera, in particolare, è firmata da grandi nomi quali Google, NYT, The Wall Street Journal, Forbes e molti altri.

Il succo della lettera è riassunto nella frase seguente:

Ve lo diciamo, semplicemente: è tempo di migliorare il vostro mobile advertising.

ed il miglioramento, sempre secondo la IAB, sarebbe da trovare in HTML5:

E lo standard aziendale aperto ed universale per la creatività mobile-ready è l’HTML5.

Il Flash diverrà pian piano obsoleto, questo soprattutto “a causa” la crescita del traffico internet mobile: basti pensare che le piattaforme mobile più usate al mondo Android (a partire da Android 4.1) e iOS non dispongono del supporto al linguaggio di scripting offerto da Adobe, ciò pesa molto – visto il crescente successo di chi utilizza un dispositivo handset (che sia smartphone o tablet) per accedere ad Internet – sul futuro dello standard HTML5.

Le “perdite” dell’advertising

Sempre secondo la lettera della IAB, più della metà della popolazione statunitense dispone di un collegamento ad Internet sul proprio smartphone ed una visita ad una pagina su 5 proviene da tale piattaforma. Numeri del genere, se parliamo di pubblicità online (ma non soltanto), sono piuttosto importanti.

Dati questi presupposti è semplice prevedere che l’adozione di HTML5 in campo advertising aumenterà proporzionalmente con l’aumentare dell’adozione del mobile, situazione enfatizzata ulteriormente da un report di Sizmek - che definisce l’HTML5 uno dei più importanti cambiamenti del 2013 in campo digital advertising.

Usi mobile? Niente web-giochi o web-video, sono in Flash

Quindi, prendendo l’esempio più palese – quello dei video in Flash, ancora estremamente diffusi - un utente su cinque si ritroverebbe a non poter visualizzare correttamente il contenuto sul proprio smartphone e ciò, sottolineato ancora una volta il crescente successo di Internet in mobilità, può rappresentare un forte handicap per molti siti web – conosciuti e non.

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Stesso discorso può essere fatto per varie componenti di una pagina web (ad esempio uno slideshow o gli stessi annunci pubblicitari), la cui maggioranza viene ancora oggi implementata in Flash: gli utenti mobile si ritroverebbero a visualizzare pagine web esteticamente sgradevoli, con dei link che rimandano al download del plugin Flash (che, vi ripeto, per Android ed iOS non esiste) o, peggio ancora, con un avviso che recita “Il tuo browser non supporta questo contenuto.

E non è tutto: una recente statistica di Digital Buzz sottolinea che il 32% del tempo che gli utenti passano ad utilizzare il proprio dispositivo Android o iOS è dedicato ai giochi: creare giochi in HTML5 anziché in Flash potrebbe essere una manna dal cielo per tutte quelle software house che si affidano al browser-gaming. 

Flash VS HTML5: il SEO

Tralasciando per un secondo la front-view della questione Flash VS HTML5, è importantissimo sottolineare come il primo sia peggiore del secondo anche sotto un altro aspetto tutt’altro che trascurato da chi, con il web, ci lavora: il SEO.

Esattamente come i suoi predecessori, anche HTML5 è un linguaggio di markup: proprio grazie alla sua struttura intrinseca, grazie ai vari tag appositi, è possibile indicizzare un contenuto in HTML5 (che sia un video o qualsiasi altra componente) anche sui motori di ricerca, fornendo a questi ultimi le informazioni che desiderano per un corretto posizionamento.

Cosa che invece con il Flash non può succedere, poiché i crawlers non sono in grado di analizzare la struttura di un blocco di codice Flash poiché… si tratta semplicemente di un tag (solitamente <iframe>) che contiene il collegamento ad un file in formato .swf, la cui struttura non può essere interpretata dai crawler stessi.

Scendendo ancor più nel dettaglio, utilizzare HTML5 anziché Flash ad esempio per contenuti video, permetterebbe ai bot dei motori di ricerca di riconoscere ogni video clip come “pagina a sé stante”, con tutte le informazioni che ci si aspetterebbe da una pagina web “ordinaria” (metatag, titoli e via discorrendo), con il diretto risultato di una migliore indicizzazione.

Quindi perché alcune big aspettano ancora?

Semplice: HTML5 è ancora relativamente acerbo e, sebbene sia sulla scena già da diversi anni, non è ancora materialmente in grado di sostituirsi a Flash a causa di alcune piccole imperfezioni sparse qui e lì: infatti, secondo un report abbastanza recente, creare app in HTML5 porta via agli sviluppatori molto più tempo del previsto per la fase completa di sviluppo, prevalentemente a causa del forte testing che tale tecnologia richiede.

Ciò comunque non scoraggia aziende e sviluppatori a sviluppare in HTML5: alcune software house specializzate hanno reso disponibile delle piattaforme SaaS in grado di permettere agli sviluppatori di concentrarsi prevalentemente sul codice, occupandosi in maniera “quasi automatica” del testing e della risoluzione dei problemi. Diretta conseguenza di ciò è che oltre il 70% degli sviluppatori ha utilizzato HTML5 nel 2014 molto più che nel 2013.

Flash è morto. Lunga vita ad HTML5!

Morale della favola: Flash finirà presto nello scaffale dei ricordi. Più o meno come Windows XP, che ha letteralmente dominato la scena dei sistemi operativi per 10 anni ma che, alla fine, è stato deposto in favore dei suoi successori a causa di una tecnologia sempre più avanzata.

Di certo Flash non sparirà da un momento all’altro, tuttavia sempre più sviluppatori, gestori, amministratori, advertiser e quant’altro inizieranno a guardarlo con occhi diversi ed a considerare alternative che possano portare traffico anche dal web, oltre che aiutare il posizionamento.

Personalmente, alla luce di quanto detto, mi sento di affermare che fra al massimo un paio d’anni HTML5 prevarrà largamente su Flash.

Voi cosa ne pensate?

1 Commento

  1. Giancarlo

    Ragazzi, questo articolo bisognava farlo 3 anni fa :)

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