iPhone 5: il quotidiano Avvenire si scaglia contro Apple!

Scritto il 19/09/2012 - 9:00 da Gaetano Abatemarco

Avete mai sentito parlare del giornale Avvenire? Sicuramente durante l’intervento di Adriano Celentano al Festival di Sanremo 2012 questo giornale è diventato molto famoso quando il cantante attaccò duramente la linea editoriale del quotidiano, accusata di concentrarsi su argomenti poco attinenti alla fede.

Non che ne avessi dubbi anche prima ma Avvenire ha perso un’altra occasione per stare in silenzio e ha preferito dire la sua su un argomento distante anni luce dalla religione: il nuovo iPhone 5. Sia chiaro, io non sono un fan di Apple per il semplice motivo che i suoi dispositivi costano davvero troppo, ma oggettivamente sono rimasto a dir poco sconcertato davanti a queste frasi:

“la corsa all’ultimo modello e la supremazia simbolica della mela morsicata stanno producendo nuove forme di disuguaglianza e una sorta di “razzismo tecnologico” che discrimina chi non possiede l’iPhone”.

La mia considerazione su questo pensiero è una sola: qualcuno di voi utenti Android si sente discriminato dal fatto che un amico o un vicino di casa decide di spendere tantissimi soldi per il nuovo iPhone 5? A me francamente interessa poco e niente.

Ed ora ecco il piatto forte:

“in un mondo in cui il pensiero dominante tende a rifiutare la religione in nome della ragione, paradossalmente i nuovi dispositivi riaccendono la fiducia nella magia: come la bacchetta magica (un tipico dispositivo touch, estensione del braccio umano) era in grado di produrre immediatemente apparizioni, trasformazioni, eliminazioni, così lo smartphone, protesi ubiqua e sempre attiva, sempre più leggera e maneggevole e quasi trasparente, ci consente di azzerare l’intervallo tra desiderio e realizzazione.

Non so voi ma a me l’idea che qualcuno possa paragonare un iPhone ad una bacchetta magica mi fa sorridere, ci sarebbe molto da dire, invece, sul reale motivo che spinge le persone a rifiutare la religione in nome della ragione. Io non darei la colpa alla tecnologia. Magari un piccolo esame di coscienza…

Via

CEO & Founder di Chimera Revo. Laureato in Informatica, sono un appassionato della tecnologia in generale, tra cui Android. Utilizzo Linux da oramai molti anni ma non disdegno anche gli altri OS. Sono anche tifosissimo della Juventus!

  • Brau

    Secondo me, dare colpa di ciò soltanto alla Apple è riduttivo: se la gente non crede più in Dio, in Vaticano dovrebbero guardare loro stessi, che in centinaia di anni di storia si sono sempre più allontanati dagli insegnamenti di pace, uguaglianza e fratellanza che loro stessi impartivano, ed ovviamente la gente se ne sta pian piano accorgendo, sta fuggendo da loro e sta cercando un altro Messia che riveli loro come si sta su questa Terra…
    Il fatto che la gente si precipiti in massa a comprare l’iPhone non è imputabile al credere in Dio o no, è che l’iPhone effettivamente è diventato uno status symbol, grazie al fatto che Jobs ha sfruttato quella debolezza umana che ci porta ad apparire più di quello che siamo in realtà, a distinguerci dalla massa, perché crediamo (e sbagliamo in questo) che una persona che sta bene economicamente, e che lo mostri, sia meglio accettata dalle altre persone, quindi essere più ricchi, più dotati materialmente e più avanti degli altri si crede che sia una forma di giusto modo di vivere, e il lavoro di Jobs è stato quello di portare la gente a pensare che se voi comprate l’iPhone o qualsiasi iCoso, sarete più degli altri, vi sentirete finalmente realizzati, e la Vita finalmente vi sorriderà, quando l’unica che effettivamente si realizza è la Apple stessa… Se poi qualcuno crede che il prorio smartphone sia un oggetto divino è un problema esclusivamente suo, in quanto pensa di riempire le sue lacune personali con il feticcio del momento…
    L’Avvenire cerca soltanto di: 1. sviare la responsabilità dai loro
    padroni dando la colpa di tutto ciò al feticcio del momento, e 2.
    vendere più copie facendo il titolone da polemica istantanea…
    Che poi la storia del “razzismo tecnologico” è roba vecchia come il cucco, ci sono sempre stati i bambini (io dico bambini, ma si può comprendere ogni fascia di età) che cercavano di essere più fighi degli altri avendo la roba più bella degli altri, questi venivano idolatrati e anche gli altri volevano essere come lui, non vedo cosa ci sia di nuovo, lo sbaglio è di chi gli ha insegnato che apparire è meglio di essere… e indovina chi glielo insegna generazione dopo generazione?
    Certo che in 2000 anni di storia non è cambiato assolutamente niente…

