
Nelle ultime settimane sono stati registrati traffici anomali lungo le intricate strade della rete Torrent globale. A segnalarlo è stato il CERT (Computer Emergency Response Team) polacco che ha prontamente avviato delle indagini tecniche più approfondite onde trovare le cause di tale fenomeno che sembra un qualcosa di molto vicino ad un attacco intenzionale. L’anomalia non è altro che un notevole aumento del traffico di rete lungo la rete Torrent, utilizzando il protocollo apposito µTP.
Nello specifico, il presunto attacco in questione consiste in una mole immensa di pacchetti che sembrano legittimi ad una superficiale analisi. Tuttavia, indagando più approfonditamente, si è scoperto che l’IP di invio è falsificato. Inoltre, tracciando campioni di questi pacchetti è emerso che determinavano problemi all’utenza globale nello scaricare alcuni film russi, contenuti ovviamente coperti da copyright.
Quest’ultimo elemento ha portato a ipotizzare che a servirsi di tale strategia siano state aziende operanti nel cinematografico con l’ovvio fine di salvaguardare i propri interessi tentando di bloccare la condivisione de film da essi prodotti. È ben chiaro che il CERT non ha accusato nessuna società del campo cinematografico né aziende esterne tipicamente note per l’utilizzo di sistemi simili poiché non ci sono prove in merito.
Tuttavia, è bene considerare anche un altro aspetto. Chiunque sia il soggetto che abbia commissionato o messo in atto questo attacco ha, dalla sua, la colpa di aver agito non seguendo le buone regole del caso. In effetti, la difesa di un bene intellettuale mediante attacchi informatici è di per sé di dubbia legalità. Anzi, più che dubbia, direi che potrebbe essere definito un reato. Insomma, un cybercrimine per difendersi da un altro cybercrimine: è questa la surreale situazione.





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