Guida ai filesystem Linux

File System Linux: quali sono e come funzionano

Ext2, ext3, ext4, btrfs ma non solo: alla scoperta dei 'modi' che Linux conosce per organizzare i dati su dischi e partizioni

In una nostra precedente guida vi abbiamo parlato di come è organizzato, gerarchicamente, il file system di Linux.

Vi abbiamo spiegato l’intera struttura delle directory, il perché alcune cartelle hanno nomi particolari ed il rispettivo utilizzo che, in alcuni casi, è stato modificato nel tempo.

Come è organizzato il filesystem Linux?Un'occhiata ai più importanti aspetti dell'organizzazione gerarchica del pinguino: ecco a cosa servono tutte quelle misteriose directory!

In questa guida ai file system Linux, invece, mostreremo quelli che sono i più conosciuti ed usati filesystem analizzandone aspetti come le origini, i punti di forza, le debolezze ed i miglioramenti progressivi.

Guida ai filesystem Linux

Nelle ultime due sezioni potrete trovare, rispettivamente, una tabella compatta che riassume le caratteristiche di ognuno ed i casi migliori in cui ciascun filesystem trova utilizzo.

NB: da questa guida abbiamo volutamente escluso i filesystem distribuiti ed il filesystem ReiserFS, ad oggi praticamente abbandonato.

Indice

Guida ai filesystem Linux

Ext2

Si tratta del filesystem Linux per antonomasia che ad oggi ha la veneranda età di 23 anni e viene ancora utilizzato in alcuni casi.

Creato nel lontano 1993 da Rémy Card, fu sviluppato per porre rimedio ai limiti del filesystem originale (sviluppato dallo stesso Card appositamente per Linux, come evoluzione a sua volta di Minix). Si instaurò ufficialmente come sostituto di ext dopo aver vinto un’accesa battaglia contro il “rivale” xiafs.

A seconda della dimensione del blocco di scrittura, su un filesystem ext2 è possibile scrivere file grandi fino a 2 TB; lo stesso filesystem può avere dimensione massima di 32 TB ed ospitare sino a 31998 directory – in totale sono 32000 se si calcolano anche la directory corrente (dot) e la directory radice (dot dot).

Ext2 non dispone di un meccanismo per la prevenzione degli errori di scrittura

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