
Avete mai sentito parlare del giornale Avvenire? Sicuramente durante l’intervento di Adriano Celentano al Festival di Sanremo 2012 questo giornale è diventato molto famoso quando il cantante attaccò duramente la linea editoriale del quotidiano, accusata di concentrarsi su argomenti poco attinenti alla fede.
Non che ne avessi dubbi anche prima ma Avvenire ha perso un’altra occasione per stare in silenzio e ha preferito dire la sua su un argomento distante anni luce dalla religione: il nuovo iPhone 5. Sia chiaro, io non sono un fan di Apple per il semplice motivo che i suoi dispositivi costano davvero troppo, ma oggettivamente sono rimasto a dir poco sconcertato davanti a queste frasi:
“la corsa all’ultimo modello e la supremazia simbolica della mela morsicata stanno producendo nuove forme di disuguaglianza e una sorta di “razzismo tecnologico” che discrimina chi non possiede l’iPhone”.
La mia considerazione su questo pensiero è una sola: qualcuno di voi utenti Android si sente discriminato dal fatto che un amico o un vicino di casa decide di spendere tantissimi soldi per il nuovo iPhone 5? A me francamente interessa poco e niente.
Ed ora ecco il piatto forte:
“in un mondo in cui il pensiero dominante tende a rifiutare la religione in nome della ragione, paradossalmente i nuovi dispositivi riaccendono la fiducia nella magia: come la bacchetta magica (un tipico dispositivo touch, estensione del braccio umano) era in grado di produrre immediatemente apparizioni, trasformazioni, eliminazioni, così lo smartphone, protesi ubiqua e sempre attiva, sempre più leggera e maneggevole e quasi trasparente, ci consente di azzerare l’intervallo tra desiderio e realizzazione. “
Non so voi ma a me l’idea che qualcuno possa paragonare un iPhone ad una bacchetta magica mi fa sorridere, ci sarebbe molto da dire, invece, sul reale motivo che spinge le persone a rifiutare la religione in nome della ragione. Io non darei la colpa alla tecnologia. Magari un piccolo esame di coscienza…




