
Voglio segnalarvi un’intervista rilasciata da Mark Shuttleworth ai microfoni di ZDNet subito dopo una conferenza al MWC 2013: Ubuntu Touch è un sistema operativo che fa molto parlare di se e che, nonostante la presenza delle daily builds ed una community di sviluppo attivissima, allo stato attuale delle cose resta comunque un developer preview e non può essere utilizzato come sistema operativo mobile principale. Ma, come leggerete tra poco, le cose sono destinate a cambiare: stando alle parole di Mark Shuttleworth, infatti, Ubuntu touch diverrà utilizzabile di qui ad «un paio di settimane». E, personalmente, non vedo l’ora di installarlo sul mio i9000.
Vi lascio qui sotto l’intervista tradotta: vi consiglio caldamente di leggerla se siete interessati agli sviluppi attuali del sistema!
C’è stato tanto chiacchiericcio su Ubuntu e sulla sua strategia durante il Mobile World Congress, vi sono altri annunci all’orizzonte?
Ce ne è uno molto importante per noi. Abbiamo un “silicon partner” del quale annunceremo il nome dopo lo show, è una forza molto significativa nell’ecosistema mobile e stanno ottimizzando dei prototipi.
Sembra sia stato un percorso lungo, i cui segnali sono iniziati con il lancio di Ubuntu per Android.
Circa quattro anni fa abbiamo focalizzato il punto – telefono, tablet, PC, TV -, abbiamo formato un design team ed accettato la sfida. Il risultato che vedete è molto elegante. Questa [la versione tablet] è l’anello mancante, il ponte, tra ciò che vi abbiamo mostrato sei settimane fa e le cose per il PC. In un certo senso l’abbiamo “nascosto sotto gli occhi”. Tornate al 2009, pensate a cosa è arrivato nella distribuzione per PC e vedete come tutto torna.
Sembra che ciascun form factor di Ubuntu possa agire come companion device per un altro, ad esempio, per tablets e smartphones. Dato ciò, prevedete che i retailers integrino i tablets Ubuntu con gli smartphones Ubuntu?
In uno degli scenari, avete uno smartphone e lo collegate ad un pezzo di vetro più grande, così avete un tablet, poi lo scollegate ed ottenete uno smartphone. E’ solo un device.
E la situazione per le aziende?
Abbiamo delle features uniche per le aziende, cifratura totale del disco per l’azienda e cifratura separata per ciascuna sessione utente, così che Ubuntu [sul tablet, NdR] possa essere collegato ad LDAP o Active Directory, in modo che in un’ottica aziendale questo [l'Ubuntu tablet, NdR] divenga il primo tablet sicuro utilizzato per scopi militari, finanziari, medici – dedicato all’utilizzo intensivo.
I tablets con Ubuntu OS entreranno nelle aziende con il criterio Bring-Your-On-Device, oppure prevedete che le stesse compagnie ne forniscano degli stock?
Entrambe le possibilità: vi sono alcune ragioni per cui le aziende dovrebbero sceglierli. Per la sicurezza, quello dei malware su Android è un problema reale, e questo è un ambiente decisamente più pulito. Posso anche immaginare perchè i consumatori potrebbero sceglierlo, abbiamo creato qualcosa di molto bello dal punto di vista del consumatore.
Cosa avete dovuto reintrodurre, o a cosa avete dovuto rinunciare controvoglia?
Domanda interessante. Abbiamo dovuto abbandonare tante buone idee, e questo è il punto del design – si hanno continuamente buone idee. Abbiamo detto ok ad ogni idea, abbiamo definito dove porla nella lista della priorità, quanto è utile, e se è un’idea importante da implementare soltanto sull’interfaccia PC, come un differenziale. E’ un idea che può trovare un fine nei diversi form factor?
Quindi quando potrò mettere le mani su un Ubuntu phone o tablet?
Credo i telefoni a Gennaio, i tablets in Aprile (2014). Questa è la versione developer, non è possibile utilizzarla come sistema per tutti i giorni, ma in un paio di settimane lo sarà.
Ma l’avete rilasciata soltanto pochi giorni fa.
L’abbiamo rilasciata per il Nexus, ed abbiamo già 20 ports in sviluppo da parte della community, alcuni di questi per devices più vecchi.
Sapete quante persone hanno scaricato il sistema?
So che nelle prime sei ore abbiamo avuto 75.000 downloads, che è davvero bello.
Abbiamo ancora da lavorare tanto, ma abbiamo degli ottimi partner in arrivo ed il team è davvero motivato. Abbiamo la possibilità di cambiare profondamente l’attitudine storica che vede Linux seguire i PC. L’esperienza è migliore di quella di Windows 8, e non è una pazzia, molte persone serie nelle aziende dicono che [Ubuntu tablet] “è meglio di Windows 8″.
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