  • http://www.siliconjey.com Jessica Lambiase

    Sapete cosa ci vedo io in questo articolo? Nulla più, nulla meno che la seguente frase:
    «La gente non crede più in Dio perchè c’è l’iPhone.»
    E poi, diciamocelo, un “Avvenire” che porta scritto in caratteri cubitali “IPHONE” in copertina vende molto, ma molto di più di un “Avvenire” che porta scritto in caratteri cubitali “RATZINGER”.

    Ma per cortesia.

  • Paolo

    Ma quale magia, la tecnologia è scienza, che non c’entra niente con la religione.
    Sembra un articolo scritto da un giornalista di quattrocento anni fa.
    Inoltre il razzismo tecnologico c’è per chi vuole vedercelo.
    Io non sono invidioso di nessuno, per lavoro uso sia MAC che Windows, ho avuto Android e ho un iPhone e apprezzo ogni sistema per le loro specifiche caratteristiche.
    Ho le app che mi servono e non sono iscritto a nessun social forum perché non ne ho bisogno, per questo non giudico chi li utilizza perché sono per la libertà di scelta, di pensiero e, perché no, di religione.
    Anche io sono un “ragazzo abbastanza grande”, e anche io con i mei coetanei all’età dei 12/18 anni rincorrevamo altri miti; i motorini stubati, i programmi sul C64, le amicizie virtuali fatte con il “baracchino” (anche lì dovevamo stare in guardia dagli sconosciuti), ecc.
    Tutto passa poi dopo l’adolescenza, rimangono i valori e le esperienze del “proprio tempo”, permettendo di crescere con qualcosa come base verso il futuro che ognuno si costruisce.
    Dobbiamo essere in grado di saper vedere il positivo nelle cose, qualunque siano, e questo giornalista certo non aiuta.
    Libertà Uguaglianza e, soprattutto, Fraternità a tutti.

  • https://plus.google.com/u/0/113679160497089639906/posts Andrea Z.

    il bello è che sull’app store della apple, c’è anche l’avvenire!

  • fluxbox

    sul razzismo tecnologico sono d’accordo… è una piaga crescente. Noi siamo tutti ragazzi abbastanza grandi diciamo eehhee, non ragioniamo come molti ragazzi dai 12 ai 18 anni… in questa fascia d’età, invece, sto notando non tanto la corsa al gadget di ultimo grido, quanto una vera e propria discriminazione. La maggior parte di questi postano regolarmente, ed anche eccessivamente, su facebook e twitter… per un ragazzo non avere un dispositivo capace di farlo, che sia anche un iPod, contribuisce ad isolarlo

  • cydialoverz

    “i nuovi dispositivi riaccendono la fiducia nella magia: come la bacchetta magica”….VERO!! ed ha ragione “avvenire”. questo è dovuto alla politica “chiusa” della apple. se questa tecnologia fosse di libera condivisione ognuno potrebbe capire che quegli “effetti magici” non sono altro che l’applicazione dell’intelligenza umana! Pace e software