
Mark Shuttleworth, il piccolo grande uomo a capo del progetto Ubuntu, ha ammesso di essere stato fuori di testa, viste le espressioni usate nel “post incriminato” che svelava le intenzioni dei progettisti nei riguardi di Ubuntu 13.04. Parlando ai partecipanti del meeting “Ubuntu Q&A”, che si tiene pochi giorni dopo il rilascio di qualsiasi versione di Ubuntu, Mark ha ammesso la sua piccola imprudenza:
I really screwed up that blog.
It never even occurred to me that people would interpret as aiming to be MORE CLOSED when the obvious intent was to open everything up, while still preserving the delight of the reveal.
Ho sbagliato con quel post.
Non avrei mai immaginato che le persone avrebbero visto [nelle mie parole]l’intenzione di essere più chiusi, quando invece l’intenzione ovvia era di aprire tutto, conservando contemporaneamente il fascino della sorpresa.
Ahi ahi ahi Mark, mi sa che la fesseria l’hai fatta sul serio! Oltre al polverone che si è sollevato sotto lo stesso post “incriminato” (ben 43 commenti in poche ore, il che non è poco), tantissimi blog ed altrettante testate (o sedicenti tali) hanno interpretato il tutto come “Se fino ad ora abbiamo detto tutto, a causa delle critiche terremo delle cose per noi fino al rilascio”. E, confesso, d’impatto io stessa avevo pensato a ciò (lungi da me però accusare Ubuntu di essere diventato closed…). Rileggendo però il post con un po’ più di calma (e un po’ meno superficialità), invece, quello che è stato l’estratto incriminato si rivela essere l’intento vero e proprio di Mark e dei progettisti di Ubuntu:
Lavorare su qualcosa in modo da rifinirla continuamente finchè non è pronta al rilascio ha i suoi vantaggi: ci si prende tempo per migliorare, si può essere giudicati quando si è pronti, tuttavia le critiche sono maggiori quando sveli, e vedi il tuo nome al centro dell’attenzione (a volte anche in titoli che potresti non volere). Quindi abbiamo pensato di estendere l’invito alle persone che si fidano di noi, e di cui noi abbiamo motivo di fidarci, per lavorare insieme ad alcune sorprese sexy relative alla 13.04.
Il problema sapete quale è? Queste parole sono arrivate quando Ubuntu è diventata quella a distaccarsi dai canoni, Ubuntu è quella che chiede soldi, Ubuntu è quella che introduce le ricerche su Amazon, Ubuntu è quella che guadagna alla faccia degli utenti… posso affermare con sicurezza, quindi, che chiunque abbia avuto da ridire sul post di Mark lo ha fatto alla luce degli ultimi avvenimenti. E’ già difficile vedere del buono in tempi tranquilli, figurarsi vedere del buono quando intorno le cose sembrano non tornare…
Attento Mark, la prossima volta sii più cauto: potresti ritrovarti di nuovo nel bel mezzo di un polverone che non ha motivo di esistere :)




